Minacce a Salvini dal terrorista Enrico Galmozzi di Prima Linea su Facebook: “I proiettili li davamo di persona”

di Redazione |

Enrico Galmozzi

Fa riflettere in queste ore la storia che vede protagonista Salvini, a poche ore dalla denuncia di un proiettile a lui destinato secondo quanto vi abbiamo riportato nella giornata di ieri, ma soprattutto l’ex terrorista Enrico Galmozzi, fondatore di Prima Linea. Per chi non dovesse essere a conoscenza dell’argomento, si tratta del secondo gruppo di estrema Sinistra per numero di vittime generate nel corso degli “anni di piombo”. Proviamo dunque a ricostruire i fatti oggi 12 luglio, ma anche a conoscere meglio Galmozzi.

Andando con ordine, Salvini dopo aver parlato sui suoi canali social del proiettile bloccato dalle Forze dell’Ordine, ha denunciato anche un altro post. Si tratta di quanto è stato pubblicato dallo stesso Enrico Galmozzi, che ha voluto dire la sua sulla vicenda riguardante il Ministro dell’Interno. Il contenuto, come potrete notare, risulta ancora disponibile su Facebook, nonostante la presumibile ondata di segnalazioni da parte degli utenti:

“I proiettili in busta non mi fermeranno”.

Giù la testa coglione, non fare il cinema che ti va di culo: una volta, invece di spedirli, li consegnavamo di persona.

Insomma, prima la citazione di Salvini, poi un commento che sa quasi di minaccia. Non è un caso che questi contenuti siano stati ripresi successivamente dal leader della Lega, il quale si sorprende del fatto che ex terroristi, condannati tra le altre cose per omicidio, abbiano la facoltà di esprimersi in questo modo sui social network.

Chi è esattamente Enrico Galmozzi? Basta farsi un giro su Wikipedia per scoprire, oltre ad aver fondato Prima Linea, seconda solo alle Brigate Rosse per numero di persone che negli anni sono state colpite (39 totali, tra cui 16 sono state uccise), oltre alle vere e proprie azioni armate (si contano almeno 101 attentati rivendicati), è stato giudicato colpevole degli omicidi di Enrico Pedenovi (politico militante nell’MSI) e di Giuseppe Ciotta. Quest’ultimo era addetto alla sorveglianza esterna del Politecnico, dell’Istituto Galileo Ferraris e della Facoltà di Architettura a Torino. In carcere, Enrico Galmozzi ha concepito anche due figli con Giulia Borelli, altra terrorista di quegli anni.

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