La Danimarca confinerà i migranti su un’isola con gli animali infetti

di Shadow Ranger |

Esiste un sottile confine tra le proposte e le proposte demagogiche, come “confinare i migranti su un’isola con gli animali infetti”. Le proposte sono qualcosa con un sostanziale indice di fattibilità, le proposte demagogiche sono promesse da eterna campagna elettorale, qualcosa che urli nelle piazze per tenere contento il tuo elettorato sapendo che non hai la minima possibilità di ottenerlo.

La coalizione di governo Danese ha infatti recentemente proposto un’idea per dimostrare il loro disprezzo per l’immigrazione, facendo quindi dell'”isola con gli animali infetti” un vero e proprio manifesto.

Il principale obiettivo è trasferire i migranti con precedenti penali dal centro di Kærshovedgard, nella provincia dello Jutland, dove erano arrivati da Copenaghen suscitando la collera degli abitanti della regione. Sarà l’amministrazione penitenziaria a gestire la nuova struttura sull’isola, che ospiterà al massimo 125 persone, le quali vivranno sotto il controllo permanente della polizia.

Ma il ministro delle Finanze Kristian Jensen ha precisato che non sarà una prigione e che un traghetto consentirà ai nuovi ospiti di Lindholm di recarsi sulla terra ferma, pur dovendo tornare sull’isola la sera. Prima del loro arrivo, ha poi aggiunto Jensen, i locali dove ancora si svolgono ricerche sui virus saranno decontaminati.

La misura, fortemente criticata dall’opposizione, fa parte dell’accordo di coalizione del governo che include il Partito Popolare Danese (Dansk Folkeparti), dalle posizioni fortemente anti-immigrazione. La formazione politica ha festeggiato l’annuncio pubblicando un cartone animato sui social media in cui si vede un uomo dalla pelle scura, vestito con abiti da musulmano, che viene scaricato su un’isola deserta. “Gli stranieri criminali – si legge nel testo che accompagna il video – non hanno motivo di stare in Danimarca. Finché non riusciremo a liberarcene, li trasferiremo sull’isola di Lindholm”.

Vi lasciamo immaginare quindi quanto sia proponibile una misura del genere: bisognerebbe infatti decontaminare le strutture, istituire un traghetto ed evitare rischi di contaminazione che finirebbero per coinvolgere proprio l’elettorato eccitato dallo spot a cartoni animati relativo alla misura.

Una regressione all’infanzia, definirebbe l’Ozymandias di Watchmen una simile proposta demagogica presentata con un linguaggio infantile e semplificato come quello dello spot di animazione per descrivere una proposta orribile come “confinare i migranti su un’isola con gli animali infetti”.

Regressione all’infanzia che, come tutti i pallini della demagogia non ha alle spalle idonee coperture

L’accordo sull’isola di Lindholm è ora un nuovo passo per promuovere la linea ormai chiara del governo: demotivare le persone ad arrivare e motivare i richiedenti asilo respinti ad andarsene rendendo intollerabili le loro vite. Sul fatto che il programma di ricollocamento dei migranti sull’isola possa iniziare davvero c’è comunque molto scetticismo, in parte legato alla situazione dell’isola e alla difficoltà di raggiungerla. L’ex ministra per l’Integrazione del partito liberale Birthe Ronn Hornbech ha per esempio scritto che i costi per collegare l’isola costantemente alla terraferma e quelli per gestire i rischi di contaminazioni (visto l’uso attuale delle strutture sull’isola) renderanno il progetto irrealizzabile.

Oltretututto, finché la Danimarca sarà ancora nell’Unione Europea, tale proposta potrebbe essere vista come un tentativo furbetto di aggirare l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra, per cui “Nessuno Stato Contraente espellerà o respingerà, in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche”.

Ma si sa, in politica non è importante quello che puoi fare, ma quello che dirai al tuo elettorato di essere pronto a fare per loro.

Mala tempora currunt, insomma.

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