Mattia Santori: “Matteo Salvini e tutto il centrodestra non hanno diritto d’ascolto”

di Luca Mastinu |

Ciò che il deputato della Lega Andrea Dara opera su Facebook, paradossalmente, è il centro della motivazione che ha spinto il movimento delle sardine a scendere in piazza. Lo fa attribuendo un virgolettato a Mattia Santori, non esattamente il leader del movimento bensì uno dei fondatori. L’11 dicembre 2019 Dara ha pubblicato un post con un virgolettato attribuito al giovane attivista.

Possono fare i Girotondi, sventolare bandiere Viola o usare metafore ittiche, ma sono sempre gli stessi. Quelli che “io posso, tu no”, “io ragiono, tu non capisci”, “io sono democratico, tu sei un barbaro”, “io ho diritto, tu no”. La storia ci insegna che i totalitarismi hanno tanti colori, tante facce ma un’unico (sic!) scopo: sopraffare e cancellare chi non la pensa allo stesso modo. Anche quando si presentano facendo i simpatici e gli spiritosi, i totalitari sono sempre tali. Io preferisco la la libertà e la democrazia e non mi farò zittire, né ora né mai! Viva la libertà! #libertá #democrazia #lega

In allegato, Andrea Dara sceglie un’immagine con un virgolettato attribuito ad Andrea Santori che fa inferocire i follower:

Matteo Salvini e tutto il Centrodestra non hanno alcun diritto d’ascolto. Le persone non devono ascoltare i loro comizi e infatti glielo impediremo (…). Noi abbiamo diritto di essere ascoltati, non loro!

Mattia Santori, leader delle “Sardine” a 8½ su La7.

La stessa affermazione era comparsa in un articolo pubblicato il 7 dicembre 2019 sul sito Leggilo, che nel disclaimer non si presenta come una testata ufficiale, bensì come una “pagina di opinioni libere e indipendenti“. Leggilo, in ogni caso, fa riferimento alla puntata di Otto e Mezzo condotta da Lilli Gruber in cui era presenta anche il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti. La puntata è andata in onda il 5 dicembre 2019 con il titolo “Il ruggito delle sardine”. La puntata integrale è disponibile sul canale YouTube di La7 e ve la riportiamo di seguito.

“Matteo Salvini e tutto il Centrodestra non hanno alcun diritto d’ascolto”

Al minuto 3:18 Lilli Gruber si rivolge a Sallusti: “Sei stato molto critico con le sardine, che hai definito ‘fasciocomunistelli’“. Sallusti risponde che l’appellativo nasce dal documento con il quale le sardine si presentano. Il direttore del Giornale cita il virgolettato che usiamo come titolo in questo paragrafo, la stessa frase posta al centro del meme di Andrea Dara. Tuttavia, Sallusti afferma: “Vado a memoria” mentre sta per citare la frase. Per trovare riscontro leggiamo insieme il manifesto delle sardine pubblicato il 24 novembre 2019 sulla pagina Facebook ufficiale

Il passo che ci interessa lo troviamo nel terzultimo capoverso. Dobbiamo precisare, prima di tutto, che il manifesto è rivolto ai populisti e non cita espressamente partiti né leader:

Non c’è niente da cui ci dovete liberare, siamo noi che dobbiamo liberarci della vostra onnipresenza opprimente, a partire dalla rete. E lo stiamo già facendo. Perché grazie ai nostri padri e madri, nonni e nonne, avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare.
Siamo già centinaia di migliaia, e siamo pronti a dirvi basta. Lo faremo nelle nostre case, nelle nostre piazze, e sui social network. Condivideremo questo messaggio fino a farvi venire il mal di mare. Perché siamo le persone che si sacrificheranno per convincere i nostri vicini, i parenti, gli amici, i conoscenti che per troppo tempo gli avete mentito. E state certi che li convinceremo.

Sallusti ricorda parzialmente la frase riportata nel manifesto e sbaglia nel dire che vi fosse riportato il riferimento al Centrodestra e al nome di Matteo Salvini: quello delle sardine è un movimento contro il populismo, una parola che Santori ha usato anche per descrivere il linguaggio al quale a volte ha fatto ricorso il Movimento 5 Stelle, che non si colloca nel Centrodestra.

Sallusti, in ogni caso, considera illiberale una tale posizione. Mattia Santori al minuto 4:22 risponde:

C’è una differenza tra diritto e dovere. Noi abbiamo semplicemente detto che chi si assurgeva l’unica verità, l’unico consenso e l’unico pensiero dominante… abbiamo dimostrato nei fatti che non è così. Non siamo obbligati a stare ad ascoltare chi usa certi linguaggi, chi usa certi trucchetti retorici per dividere. Abbiamo il diritto di non ascoltare. C’è il diritto di essere ascoltati, ma noi esercitiamo il diritto di non ascoltare.

Lilli Gruber interviene: “Possiamo dire che ognuno ascolta chi gli pare”, e Santori risponde: “Esatto”. Con la sua replica, in sostanza, Mattia Santori ha specificato che ognuno ha il diritto di essere ascoltato da chi intende ascoltare, e ascoltare non è un dovere di tutti. Esiste dunque un dissenso dell’ascolto che le sardine rivendicano chiudendo la ricezione del messaggio populista che, infatti, contestano e combattono.

“Impediremo alle persone di ascoltare i loro comizi. Noi abbiamo diritto di essere ascoltati, non loro”

Le sardine, nella persona di Mattia Santori, non intendono affatto impedire alla gente di ascoltare i comizi della politica populista. Il virgolettato lanciato da Leggilo e ripreso da Andrea Dara qualche giorno dopo non corrisponde al vero e l’unica parte attendibile – rielaborata, ovviamente – si individua solamente nella prima frase (che abbiamo analizzato nel paragrafo precedente). La volontà delle sardine di impedire alle persone di ascoltare i comizi del Centrodestra non ha fonti.

Parliamo di disinformazione in quanto Leggilo e Andrea Dara fanno riferimento al collegamento di Mattia Santori con il programma Otto e Mezzo del 5 dicembre, ma ne riportano un contenuto distorto, aggiungendo alla citazione frasi mai dette.

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