NOTIZIA VERA Malattia Seu, morta una bambina di Foggia: cos’è, cura, sintomi e prevenzione – bufale.net

di Shadow Ranger |

Salute, denaro, comunità: sono questi tre bisogni primari assai viralizzabili, i preferiti dalle echo chamber.

Il cui rapporto con l’informazione ufficiale, come abbiamo visto, è controverso. Da un lato la controinformazione si presenta come la paladina delle cose che nessuno vi dirà, sacerdotessa di misteri da diffondere agli iniziati al modico prezzo di un click ed un like, dall’altro lato rovista quotidianamente nell’informazione alla ricerca di scoop da pompare.

In questo caso, abbiamo un evento grave e recente, la morte di una bambina di Foggia a causa di una malattia, correttamente rilanciata dalla stampa e diventata nella blogosfera motivo di allarme.

Ma partiamo dall’origine:

Cos’è la SEU?

Partiamo da un concetto base: non esiste una forma di SEU, ovvero di Sindrome Emolitico-Uremica, ma ce ne sono due
La SEU si può presentare in due forme diverse: la forma Tipica e quella Atipica.

La SEU Tipica è preceduta da diarrea (spesso emorragica ed accompagnata da vomito, pallore, debolezza) ed è causata da un’infezione intestinale. Alcuni ceppi di un battere (sic!), l’Escherichia Coli, producono una tossina (vero-citotossina o shiga-tossina) che danneggia la parete intestinale provocando colite emorragica; successivamente la tossina diffonde nel circolo ematico ove si realizza un danno al rivestimento interno della parete dei vasi sanguigni (endotelio), che determina l’aggregazione delle piastrine con conseguente formazione di trombi e ostruzione dei vasi. I globuli rossi si rompono urtando i trombi (emolisi) con conseguente anemizzazione. I principali organi coinvolti sono i reni, il cervello, il fegato, il cuore e l’intestino; ma è nel rene e nel cervello, ove i vasi hanno un calibro piccolissimo (microcircolo), che si realizzano i maggiori danni. Il microcircolo viene occluso dai trombi con compromissione della circolazione sanguigna e conseguente danno renale e cerebrale. La forma tipica colpisce prevalentemente i bambini ed è tra le principali cause di insufficienza renale acuta nei primi cinque anni di vita. Nell’80% dei casi guarisce, prevalentemente senza alcun esito (50%) o con anomalie urinarie minori (proteinuria e/o microematuria 20-25%). Nel 15-20% dei casi residua un’insufficienza renale di grado variabile. Può causare morte nel 3 % dei casi per complicanze neurologiche. La forma tipica proprio perché originata da un’infezione batterica, non si ripresenta più nel corso della vita del paziente.

La SEU Atipica (aSEU) rappresenta almeno il 30% dei casi di SEU. Ha solitamente una prognosi più severa di quella tipica, è una malattia molto complessa e spesso evolve verso l’insufficienza renale cronica con necessità di trattamento dialitico. Negli ultimi anni è stata dimostrata l’esistenza di una relazione tra aSEU e anomalie genetiche di alcuni fattori della catena del complemento (Fattore H, Fattore I, Fattore B, C3, MCP, Trombomodulina) che predispongono allo sviluppo della malattia. Oltre a tali deficit, che rappresentano la maggioranza delle cause di aSEU, esistono forme secondarie a malattie sistemiche (polmonite pneumococcica, HIV, tumori, trapianto di midollo, ipertensione), all’uso di farmaci e forme da causa non nota. In rari casi sono stati identificati anticorpi anti-fattore H che connotano la aSEU come malattia autoimmune. In pazienti con deficit di fattori regolatori del complemento, in occasione di attivazione del sistema immunitario per infezioni, interventi chirurgici, condizioni di stress endoteliale, si attiva senza possibilità di arresto, la via alterna del complemento: ciò provoca un danno diffuso dell’endotelio, in particolare di quello del microcircolo, con una sequenza non dissimile da quanto descritto per la SEU tipica. Anche i sintomi della forma atipica sono analoghi a quelli della tipica, con un andamento meno burrascoso ma in ultimo una prognosi più sfavorevole e una probabilità di persistenza di insufficienza renale cronica molto più elevata. La aSEU è caratterizzata da frequenti episodi di recidiva, sia prima che dopo il trapianto renale. Per tale motivo è indispensabile instaurare una prevenzione delle recidive nel tentativo di prevenire la progressione del danno renale sul rene nativo o sul rene trapiantato.

Il caso evidenziato in Puglia in questi anni è la SEU Tipica: un’infezione batterica con gravi complicazioni.

