AVVISO per i Media: Non premiate o date risalto ai bufalari perchè il rischio di emulazione da parte dei giovani è REALE

Ammettiamolo amici lettori: da sempre il ragazzaccio e la ragazzaccia piacciono. Il Grillo Parlante tediava a morte Pinocchio, che nel racconto originale di Collodi lo ammazzò a martellate mentre nel film Disney si limitava ad ignorarlo e deriderlo nella sua ambizione di essere una coscienza di prima classe, preferendo in entrambe le versioni ascoltare il cattivo ragazzo per eccellenza, Lucignolo, e diventare un somaro nel Paese dei Balocchi dopo essersi accompagnato per mesi col Gatto e la Volpe.

Un’intera parafilia sessuale, la Ibristofilia o sindrome di Bonnie e Clyde si basa proprio su questo: a nessuno piacciono i bravi ragazzi morigerati e seri, o le brave ragazze coscienziose e in grado di vivere in società, ma fatalmente un Clyde farà sentire ogni donna al suo fianco una Bonnie e viceversa, rendendo il peccaminoso, il proibito ed il pericoloso improvvisamente cool e seducente.

Il che, naturalmente, non si estende solo all’amicizia ed alla sessualità: il trasgressivo vende, il trasgressivo è un prodotto.

Per questo, noi di Bufale.net, al contrario di molti altri siti, abbiamo deciso di non dare visibilità ai Lucignoli ed ai Clyde dell’Universo della Bufala.

Perchè il rischio di emulazione da parte di più giovani che prendono ad esempio/modello questi nuovi disinformatori/bufalari è altissimo e reale, proprio perché vengono “premiati” in qualche modo dalla rete e da altri personaggi/realtà. Provate a pensare se fra un anno avremo altri 10-100-1000 piccoli bufalari che proveranno le loro bufale sulla rete credendo che questo sia un gioco solo per “divertirsi”.

Non siamo certo un Pinocchio smanioso di raggiungere il Paese dei Balocchi, e neppure una Bonnie smielata al fianco del suo Clyde armato di bufale.

Noi sappiamo benissimo che rischio comportano le bufale, noi non diamo visibilità ai Bonnie e Clyde della vita.

Anzi la nostra pagina social è settata in modo da ridurre la visibilità dei commenti in cui viene citato per nome il Divo Bufalaro del momento, dandoci quindi modo di intervenire per evitare che la nostra pagina sia colonizzata da iniziative pubblicitarie.

Un tempo anche noi citavamo gli autori delle bufale virali, in ogni pubblicazione. Poi abbiamo smesso. Ciò non significa che abbiamo smesso di cercarli.

Sappiamo benissimo, ed è evidente, chi ha deciso di farsi operaio FIAT, improbabile nomade, l’imprenditore russo Marco Corrosa, talvolta fidanzato omosessuale di noti cantanti, ma a loro insaputa e talvolta prete controtendenza dedito alle droghe leggere ed alla bestemmia o hippie fuori tempo massimo.

Siamo perfettamente a conoscenza di chi ha soffiato sul fuoco di paglia del Blue Whale, alimentando una psicosi dagli effetti esiziali.

Siamo stati in prima linea dinanzi alla saga delle bufale di Che Tempo che Fa, e l’abbiamo fatto condannandola con netta fermezza, ma senza dare visibilità al profilo fake e tutto l’indotto da esso rappresentato che, ammettiamolo, non aspettava altro che una cassa di risonanza per continuare le sue azioni con impunità assoluta.

Lo sappiamo, ma non lo diciamo. Non facciamo pubblicità, non prestiamo spazi, non diamo visibilità, non ospitiamo, non tagghiamo, non offriamo commenti, contraddittorio, spiegazioni spesso ostentate dal Lucignolo di turno come trampolino di lancio per la Fama e la Gloria che sente di meritare.

Non è che odiamo qualcuno: come l’Ipergenio Kingstar della serie a cartoni animati Calendar Man, noi odiamo il peccato, e non chi lo mette.

Il che non significa regalare notorietà al peccatore per guadagnare due link noi stessi.

 

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