Madre Natura in soccorso degli elefanti: le nuove generazioni nascono senza zanne

Ci segnalano i nostri contatti una lunga serie di articoli a sfondo naturalistico, relativa agli “elefanti senza zanne”.

Diverse testate e blog hanno riportato la notizia, e tutti quanti riportano come fonte il National Geographic.

Ma sapete: se la scienza si nutre di certezze, la ricerca, lo strumento che usiamo per arrivarci è un cammino lungo e che si basa sulla rigorosa analisi dei fatti.

Quali sono i fatti che sappiamo?

Troviamo una pratica tabella sul National Geographic che riportiamo

Percentuali di elefanti senza zanne in due parchi nazionali
Percentuali di elefanti senza zanne in due parchi nazionali

A fronte di una popolazione di femmine di elefante globale in cui un 2-4% della popolazione non sviluppa mai le zanne, abbiamo due parchi nazionali in cui questa percentuale viene modificata.

Nel parco nazionale di Gorongosa, in Mozambico, tale percentuale sale fino al 51% per gli esemplari di età superiore agli anni 25, e si attesta al 32% sugli esemplari più giovani.

Similarmente, nel parco nazionale di Ruaha, in Tanzania, le percentuali arrivano al 35% per gli esemplari più anziani e al 13% per quelli più giovani.

E questo è il dato sensibile, quello che possiamo osservare e riscontrare.

Abbiamo altri dati?

Uno fondamentale: la Guerra Civile in Mozambico combattuta tra il 1981 ed 1994.

Se c’è una cosa che Solo: A Star Wars Story ci ha insegnato è che i guerriglieri spesso hanno bisogno di soldi, e non possono esattamente trovarsi un posto fisso in banca o un impiego da segretaria per pagarsi le armi: devono quindi procurarsi un bene ricercato sul mercato nero, facile da vendere a cifre elevatissime e non complicatissimo da ottenere.

Se per i Ribelli del mondo di Star Wars tale bene era il Coassio, combustibile miracoloso usato in tutte le navi da guerra dell’Impero e dell’Alleanza Ribelle, per i ribelli del Mozambico tale bene è l’avorio, nella fattispecie l’avorio preso dalle zanne delle elefantesse, più sottili e meno logore delle zanne degli elefanti maschi.

Per decenni quindi le elefantesse con le zanne migliori sono state abbattute, il che giustifica il fatto che il 51% degli esemplari più anziani non abbiano zanne. Semplicemente, potremmo obiettare che il 49%  sia stato abbattuto per foraggiare il mercato dell’avorio.

Dato questo che collima col parco nazionale di Ruaha, piagato per buona parte degli anni ’80 dal bracconaggio selvaggio.

Ma il dato sospetto è quello successivo: la Guerra Civile in Mozambico è finita, ed il bracconaggio dovrebbe essere stato messo sotto controllo.

Eppure abbiamo una percentuale inferiore, ma sovrabbondante rispetto alla media nazionale, di elefantesse senza zanne, anche in età in cui non dovrebbero essere oggetto di predazione.

Allora, le possibili spiegazioni?

Tra le possibli spiegazioni ci sono alcuni studi relativi all’ereditarietà del tratto “senza zanne”: gli elefanti senza zanne, o meglio le femmine di elefante prive di zanne sono la maggioranza delle sopravvissute al bracconaggio selvaggio degli anni ’80 e ’90 in quelle zone.

Ove gli studi arrivassero a conferma, ed ove il tratto “elefanti senza zanne” fosse confermato essere genetico, la spiegazione sarebbe semplice: la maggior parte delle elefantesse arrivate all’età riproduttiva erano quelle col tratto “elefanti senza zanne”, e quelle col tratto genetico ordinario sono state spazzate via prima, riducendo il pool genetico delle riserve.

Il Genetista Shane Campbell-Staton, genetista e docente dell’Università di Los Angeles, ritiene che pur non avendo individuato ad oggi il “gene degli elefanti senza zanne”, e pur ritenendo ogni teoria al riguardo “complessa”, ci sono alcuni indizi che possono far pensare ad un tratto sostanzialmente femminile, ma contraddicendosi a vicenda.

Se infatti il tratto fosse legato al cromosoma X, i maschi, il cui corredo genetico comprende il cromosoma X materno, dovrebbero ritrovarsi senza zanne: ma nessun elefante maschio di Gorongosa, ad oggi, ha mai espresso tale fenotipo. Tuti gli elefanti maschi esistenti nella riserva di Gorongosa hanno le zanne. Tutti, nessuno escluso.

Sappiamo quindi, anche dall’analisi di altre specie viventi, che i tratti genetici relativi alla dentatura sembrano trasmettersi attraverso gli esemplari femminili. Ma non sappiamo come.

Oltretutto, se le zanne servono agli esemplari femminili essenzialmente per la nutrizione, i maschi le usano anche per combattimenti e rituali di corteggiamento, competendo per l’accesso alle femmine in età riproduttiva.

Quello che sappiamo è che, effettivamente, dove vi è predazione e bracconaggio, tra le femmine della specie aumenta il numero di “elefanti senza zanne”, e tale numero resta elevato anche nelle generazioni successive.

Cosa comporta questo in generale?

Ogni modifica nell’ecosistema si riflette nell’ecosistema intorno, spiega il National Geographic, per voce della dottoressa Joyce Poole, ricercatrice che si è occupata del caso “elefanti senza zanne” a Gorongosa.

Non avere le zanne comporta per le femmine di elefante di Gorongosa il dover nutrirsi in modo diverso, strappando corteccia da alberi più facili da manipolare con la sola proboscide o mordendoli.

Molti animali le cui tane vengono create in tronchi scavati o abbattuti dalle zanne degli elefanti, come diverse specie di lucertole, si ritroveranno improvvisamente senza tetto, e vedremo elefantesse muoversi più velocemente e cercare alberi più facilmente “scortecciabili”, o attendere il pasto degli elefanti maschi o della percentuale di femmine con le zanne per nutrirsi di quanto da loro sdradicato.

È un problema interessante e complesso, tutto da esaminare.

 

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