Interdizione di allontanamento o rientro da tutti i Comuni delle Province di Bari e Foggia

di Shadow Ranger |

Interdizione di allontanamento o rientro da tutti i Comuni delle Province di Bari e Foggia Bufale.net

Ci risiamo. Sappiamo che esistono persone molto pessime a cui piace vedere il mondo bruciare.

Abbiamo già visto falsi giornali, titoli di veri giornali modificati ad arte ed ogni altra bieca bestialità. Ci segnalano i nostri lettori che su WhatsApp siamo arrivati all’ordinanza fake.

Interdizione di allontanamento o rientro da tutti i Comuni delle Province di Bari e Foggia
Interdizione di allontanamento o rientro da tutti i Comuni delle Province di Bari e Foggia
Interdizione di allontanamento o rientro da tutti i Comuni delle Province di Bari e Foggia
Interdizione di allontanamento o rientro da tutti i Comuni delle Province di Bari e Foggia

Perché l’Interdizione di allontanamento o rientro da tutti i Comuni delle Province di Bari e Foggia è una bufala ovvia

Ovvia per molti, ma evidentemente non per tutti, date le segnalazioni.

Innanzitutto cosa vi abbiamo sempre detto? Bisogna verificare con le fonti locali.

E sorpresa: non risultano ordinanze relative al Coronavirus in tale data né in altre.

Inoltre noterete che nel documento che ci è stato inviato compare la firma di Attilio Fontana.

Il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi: il bufalaro neppure fa le pentole perché Giorgio Mastrota arriva e lo prende a padellate in faccia come merita.

Attilio Fontana è il presidente della Regione Lombardia. Il nostro bufalaro ha semplicemente scaricato il PDF dell’Ordinanza del 21 febbraio della Regione Lombardia, l’ha aperto con un editor di testo o immagini e si è divertito a sostituire ogni occorrenza di Lombardia con Puglia e l’elenco dei Comuni.

Non si è ricordato che il presidente della Regione Puglia si chiama Michele Emiliano.

E no, miei cari amici viralizzatori, non è un invito a correggere la vostra bufala. È un invito a smetterla. Se non per solidarietà, se non perché siamo tutti in un momento di grave allarme, perché confidiamo che siate presto beccati e, come è accaduto in simili casi, denunciati.

Siamo in momento di emergenza. Non è il momento di giocare ai piccoli bufalari.

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