Perché si scoraggia l’uso del contante? Meditate gente…

di Bufale.net Team |

Perché si scoraggia l’uso del contante? Meditate gente… Bufale.net

Ci è stato segnalato un testo dal titolo perché si scoraggia l’uso del contante?

Solitamente,  la foto di un pezzo di carta con stampato un raccontino è, sulla scala dell’inaffidabilità, un gradino sopra l’eterno

la notizia è su internet: quindi deve essere vero

Ed anche in questo caso non siamo distanti.

Perché si scoraggia l'uso del contante?
Perché si scoraggia l’uso del contante?

Si scoraggia l’uso del contanti con la scusa dell’evasione… la verità è che si vuole favorire le banche!!
Se gira una banconota da 100 euro, dopo centinaia di passaggi sarà sempre una banconota da 100 euro !
Se girano 100 euro tramite carte di credito, con le varie commissioni che si pagano ad ogni passaggio, dopo 100 passaggi considerando una media di 1 euro a “strisciata” addebitato al commerciante, la 100 euro è finita tutta nella banche ! Questo a lunga andare provoca in giro unitamente ad altre azioni speculative rarità monetaria … detto alla sora Maria … “soldi non ne girano” !
Volete favorire l’uso della moneta elettronica ? Iniziate con l’azzerare le commissioni e dare in uso gratuito i pos e poi ne riparliamo.
FATE GIRARE SE NON LO FA LA TV ALMENO INFORMATE VOI !!!

Come al solito, proveremo a smontare la bufala pezzo per pezzo

Si scoraggiano i contanti con la scusa dell’evasione, ma vogliono favorire le banche!

In realtà questo apologo è in ritardo solo di un millennio circa sulla storia dell’umanità.

Le carte di credito e di debito sono infatti le dirette discendenti delle Lettere di Cambio del dodicesimo secolo, studiate in tutti i sussidiari delle scuole primarie da quando esiste una scuola.

La Lettera di Cambio era un atto notarile, antenato dei titoli di credito e della dematerializzazione del credito stesso in toto, che assolveva, come ben saprà il dodicenne ben scolarizzato che usiamo come modello per la lettura dei testi, ad una funzione essenziale. La comodità.

Immaginate di essere un ricco mercante Fiorentino che deve recarsi nelle Fiandre per comprare stoffe e preziosi.

Preferireste girare con gli scrigni pieni di fiorini, lingotti e preziosi, col rischio di farvi derubare alla prima stazione di posta, oppure avere un documento piegato in tasca?

Le Lettere di Cambio erano sostanzialmente un documento col quale un banchiere “comunicava” ad un secondo banchiere lontano anche chilometri che poteva anticipare del denaro per un cliente, il traente.

Tanto il banchiere si sarebbe occupato di “rimborsare” il collega, naturalmente con una piccola provvigione.

Di questo parleremo anche di seguito, ma per ora il senso è che la valuta immateriale, ogni sua forma, da sempre assolve due scopi.

Ti rende più difficile evadere? Ovviamente! Come la fatturazione elettronica rende più difficile evitare le fatture, come l’obbligo di fatturazione e scontrino rendono più difficile il nero.

È ovvio che, come ci ricorda l’immortale classico per l’infanzia Il Manuale del Giovane Detective, l’intera storia dell’umanità possa essere riassunta in un eterno scontro tra guardie e ladri.

Quando il primo ladro della storia rubò i primi beni dalla prima caverna, il primo uomo onesto della storia fu costretto ad inventare la porta. Quando il ladro inventò le leve per forzare quella porta, l’onesto inventò serrature sempre più potenziate.

È normale che quando il disonesto scoprì che si potevano evadere le imposte, l’onesto scoprì ricevute e fatture, e quando il disonesto scoprì che ricevute e fatture potevano essere omesse, l’onesto scoprì nuovi modi per “costringere” il disonesto ad ottemperare ai suoi doveri e quindi imporgli di restituire quanto tolto dalle tasche della collettività.

Se gira una banconota da 100 euro, sarà sempre una banconota da 100 euro

Solo ipotizzando una situazione senza pressione fiscale, per evasione o idillico Eden, potremmo immaginare un mondo dove ciò accada.

Chiunque abbia comprato e venduto beni onestamente sa bene che c’è una piccola cosa chiamata tassazione.

Se pago uno stipendio, esiste un lordo ed un netto: naturalmente il netto sarà al netto di tasse e contributi. Se compro un bene, ci sarà un prezzo al lordo ed al netto.

Invertire l’entropia non è possibile: come sappiamo, anche su un pacchetto di patatine, anche su un libro, anche sui tampax esiste l’IVA.

E quindi abbiamo una Banca Centrale che si occupa dell’immissione e della redistribuzione di nuovo denaro: ciò era noto anche ai tempi dei mercanti delle Fiandre.

Ma andando oltre, possiamo anche dire che l’imposizione fiscale è a sua volta un qualcosa dato in contropartita: io cittadino, pago tasse perché tutti abbiano beni e servizi.

A meno che io, cittadino, decida che “se pago 100 euro devo avere 100 euro”, salvo poi pagare pedaggio per camminare sui marciapiedi, per usare le strade urbane, oppure che io decida, all’uso americano, di pagare di tasca mia ogni singola visita dal medico salvo assicurazione sanitaria.

Ma non è neppure questo il punto, come vedremo

Di strisciata in strisciata ecco che le banche si mangiano tutto

Come al solito, dobbiamo dividere tra servizio materiale e immateriale.

Persino il mercante fiorentino del 1300 aveva bene in mente il fatto che, solo per avergli risparmiato il dover viaggiare con casse e casse di ricchezze e beni preziosi esponendosi al rischio di furti e rapine una piccola ricompensa spettava al banchiere.

Chiunque per lavoro o per comodità ha un conto corrente sa benissimo che, tranne i casi di conti “zero spese”, un canone vi è.

Giustamente, le banche esistono, i cassieri non lavorano per carità e gli edifici non si sostengono da soli come quelli di Hogwarts.

Il che non significa che si mangino tutto

E non significa che tali oneri ricadano sul povero cittadino medio.

Come ci ricordano i colleghi di BUTAC, l’esercente, che ha tutto l’interesse ad avere un conto corrente, ha già messo in conto quelle spese. Sono lì, tra le infinite variabili che fanno in modo che le zucchine, per citare in bene, abbiano un tal prezzo e non un altro.

E non cambierebbero di un atomo, dato che se non ci fossero le carte di credito comunque ogni settimana l’esercente dovrebbe portare i soldi in banca, se non ci fossero le banche dovrebbe costruire un deposito come quello di Zio Paperone e pagare guardie per custodire tale denaro eccetera.

E anche il citato trasporto in banca, se è cosa facile contando un piccolo negozietto familiare, diventerebbe ben oneroso per un grande esercente, che quantomeno si risparmia dover usare un portavalori.

Per non parlare dell’e-commerce, che in un mondo senza le banche sarebbe un casino immondo e impraticabile

Allora perché non ci danno i POS a titolo gratuito?

Veramente ci sono già POS senza canone e POS inclusi in ogni contratto bancario. Le soluzioni che cercate ci sono: perché non ne discutete col vostro operatore, che nemico non è?

Resta fuori da questa esposizione l’invito a “far girare”: ovviamente.

Perché dovete capire che se non esistono soluzioni semplici ai problemi non è perché i poteri forti le nascondono: ma perché non ci sono.

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