Le donne sono meno colpite dal Coronavirus: uno studio scientifico spiega perché

di Shadow Ranger |

Le donne sono meno colpite dal Coronavirus: uno studio scientifico spiega perché Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un articolo targato TPI dal titolo Le donne sono meno colpite dal Coronavirus: uno studio scientifico spiega perché.

Va fatta una premessa: parlando di uno studio scientifico, i tag analisi in corso e precisazioni sono obbligatori a prescindere.

Citando un ormai datato anime passato in televisione anni fa

A quel tempo noi eravamo sicuri che fosse anche la verità della vita. Invece, il mondo reale è imperfetto e non esiste davvero una legge che sia in grado di spiegare tutto quanto, nemmeno il principio dello scambio equivalente.

Ogni studio scientifico, finché non perviene dalla teoria ad un risultato certo, ripetibile e verificabile in laboratorio è da intendersi come un modello, un tentativo di interpretare il reale cercando quella legge in grado di spiegare il tutto.

Sommiamo a questo un’attitudine del mondo intero, per forza di cose, a parlare di Coronavirus anche quando altrimenti non lo faremmo, ed arriviamo al punto della questione

Il punto è il Coronavirus? Le donne sono meno colpite dal Coronavirus in quanto tale?

Esiste un pattern, ovvero un modello, quel tentativo di interpretare il reale di cui parlavamo comune non solo al Coronavirus, ma al sistema immunitario in generale.

Secondo la Dottoressa Janine Clayton, la raccolta empirica di dati dimostra che, a parità di condizioni, nella media le donne hanno un sistema immunitario più attivo, probabilmente frutto della maggior presenza di estrogeni nel loro corpo.

La leggera differenza nella chimica interna giustifica una serie di cose: l’ottanta per cento dei malati di malattie autoimmuni (quelle in cui un sistema immunitario iperattivo aggredisce il suo stesso organismo) negli USA erano donne, secondo una ricerca del 2004.

Ma comporta anche che, in generale, dalla semplice influenza di stagione fino a COVID19 generalmente la risposta immunitaria della donna media sembra essere più efficace di quella dell’uomo medio.

Ma al momento, ripetiamo, il perché di questo fenomeno empirico è affidato alle ipotesi. Tra le citate nell’articolo del NYT, compaiono la maggior presenza di estrogeni ed una spinta evolutiva che nei millenni ha favorito donne dal sistema immunitario iperattivo (sino al limite del rischio di malattie autoimmuni) come incentivo della specie umana alla sopravvivenza degli infanti, dipendenti dalle cure e dal latte materno nei primi mesi di vita.

Basta questo modello a spiegare tutto?

Ma come dicevamo, i modelli sperimentali non bastano da soli a spiegare tutto.

Un campione empirico viene raccolto mediante una scienza chiamata statistica, che ci ricorda l’importanza del campione. Per forza di cose, le prime statistiche su COVID19 vengono dalla Cina.

E in Cina statisticamente parlando le donne hanno uno stile di vita migliore: solo il 2-3% fuma rispetto ad una forbice dal 50-80% a seconda della zona di riferimento degli uomini, per citarne una.

Ma sempre sullo stile di vita, possiamo ricordare che in molte aree del mondo le donne sono spinte al ruolo di casalinghe, limitando la loro esposizione all’ambiente lavorativo, o alle professioni a contatto coi bambini, spingendole negli ambienti di cura ed educazione.

Come anche ci sono luoghi in cui gli uomini hanno un maggior accesso alle automobili e le donne si spostano esclusivamente coi mezzi pubblici, spesso affollato vettore di contagio.

Tutto questo, ricorda Forbes, ci ricorda che al momento abbiamo una serie di dati collazionati in un modello incompleto, che sarebbe bene un giorno portare a compimento.

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