Il Volantino per la Festa della Donna di Crotone – confermato e rivendicato

di Redazione-Team |

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Il Volantino per la Festa della Donna di Crotone – confermato e rivendicato Bufale.net

Del volantino per la Festa della Donna di Crotone ci eravamo occupati ieri. Ma succede sempre, nei peggiori cliché, che l’autore di un’opera torni sempre sul luogo della sua creazione e che, come sempre è stato e sempre sarà, allo strappo consegua la toppa.

Ma in questo caso, la pezza è vistosa e fuori moda.

Come una toppa di tweed su una giacca sartoriale ormai logora che trasforma una giacca ormai inutilizzabile nella goffa imitazione di una giacca da professore alla L’Attimo Fuggente, o la toppa di un personaggio dei fumetti “modificato per questioni di diritti d’autore” sui jeans di una ragazza che ora si troverà a somigliare suo malgrado ad una squinzia paninara degli anni ’80.

Implacabile arriva quindi la rivendicazione, anzi la giusitificazione del manifestino. Evidenzieremo le parti che rendono la toppa decisamente demodè.

Per usare un cortese eufemismo che non trascenda il cortese invito a ripensare al messaggio veicolato e le modalità prescelte.

Il ruolo naturale della donna è quello di madre. La riproduzione è un compito che spetta solo alle donne.

Le donne che non fanno figli sarebbero quindi “contro – natura ”?
Non dico che non siano naturali, ma il primo ruolo che una donna dovrebbe avere nella società è quello di madre. Prima la maternità era una cosa gioiosa, ora invece… Questo non significa che le donne non dovrebbero lavorare, ma dovrebbero pensare prima a sostenere e promuovere la vita e la famiglia, cosa che hanno sempre fatto nella storia. La nostra società è altrimenti destinata a finire. Purtroppo le lotte femministe hanno fatto credere cose sbagliate facendo nascere i “cosiddetti diritti delle donne”: e oggi c’è un’autodeterminazione della donna sfrenata che l’ha portata ad aggredire l’uomo.

Qual è il limite entro cui una donna si può autodeterminare, secondo lei?
La donna si deve autodeterminare ma in accordo con l’uomo. Non può prendere decisioni che ledono la vita altrui, come quella di abortire o affittare l’utero. Anche se la legge purtroppo prevede il diritto di abortire.

Scopriamo così che sotto il manifestino, anzi il Volantino per la Festa della Donna di Crotone, di cui ricordiamo abbiamo diffusamente parlato, vi è dell’altro.

Vi è un mondo alternativo nel quale i diritti delle donne non sono reali, ma sono “cosiddetti”, tecmine che consiglieremmo vivamente di ridefinire ulteriormente, magari con una “modifica della rivendicazione”, per evitare di richiamare a qualcosa di sedicente ed evanescente, come delle caramelline elargite su un treno e che comportano, in modi che vorremmo poter chiarire, l’aggressione dell’uomo.

Questo nonostante le statistiche ISTAT evidenzino come non solo l’omicidio di genere esista, ma che l’attore principale dello stesso sia il partner maschile e la vittima predestinata il partner femminile, vero e proprio “contraente debole” della famiglia tradizionale.

Vi è un mondo alternativo nel quale sì, la donna ha diritto di lavorare ed autodeterminarsi, ma solo dopo aver assolto un presunto dovere di promozione della vita e della famiglia.

Un po’ come se all’uomo medio fosse richiesto di provare di aver avuto un tot numero di coiti sotto pena di licenziamento? Il dubbio è lecito, come anche suggeriremmo che, al contrario di quanto il Volantino per la Festa della Donna di Crotone sembri suggerire, l’autodeterminazione cessa di essere tale se per autodeterminarti devi chiedere consenso o accordo ad una terza persona.

In quel caso, semplicemente, stai chiedendo alla donna di chiedere alla prima figura maschile di riferimento vicina di farle il piacere di determinarla, dicendole quando e se può farlo, dichiarandosi soddisfatto della funzione riproduttiva che a questo punto diventa una sorta di bizzarra condivisione.

Un po’ quando eravate bambini e, siccome le prime console per i videogames costavano molto, i vostri genitori acconsentivano a comprarti la Playstation, purché ci fai giocare anche il fratellino.

Solamente che qui si parla dell’utero di una donna, e della vita che dovrebbe crescervi in grembo per nove mesi: sarà pur libera una donna di decidere se e quando essere pronta alla riproduzione, nevvero? Cosa dovrebbe l’uomo mai aver da dire al riguardo? Non può mica attaccare un secondo pad (solitamente quello di sottomarca con la plastica trasparente) all’utero per usarlo anche lui…

Taceremo su quel purtroppo associato al “diritto ad abortire”.

L’IVG è una cosa troppo importante, e per questo riteniamo che le giustificazioni non contenteranno alcuna donna o uomo che abbiano criticato il precedente manifesto.

Quantomeno, le prime reazioni social non ci indicano persone assai persuase. E non solo i Social: va ricordato che la stessa Lega Nord ha preso le distanze (nonostante contrarie indicazioni di cui non vi è riferimento) e persino l’Alleato di Governo, per bocca delle ministre in quota M5S, ha deciso di definire l’intero Volantino per la Festa della Donna di Crotone scioccante, esprimendo biasimo e sconcerto.

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