Fraintese le parole del primario del San Raffaele: per i complottisti il medico nega il COVID-19

di Luca Mastinu |

Fraintese le parole del primario del San Raffaele: per i complottisti il medico nega il COVID-19 Bufale.net

I nostri lettori ci segnalano un meme con una citazione del primario del San Raffaele di Milano. Chi la condivide attribuisce al primario del reparto di terapia intensiva un virgolettato in cui si dice che presso la sua struttura da 21 giorni non arrivano più ricoverati, dunque non avrebbe senso continuare a parlare di contagi e di morti.

Dr. Z, San Raffaele: “Sono 21 giorni che non c’è un malato per la terapia intensiva. Non ha senso continuare a parlare di contagi e di numero di morti”. Chi continua a parlare di Covid, non vuole la vostra salute. Vuole ridurvi in schiavitù.

Decontestualizzare, ricucire, condividere, disinformare

Fortunatamente i due periodi che concludono il meme non sono riportati tra virgolette, ma non basta. Chi pubblica il meme trae una conclusione distorta dalle dichiarazioni del dott. Z., cercando di collegarle con una negazione dell’esistenza del COVID-19. Soprattutto, l’autore del meme – come sempre fanno i mendicanti del web (leggi l’approfondimento sul tema) – decontestualizza le parole di Z., che invece ha fatto un discorso più ampio e strutturato.

Questo discorso, infatti, è stato preso da un intervento del dott. Z. durante una puntata di Porta a Porta del 7 maggio 2020, ancora disponibile su RaiPlay a questo indirizzo.

L’intervento di Z. a Porta a Porta

L’intervento del primario del reparto terapia intensiva del San Raffaele inizia al minuto 27 circa. Ciò che il medico porta avanti, in sostanza, è una critica contro la gestione della situazione attuale del Coronavirus lamentando il fatto che i medici non vengono sempre ascoltati preferendo dar retta ai “matematici che disegnano curve”.

Vespa, a tal proposito, lo interroga sulle prossime riaperture in Lombardia e Z. afferma che bisogna ascoltare chi ha vissuto veramente la prima fase dei contagi. Per questo ritiene che la prima cosa da evitare è la costruzione di altre terapie intensive, sottolineando: “La terapia intensiva è il fallimento della terapia di ogni malattia e soprattutto di questa. Noi dobbiamo agire prima. La chiusura della frase, se ci facciamo caso, spiega il resto. Z. voleva intendere chiaramente che la terapia intensiva non è inutile ma mette in evidenza che qualcosa è andato storto prima.

Proprio per questo Z. aggiunge:

Abbiamo disegnato un quadro che sviluppa una triangolazione ideale tra istituzione ospedaliera, l’agenzia per la tutela della salute e i medici di base. È indubbio che due mesi e mezzo fa non avevamo tutta questa organizzazione. Ma è molto importante la tempestività.

Ancora una volta è chiaro che Z. invita alla tempestività degli interventi per scongiurare che la malattia degeneri al punto da condurre il paziente al ricovero in terapia intensiva. Misure tempestive, quelle attuate oggi, che non è stato possibile applicare all’inizio della pandemia e che infatti – dice Z. – hanno portato il San Raffaele a non registrare più ricoveri in terapia intensiva da 21 giorni.

Ancora, Z. parla di cura a domicilio con riferimento tempestivo all’istituzione ospedaliera: “Perché se un malato lo curi tempestivamente lo puoi curare con efficacia. Altrimenti no”.

La frase sui contagi e sui morti

Ai complottisti è piaciuta particolarmente la frase: “Francamente sono molto amareggiato dal continuare a sentir parlare e denunciare il numero dei morti e dei contagiati. Con tutto il rispetto per le persone che ho visto morire, non ha alcun senso“. Chi condivide il meme preso oggi in analisi sostiene che Z., con quella frase, vuole negare il virus e la sua pericolosità.

Per questo chi pubblica il meme aggiunge che chi parla di COVID-19 vuole ridurre tutti in schiavitù. Z., in realtà, voleva sottolineare l’importanza della cura dei pazienti con altre patologie che non siano per forza il COVID: “Non dimentichiamoci che mentre stiamo parlando, stiamo trascurando altri pazienti che hanno altre malattie. Dobbiamo ripartire e curare anche quei pazienti con altre patologie che possono determinare un numero di morti infinito”.

Dunque ignorare i contagiati del COVID? Ancora una volta: no. Z, semplicemente, punta alla cura domiciliare e all’ottimizzazione degli interventi sui casi di COVID per scongiurare il ricovero in terapia intensiva. Sulle riaperture, non a caso, dice:

Così come siamo stati drammaticamente obbligati a chiudere tutto repentinamente per affrontare l’onda d’urto, dobbiamo essere molto di buon senso a riaprire in coerenza con quelle che sono le evidenze scientifiche.

Conclusioni

Il primario del San Raffaele nega il COVID? No. Nel suo intervento a Porta a Porta ha criticato la gestione attuale dell’emergenza e ha riportato la necessità dell’intervento tempestivo sul paziente infetto per evitare che questi finisca in terapia intensiva, così è possibile occuparsi anche dei pazienti affetti da altre patologie.

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