“Perché dobbiamo pagare la pensione agli invalidi se non hanno mai versato i contributi?” – il ritorno della Bufala su Renzi

di Shadow Ranger |

“Perché dobbiamo pagare la pensione agli invalidi se non hanno mai versato i contributi?” – il ritorno della Bufala su Renzi Bufale.net

Esiste senz’altro nel panorama politico qualcuno che non vuole capire che le bufale non pagano. Per un po’ lo fanno: non per sempre.

Giusto questa mattina abbiamo affrontato la prima bufala registrata di questa campagna elettorale, in danno di Giorgia Meloni, FdI. Questa volta, con la bufala, Perché dobbiamo pagare la pensione agli invalidi se non hanno mai versato i contributi? nel tritacarne ci finisce Matteo Renzi, Italia Viva.

"Perché dobbiamo pagare la pensione agli invalidi se non hanno mai versato i contributi?" - la nuova versione della bufala
“Perché dobbiamo pagare la pensione agli invalidi se non hanno mai versato i contributi?” – la nuova versione della bufala

Non ci importa il perché in questa campagna elettorale il bersaglio sia finito su Italia Viva, ma ci è finito.

E se non definiamo Perché dobbiamo pagare la pensione agli invalidi se non hanno mai versato i contributi? la prima bufala della stagione è perché è un testo riciclato.

“Perché dobbiamo pagare la pensione agli invalidi se non hanno mai versato i contributi?” – Storia di una bufala riciclata

L’abbiamo sottoposta a fact checking nel 2014, ricordando che era un virgolettato inventato e mai pronunciato “liberamente tratto” da indiscrezioni e voci di corridoio mai concretate.

All’epoca la definimmo una serie di “scatole cinesi” di disinformazione: ovvero un’interpretazione “liberale” di una frase di contenuto del tutto diverso da quella ora usata nel testo. Del Rio dichiarò all’epoca infatti

“Ci sono tantissimi margini di manovra. Pensiamo ai 12 miliardi sulle pensioni di invalidità e accompagnamento spesi dall’INPS: hanno dei picchi in alcune zone totalmente inspiegabili, se non con il fatto che ci siano degli abusi. Per garantire controlli, equità ed evitare abusi applicheremo l’ISEE”.

Si parlava dunque di un sottosegretario che ritiene necessario istituire dei controlli per evitare la piaga dei c.d. falsi invalidi, che memeticamente diventa una “proposta di abolizione/riduzione delle pensioni di invalidità” e che viene in seguito smentita su un portale facente capo alle stesse associazioni di categoria dei disabili. La smentita della bufala primaria riporta sì il nome del Presidente del Consiglio, ma associato a frasi del tutto diverse:

Una risposta politica esplicita è arrivata ieri (21 marzo, ndr) dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “Non toccheremo pensioni e indennità di accompagnamento per i disabili.”
Sembra, quindi, archiviata sia l’idea di legare l’erogazione dell’indennità al reddito e, ancor più, la “teoria degli abusi” che sottostava all’ipotesi espressa da Cottarelli.

C’è soddisfazione da parte di FAND e FISH per l’espressione chiara di una volontà politica non punitiva nei confronti delle persone con disabilità. Ma adagiarsi sullo “scampato pericolo” non appartiene alla storia e alla cultura delle Federazioni. Chiedono piuttosto, ancora e con forza, l’avvio e il consolidamento di serie politiche per la disabilità, per la non autosufficienza, per l’inclusione sociale. Oggi sono carenti se non assenti.

Quindi, a distanza di mesi, il fatto che l’anonimo burlone si sia servito di una indiscrezione già smontata per costruire una nuova bufala, e che la frase asseritamente pronunciata, nuovamente, non sia riportata da alcuna fonte se non quella stessa immagine, ci consentì di definire questo appello una Superbufala o Bufala Inception.

Bufala che ritornò, identica, nel 2015, su una delle pagine antikasta che tanto andavano di voga all’epoca.

Per poi tornare, come un serpente che si morde la coda, nel 2016, arricchita da tabelle del tutto decontestualizzate.

La bufala herpes

Siamo dunque ad una bufala herpes: una bufala ad orologeria, sopita per anni ed anni, che riappare periodicamente quando c’è bisogno di elezioni.

E ad ogni tornata compare con un’onda montante di rabbia, livore e minacce di morte, debitamente rilevata dai colleghi di Facta.

Che qualcuno dovrà pur fermare.

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