Perché è necessario rispettare l’isolamento e contenere il contagio: non giocate con la vita del prossimo

di Shadow Ranger |

Perché è necessario rispettare l’isolamento e contenere il contagio: non giocate con la vita del prossimo Bufale.net

Ci chiedete in molti riguardo l’isolamento e le misure intraprese per contenere l’epidemia, come il rispettare l’isolamento.

Premessa: al momento parliamo di epidemia e non di pandemia proprio perché abbiamo almeno la speranza di riuscire a rallentare la corsa del COVID19. Nel momento in cui parleremo di pandemia, le misure restrittive (come il citato isolamento) diventeranno inutili e si dovrà passare a provvedimenti di minimizzazione ancora più gravi.

Premessa numero due: l’isolamento e le misure restrittive funzionano finché i cittadini hanno responsabilità. Ed i cittadini hanno responsabilità quando li poni dinanzi alle loro responsabilità spiegate con chiarezza e fermezza, ma non cedendo al facile panico.

Ciò posto, possiamo partire dal video dell’eccellente Dario Bressanini

Dal quale impariamo una serie di cose.

Si parla di Coronavirus da anni! I governi sapevano ed hanno creato il Coronavirus in laboratorio, quindi è inutile l’isolamento

Aridaje! Il fatto che esistano prodotti efficaci contro “il Coronavirus” non significa che “il Coronavirus” esista da sempre. Significa che il SARS-CoV-2, il virus di COVID19, è letteralmente l’ultimo arrivato di una ricca e numerosa famiglia di virus chiamata “i Coronavirus” e asserire identità tra i membri della stessa famiglia (che contiene i virus di molte forme influenzali comuni, nonché SARS-CoV e MERS-CoV) è come dichiarare festanti che non esiste alcuna differenza tra se stessi e lo scimmione che allo zoo tira le proprie feci sulle sbarre.

Il fatto poi che SARS-CoV e MERS-CoV siano imparentati con SARS-CoV-2, come vedremo in seguito, ci torna ben comodo. Per dirla in modo semplice ed atecnico, il fatto che le scimmie ci siano abbastanza simili da rendere la sperimentazione animale possibile, si riflette nel fatto che i Coronavirus siano abbastanza simili da riciclarsi alcune scoperte sulla loro struttura, come ad esempio le tipiche “spicole”, quelle strutture a forma di coroncina.

Oltretutto, è una stupidaggine asserire la creazione in laboratorio

L’isolamento protegge i più deboli

Vi abbiamo parlato più volte dell’effetto gregge, no?

Sostanzialmente quella cosa per cui è necessario e doveroso vaccinarsi per tutte le malattie possibili non tanto perché le stesse potrebbero uccidere noi, ma perché contagiando un immunodepresso, un anziano o un soggetto debole lo uccideremmo personalmente.

Abbiamo un enorme problema: non esistono ancora vaccini contro SARS-CoV-2. Ci stiamo lavorando, questo sì, a tempi da record dati dall’urgenza, usando ogni goccia di conoscenza ottenuta sfruttando i “cugini” di SARS-CoV-2 che abbiamo studiato in passato e partendo dalle somiglianze.

Siamo assai vicini ma non ci siamo ancora.

Non abbiamo quindi il vaccino. SARS-CoV-2 sappiamo essere assai infettivo: il suo problema principale non è la mortalità, inferiore a quella dei suoi cugini maggiori SARS-CoV e MERS-CoV (rispettivamente record-virus da 9,6% e 35%, con SARS-CoV-2 al palo del 2%), ma la sua capacità di trasmettersi rapidamente ad un gran numero di persone.

Se un contagiato si accosta a persone sane, ne contagerà un gran numero. Almeno due nell’immediato, che contageranno altre due persone a testa, in modo esponenziale.

E come ci insegna una partita a Plague Inc., dove il giocatore che vuole vedere per suo diletto “trionfare” un virus non ha che da tenerne la mortalità minima ed i sintomi contenuti fino alla pandemia per poi scatenarsi, il fatto che un individuo in perfetta salute ottenga da SARS-CoV-2 solamente una forma blanda di COVID19, ovvero febbriciattole e starnuti indistinguibili da una normale influenza, rende l’ammalato un soggetto intrinsecamente irresponsabile.

Dice “È solo una febbriciattola” e via, in giro per monti e per valli.

Una cosa così, insomma.

Ci sono una serie di misure: isolamento, distanze di sicurezza droplet…

Torniamo alle due persone.

