La scienza schizzofrenica (!): Morbillo a Milano

di Redazione-Team |

Ci segnalano i nostri contatti una catena di condivisione relativa al Morbillo a Milano, con errore ortografico incorporato nel testo

La scienza schizzofrenica (sic!)
La scienza schizzofrenica (sic!)

Sostanzialmente chi condivide fa un collage di due articoli, uno titolato

Vaccini, no vax sconfitti: la copertura ha raggiunto la quota del 95 per cento

e l’altro

A Milano torna il morbillo: nel 2019 raddoppiati i contagi. L’appello dei medici: “Vaccinatevi”

Adducendo nei commenti che, siccome si parla di Moribillo a Milano, la “scienza” mente.

Perché qui siamo a due passi dal complottismo: la “Scienza” diventa non più l’impersonale raccolta del sapere collettivo umano, ma un “Moloch”, un terribile mostro che solamente un uomo armato di Facebook e tastiera può combatterle.

Ma se nel farlo può alterare la realtà dei fatti e presentarla in modo mistificato e disinformato, tanto meglio, no?

Del primo articolo vediamo in chiaro la data: 18 febbraio 2019.

Peccato che il secondo articolo sia datato ieri.

Ed anche le situazioni di cui parlano sono del tutto diverse, come ci ricorda il nostro lettore A. che ringraziamo pubblicamente.

Il primo articolo, visibile a pagamento sul sito del Corriere della Sera e parzialmente riportato da Next Quotidiano, parla infatti delle coperture vaccinali per i bambini nati nel 2018, con un grafico che evidenzia come proprio l’introduzione della Legge Lorenzin ha portato a questo importante traguardo

Il grafico sul Morbillo a Milano riportato dal Corriere
Il grafico sul Morbillo a Milano riportato dal Corriere

Che evidenzia come, nonostante una flessione nel 2015, le coperture siano risalite per i bambini nel 2018.

Ciò consente di raggiungere livello richiesto per sconfiggere non il morbillo (come capziosamente inferito da molti condivisori) ma chi, no-vax, aveva criticato la riforma dell’obbligo vaccinale come inidonea a ripristinare la copertura vaccinale.

Questo è un dato, come ricordiamo, registrato a Febbraio 2019.

Due mesi dopo, ecco che un diverso articolo registra un diverso dato.

Scopriamo che, risolto il problema vaccinale per i bambini, resta un altro fronte di battaglia da affrontare, ovvero

Torna il morbillo a Milano: nelle prime 14 settimane del 2019 il numero di contagi è stato due volte quello registrato nello stesso periodo del 2018 e riguarda soprattutto gli adulti tra i 30 e i 40 anni, persone che non sono state vaccinate da bambini.

Si tratta quindi della popolazione adulta, quella nata precedentemente l’obbligo vaccinale e non coperti dell’attuale legge, che naturalmente introducendo l’esclusione dagli asili per i non vaccinati e sanzioni a carico dei genitori, non ha forza cogente verso gli adulti.

Adulti che sono stati invitati a vaccinarsi

“Sono pazienti che devono fare attenzione – spiega Marino Faccini, responsabile delle vaccinazioni per l’Ats Milano Città metropolitana -: il morbillo può comportare, tanto nel bambino quanto nell’adulto, complicanze. Che possono essere tanto più gravi quanto più alta è l’età di chi lo contrae”. Di qui, l’appello a vaccinarsi, ricordando che “il vaccino contro il morbillo è gratuito per tutti i cittadini, a prescindere dall’età”. Gli operatori sanitari, considerati soggetti a rischio, stanno ricevendo dall’Ats un avviso ad hoc per invitarli alla vaccinazione.

Nessuna contraddizione, nessuna “schizzofrenia”: semplicemente si paragonano due situazioni assolutamente diverse, piegando la realtà quel tanto che basta per perorare la loro tesi.

Possiamo così comodamente rispondere ad una domanda che compare nei commenti

son curioso di vedere come conciliano il raggiungimento della quota 95% che sarebbe la soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per limitare la circolazione di questi virus e batteri nella collettività e ottenere oltre alla protezione dei singoli soggetti vaccinati anche la cosiddetta immunità di gregge (teoria del 1923 peraltro) con la dichiarazione che nel 2019 sono raddoppiati i contagi. fatemi indovinare non si tratta di casi di morbillo ma di “morbillino”?

Semplicissimo, mio buon amico disinformatore: la quota del 95% raggiunta comprende solamente i bambini che attualmente hanno uno o due anni, ma non la totalità della popolazione, cosa che avresti saputo se avessi letto entrambi gli articoli anziché leggere solo i titoli.

Vedete, se voi leggeste gli articoli di cui pubblicate i titoli, non avreste bisogno di “indovinare”, peraltro indovinando la risposta sbagliata.

Vi basterebbe leggere: e la vostra conoscenza di un determinato fenomeno migliorerebbe.

Se il nostro servizio ti piace sostienici su PATREON o con una donazione PAYPAL.

Latest News