Anche i batteri, infatti, hanno un metabolismo: per spiegarvelo banalmente, noi esseri umani mangiamo e beviamo e produciamo, come sottoprodotto della digestione, energia per vivere ed escrementi che espelliamo. Respiriamo, ed il nostro corpo introduce nei polmoni grandi quantità di ossigeno, azoto ed anidride carbonica (la nostra atmosfera) e risputa fuori grandi quantità di anidride carbonica.

L’Escherichia Coli, un batterio diffuso e noto, in determinate situazioni (parliamo dei sierotipi VTEC, il “modello” di E.C. in grado di produrre Verocitotossina) produce delle tossine che danneggiano la parete intestinale (luogo di infezione tipico per l’Escherichia Coli) generando una colite infettiva. Diffondendosi ulteriormente, accede dalle lesioni create al sangue.

Ricordate tutti le lezioni di Esplorando il Corpo Umano di quando eravamo bambini? Fermatevi due minuti a guardare qui: le piastrine

Fatto? Avrete riconosciuto le piastrine, interpretate nel filmato da buffi ometti col corpo tondo e quattro braccia che si riuniscono per “tappare” delle ferite.

L’Eschericha Coli, abbiamo visto, prende dimora nell’intestino, e crea delle tossine che devastano l’intestino. Queste tossine finiscono nel circolo sanguigno, dove danneggiano le pareti dei vasi sanguigni.

Le piastrine, banalmente, si attivano per cercare di limitare il danno ma, esattamente come accade in una tubatura con un lume assai stretto quando si cerca di rattopparla dall’interno con colla e nastro adesivo, il lume viene ancora più ristretto, causando ingorghi, “incidenti” e ostruzioni con grumi di piastrine che danneggiano a loro volta i globuli rossi ed otturano i tubi più ristretti.

E sapete dove si trovano i vasi sanguigni dal lume più ridotto nel corpo umano? Nel rene e nel cervello, organi assai complessi e riccamente nutriti.

Se guarendo l’infezione, quindi eliminando le tossine “vomitate” nel sangue e riducendo i trombi si può pervenire, come visto nell’estratto, in molti casi alla guarigione, ci sono altri casi meno fortunati in questo non avviene: i reni restano privi di nutrimento e fortemente danneggiati, e questo danno conduce a conseguenze assai gravi, talora anche alla morte.

Solo per completezza spenderemo due parole sul secondo tipo di Sindrome Emolitico-Uremica: che comunque presenta effetti simili. In questo caso, la differenza è data dalla genesi dei trombi, che non sono derivati da una tossina che, spiegato in un linguaggio semplice e banale, “fa casino” nei vasi sanguigni costringendo le piastrine ad affollarvicisi, ma da anomalie nei fattori regolatori del complemento, laddove non è più la tossina introdotta dall’Eschericha Coli, ma una risposta immunitaria difettosa che danneggia l’endotelio, e quindi stimola le piastrine a cercare, fallendo in modo tragico, di porvi rimedio.

Allora è semplice! In caso di SEU Tipica basta curare l’infezione batterica!

Eh, amici, un attimo, mica è così semplice!

Ci ricorda Epicentro

Nelle infezioni da STEC la terapia antibiotica non è raccomandata e può in linea teorica perfino risultare dannosa perché potrebbe favorire il rilascio di tossina nel lume intestinale conseguente alla lisi batterica e aumentarne l’azione sistemica. È invece opportuno monitorare la funzione renale dei pazienti con sospetta infezione intestinale da STEC poiché a rischio di sviluppare la SEU.

Teoricamente quindi, se la SEU Tipica viene causata da un batterio che produce una tossina che disturba pesantemente il flusso sanguigno e tutti i suoi elementi, aggredire direttamente quel batterio significherebbe liberare ancora più tossine. Come ricorda AdnKronos

E’ opportuno monitorare il quadro ematologico e la funzione renale dei pazienti con sospetta infezione intestinale da VTEC valutando la quantità di urina prodotta e altri segni che possono facilmente essere evidenziati da un normale esame delle urine. Durante la fase di insufficienza renale è indispensabile il ricovero presso un centro ospedaliero specializzato in nefrologia. La dialisi e la plasmaferesi vengono utilizzate per supportare la funzione renale e facilitare l’eliminazione di sostanze tossiche dall’organismo.

Posso evitare tutto questo?

Parlando della SEU Tipica, sì, certo che posso. Abbiamo detto che, a differenza della SEU Atipica, derivata da cause genetiche, la SEU Tipica è causata da taluni sierotipi di un batterio assai diffuso. Possiamo quindi dare per assodato che ogni forma di prevenzione delle infezioni da Escherichia Coli, semplice ed efficace, possa anche agire da presidio contro la SEU

Torniamo quindi a Epicentro, e stampiamo questi suggerimenti, da tenere se possibilmente nella nostra cucina.