Tizio infetta due persone. Una di queste due persone decide di impiparsene dell’isolamento e si sposta dalla zona rossa ad una zona bianca. Contagia due persone lì, che ne contagiano due a testa, che ne contagiano due a testa… un qualsiasi anello di questa catena potrà essere un anziano, un immunodepresso o un soggetto a rischio.

Uno qualsiasi, anzi più di uno, data la qualità esponenziale del contagio.

L’andamento esponenziale

L’andamento del COVID19 in Italia, ci ricorda Bressanini, vede un raddoppio ogni 2,6 giorni. Nel video guarderete i numeri aggiornati all’otto marzo, cosa che comporta un problema.

Avete presente quando vi dicono di vaccinarvi contro l’influenza, ve lo diciamo anche noi ed arriva immancabile con un orologio svizzero l’antivaccinista a sbrattare male nei commenti per poi scrivere ai moderatori che trova intollerabile che i nostri lettori abbiano reagito con durezza ai suoi carnascialeschi insulti e vuole esserne reso esente?

Il senso non è che si muore di influenza tutti: il senso è che esiste in Italia un numero finito di ospedali. Nessuna cosa al mondo è infinita.

Se mezza Italia finisce KO per causa dell’Influenza, un intero paese si ferma per settimane se non per mesi.

Se interi reparti di rianimazione si riempiono di malati, per forza di cose qualcuno dovrà restarne fuori perché non si farà in tempo ad aiutarlo e morirà senza poter neppure avere la possibilità di salvezza.

SARS-CoV-2 è, abbiamo visto, velocissimo nel diffondersi.

Lasciarlo libero di agire senza alcun ostacolo significa, in breve tempo, avere ospedali pieni, falcidiati da medici ammalati e piagati dalla mancanza di spazio fisico per ricoverare i malati, e doversi trovare a veder morire persone che non possiamo aiutare.

Il sistema sanitario al collasso

E questo riguarda non solo i malati di COVID19, o altre sindromi influenzali.

Pensate alla colossale sfortuna in cui incorrerebbe un soggetto che si prenda un infarto o un ictus mentre l’unico ospedale abbastanza vicino per salvarlo è pieno di malati di COVID19.

O alla vittima di un incidente stradale, che resterebbe su un’ambulanza che non ha luogo dove portarlo perché gli ospedali sono stati portati al collasso dall’Epidemia.

Gli ospedali sono in numero finito, con posti letti finiti: una sanità in tempo di epidemia è come una sanità in tempo di guerra. Si rischia di perderla ogni giorno, perché è come se non ci fosse o ci fosse a scatti, impegnata a tener testa ad un numero di malati superiore alle sue forze.

Solo per COVID19 però, il gran numero di infetti aumenta il numero di complicazioni: al momento abbiamo 650 persone in terapia intensiva.

Ma abbiamo 5000 posti sparsi per tutte le regioni: il che significa che un infartuato potrebbe rischiare di morire perché tutti i posti sono impegnati a salvare pazienti affetti da COVID19, o viceversa.

E se in un rigurgito di egoismo vi capitasse di pensare che tanto voi state bene, pensate che i vostri genitori anziani potrebbero ammalarsi e morire perché non ci sono posti, oppure voi stessi potreste vincere la lotteria della sfortuna e beccarvi quell’aggravante che vi porterà in rianimazione.

E, sfortuna per sfortuna, trovarvi a non avere accesso perché altri hanno applicato il vostro egoismo e seppellire i vostri genitori o morire.

Il Modello SIR

Bressanini ci ricorda il modello SIR: Sani, infetti, rimessi.

Lasciare un’epidemia allo stato brado significa farla scorrere velocemente. La maggior parte della popolazione si ammala, alcuni muoiono, molti guariscono.

La mammana ignorante potrebbe pensare “Meglio, così ci facciamo gli anticorpi”.

Ma ricordate quando vi abbiamo detto dei 5000 posti?

Immaginate uno scenario in cui ad esempio 100000 persone si ammalano con sintomi gravi a 2000 per volta lungo qualche mese, o uno scenario in cui si ammalano tutti e 100000.

Avranno capito anche i più egoisti tra voi: nel secondo scenario abbiamo 95000 futuri cadaveri, tra cui i vostri genitori, amici, con un po’ di sfortuna voi stessi che agonizzano in una sanità al collasso che non ha modo per curarli.

Nel primo abbiamo quantomeno una sanità che può assorbire quelle persone, aiutarle e curarle.

E tutto grazie all’isolamento.

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