Mentre le stanno espiantando gli organi lei si sveglia: “Scusate, ma io sono viva”

di Luca Mastinu |

Mentre le stanno espiantando gli organi lei si sveglia: “Scusate, ma io sono viva” Bufale.net

Ilare come pochi è il nome del sito Essere Informati, se ciò che troviamo nell’articolo pubblicato il 16 ottobre rende tutt’altro che un servizio di informazione. La storia è quella di Carina Melchior, che il 16 ottobre 2011 è stata vittima di un incidente stradale a Rosenholm Slot, in Danimarca.

Se ci fermassimo solamente al titolo scelto dagli autori di Essere Informati comprenderemmo, semplicemente, che mentre l’espianto degli organi era in atto sul corpo della povera Carina, quest’ultima si sarebbe svegliata dicendo a tutti di essere viva.

Proprio mentre i medici stavano per «staccare la spina», pronti ad espiantare i suoi organi, la ragazza ha aperto gli occhi ed ha sorriso.

Ecco, è già diverso. In netto contrasto col titolo, gli autori di Essere Informati ora dicono che l’espianto degli organi non era ancora in atto, bensì i medici stavano procedendo a spegnere i macchinari che tenevano in vita Carina Melchior. Possiamo dire chiaramente che il tentativo degli autori è quello di ritornare su uno degli argomenti più cari ai complottari disinformati: la teoria secondo la quale il paziente sarebbe ancora vivo mentre si procede alla donazione degli organi, una vecchia bufala che avevamo analizzato in questo articolo e che aveva infettato anche la redazione del Giornale che aveva riportato un caso avvenuto in Italia, per il quale erano state necessarie le nostre precisazioni in questa analisi.

Spoileriamo insieme: la vicenda di Carina Melchi non è andata come riportato da Essere Informati, affatto. Le lesioni riscontrate alla testa erano molto gravi, e i medici dell’Aarhus University Hospital avevano riferito alla famiglia che la ragazza rischiava di non sopravvivere, dal momento che si trovava in uno stato di coma. Per questo lo staff dell’ospedale aveva chiesto alla famiglia se, qualora fosse sopraggiunta la morte della ragazza, consentisse alla donazione degli organi. Nient’altro, nessuno voleva staccare la spina.

La ragazza si è risvegliata prima di qualsiasi decisione e la sua famiglia, straziata dal forte trauma e dalla comprensibile paura di perdere la figlia, aveva riferito al quotidiano Ekstra Bladet che i medici erano stati frettolosi con la scusante di cercare con urgenza un donatore. Il caso si spostò sul piano legale anche a seguito dei documentari La ragazza che non voleva morireLa ragazza che non voleva morire – Un anno dopo di Jacob Kragelund, ma i medici si difesero e riferirono che ci fu un errore di comunicazione tra i sanitari e la famiglia. I documentari, secondo il ricercatore Niels Marslev, erano nient’altro che una mossa di marketing che raccontavano i fatti in maniera diversa, e per questo si gettò un certo discredito sull’argomento della donazione degli organi.

Addirittura, il Daily Mail riuscì a comunicare con uno dei medici che seguì il caso di Carina. Il dottore spiegava che lo staff, in effetti, aveva comunicato in maniera errata con la famiglia, e per questo i genitori della ragazza si erano sentiti raggirati, ma in nessun momento era stata dichiarata la morte cerebrale di Carina. In nessun momento, ovviamente, Carina aveva pronunciato le parole: “Scusate, ma io sono viva”.

Quella di Essere Informati, dunque, è una chiara disinformazione.

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