La trasmissione all’uomo avviene:

  • per via alimentare (carni contaminate poco cotte, latticini non sottoposti a pastorizzazione o ad altri trattamenti termici, acque contaminate, ortaggi, frutti contaminati con deiezioni animali)
  • per contatto diretto con le specie animali serbatoio (ruminanti)
  • per contatto con ambiente contaminato (es. acque di balneazione)
  • per via oro-fecale da persona a persona.

Per questo motivo è necessario:

  • sottoporre ad adeguata cottura gli alimenti destinati ai bambini piccoli, evitare il consumo di carne poco cotta, specialmente se macinata, e di latte non pastorizzato o suoi derivati (come formaggi freschi da latte non pastorizzato)
  • evitare la contaminazione secondaria di alimenti pronti per il consumo, come le insalate, con carne cruda (per esempio usando lo stesso coltello o lo stesso tagliere)
  • evitare il contatto con le feci dei ruminanti e con acque e suolo contaminati
  • non utilizzare per scopi alimentari acque di pozzo o di serbatoio
  • come per altre infezioni intestinali, è opportuno allontanare le persone con diarrea, soprattutto bambini, dalle comunità fino alla risoluzione dell’episodio. Qualora si abbia un caso di infezione intestinale da STEC, soprattutto se si tratta di un bambino, sia il paziente che i suoi familiari devono osservare attente norme igieniche.

Le normali operazioni di pulizia ambientale e di igiene personale (il lavaggio delle mani) sono in molti casi sufficienti a evitare la diffusione dell’infezione. In caso di diarrea causata da infezione da STEC è necessario uno stretto monitoraggio delle condizioni del bambino/paziente per cui è indispensabile rivolgersi ad un pediatra, medico, pronto soccorso

Lo scrivente ricorda come la sua stessa maestra elementare gli raccomandava di lavarsi accuratamente le mani prima dell’intervallo, evitando quindi di toccare la merendina con la mani sporche: l’igiene è sempre un’ottima forma di prevenzione.

Quali sono i sintomi?

Qui dobbiamo fare una doverosa premessa: questo non è un portale medico. Non ha intenzione di esserlo, per favore, non presentatevi su questa pagina in massa cercando di diagnosticarvi la SEU o altre malattie. L’ultima volta che un mio caro amico ha cercato su Internet i sintomi di un doloretto che lo affliggeva, era pronto ad amputarsi una gamba con un seghetto come in Saw – l’Enigmista convinto di avere uno o più mali incurabili: non vogliamo che simili fenomeni accadano per colpa nostra.

Sempre secondo Epicentro però

I sintomi e i segni clinici sono riconducibili al danno renale, all’anemia acuta e alla trombocitopenia e, nei casi più gravi, possono comparire manifestazioni di carattere neurologico come sonnolenza, confusione, ottundimento del sensorio, strabismo e convulsioni, coma.

Nei casi di SEU associati a infezione da STEC (SEU tipica), l’infezione può esordire con diarrea (spesso muco-emorragica), vomito, intenso dolore addominale e sonnolenza. Sono tuttavia documentati casi di SEU tipica non preceduti da diarrea prodromica. La febbre non è quasi mai presente o comunque di norma non supera i 38°C.

In fase acuta, la diagnosi di laboratorio è basata sull’isolamento del ceppo STEC dalle feci o sull’identificazione della presenza dei geni codificanti la tossina o della tossina libera nelle feci. La negatività ai test microbiologici o molecolari di laboratorio per STEC in fase acuta non permette di escludere definitivamente l’eziologia da STEC, specialmente di fronte a casi caratterizzati da sintomatologia prodromica caratteristica a carico dell’apparato gastro-enterico. Infatti, è possibile ricorrere alla diagnosi sierologica basata sul rilevamento di anticorpi circolanti sierogruppo-specifici.

Avrete riconosciuto tra i sintomi iniziali e non cronicizzati o in fase succesiva gli stessi sintomi di un forte attacco di diarrea o una infezione intestinale.

Perché la SEU Tipica nasce così: da un’infezione intestinale.

Ricordate quando vi dicevano al corso pre-parto che un’infezione intestinale in un bambino è una cosa da tenere d’occhio? Non vi costa niente chiedere al vostro pediatra, e potreste salvare una vita.

Quindi, ricordate: per quante notizie possiate leggere, nessun allarme.

Igiene e pulizia, nel caso della SEU Tipica, sono tutto quello di cui avrete bisogno.

Nel dubbio, ricordate che i medici sono vostri amici.

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