DISINFORMAZIONE L'Islam è una bufala. Trovato Corano più antico di Maometto – Bufale.net

di David Tyto Puente |

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Circola la “notizia”, pubblicata dal solito Dailymail il 31 agosto 2015, secondo cui sarebbe stato individuato “una copia del Corano più vecchia di Maometto”. Ecco il titolo clickbait del Dailymail: “The ‘Birmingham Koran’ fragment that could shake Islam after carbon-dating suggests it is OLDER than the Prophet Muhammad“.
La storia di questo ritrovamento non è recente, se ne ha traccia in un articolo di Adnkronos del 22 luglio 2015:

La più antica copia del Corano del mondo si trova all’università di Birmingham. Test del carbonio-14 hanno permesso di datare i fogli di pergamena conservati in biblioteca in un periodo fra il 586 e il 645 dopo Cristo. La sensazionale scoperta è stata fatta su impulso della ricercatrice Alba Fedeli, che ha chiesto di effettuare il test dopo aver esaminato attentamente i manoscritti. E’ stato così confermato che due pagine su pergamena erano state conservate per errore con altre più recenti, risalenti alla fine del settimo secolo.
Questa scoperta “può riportare indietro di alcuni anni la storia della fondazione dell’Islam”, commenta Brian Thomas, professore di rapporti interreligiosi dell’ateneo. “Secondo la tradizione musulmana – spiega – il profeta Maometto ha ricevuto le rivelazioni poi trascritte nel Corano fra il 610 dopo Cristo e il 632, anno della sua morte“.
Inizialmente, gli insegnamenti di Maometto sono stati diffusi oralmente , con alcune annotazioni su pergamena, pietra, foglie di palma e ossa di cammello. L’attuale forma del Corano è stata definita attorno al 650 sotto Othman, il terzo califfo succeduto a Maometto. Le pergamene rinvenute a Birmingham, ipotizza Thomas, potrebbero essere state scritte da una persona che ha conosciuto Maometto e lo ha sentito predicare.
La comunità musulmana di Birmingham è rimasta molto toccata dalla scoperta. “Quando ho visto queste pagine mi sono commosso. I miei occhi erano pieni di lacrime di gioia”, ha detto alla Bbc Muhammad Afzal, presidente della locale moschea, dicendosi certo che molti musulmani verranno a vedere le antiche pergamene quando saranno esposte al pubblico in ottobre.
“Siamo molto eccitati all’idea che un documento storico di tale importanza sia a Birmingham, la città più culturalmente varia della Gran Bretagna”, ha detto Susan Worrall, responsabile delle collezioni dell’università.

VoxNews ha deciso di diffondere la notizia con un articolo dal titolo clickbait “L’Islam è una bufala: trovato Corano più antico di Maometto” pubblicato il 31 agosto 2015 e dopo la pubblicazione dell’articolo del Dailymail.

Foto tratta dal Dailymail
Foto tratta dal Dailymail

Ecco il testo, il quale riporta nelle ultime righe la “spiegazione” del titolo clickbait:

Una copia del Corano conservata a Birmingham (ironicamente la città ‘inglese’ attualmente più islamizzata) potrebbe essere precedente a colui che, secondo l’Islam, lo avrebbe scritto: il profeta Maometto. Che quindi, invece di averlo scritto sotto dettatura del suo presunto dio, lo avrebbe invece copiato da qualche altro.
Gli scienziati dell’Università di Oxford hanno effettuata la datazione al carbonio di un frammento del testo sacro conservato in una biblioteca di Birmingham, risultata tanto antica, da mettere in discussione la realtà di un’intera religione.
Il ‘Corano di Birmingham’ sarebbe stato scritto tra il 568dC e il 645dC , mentre la data ufficiale per la trascrizione del primo Corano è il 650dC. Come se fosse nata prima la gallina dell’uovo.
Lo storico Tom Hollande, ha detto al Times: “E’ destabilizzante, per usare un eufemismo”.
Keith Little, presso l’Università di Bodleian Library di Oxford, ha aggiunto: “Questo dà credito ad una genesi del Corano diversa da quella religiosa, più una trascrizione di Maometto e dei suoi primi seguaci utilizzando testi precedenti, che una rivelazione divina”.
Quindi, stanno sgozzando in nome di una bufala.
Ps. Ovviamente il titolo formalmente corretto sarebbe: “L’Islam è una bufala: Trovato Corano più antico del primo Corano ufficiale”, ma a volte si deve condensare un significato in poche parole.

In verità si è limitato a copiare dal Dailymail.
Ecco le dichiarazioni del reverendo Keith Small, e non “Little” (errore commesso anche dal sito “Newstrend.tk“), dell’Oxford Center of Christian Apologetics pubblicate dal Dailymail:

Keith Small, from the University of Oxford’s Bodleian Library, added: ‘This gives more ground to what have been peripheral views of the Koran’s genesis, like that Muhammad and his early followers used a text that was already in existence and shaped it to fit their own political and theological agenda, rather than Muhammad receiving a revelation from heaven.

Il Corano venne scritto da Maometto?

Secondo quanto riportato da VoxNews, il Corano sarebbe stato scritto da Maometto (“…potrebbe essere precedente a colui che, secondo l’Islam, lo avrebbe scritto: il profeta Maometto“). Se la prima trascrizione del Corano risale al 650, come può essere stato scritto da Maometto che sarebbe morto nel 632, 18 anni prima? Inoltre, come è possibile che Maometto avesse scritto il Corano se viene ritenuto analfabeta e che la sua tribù nomade prediligeva la trasmissione orale? Fu il califfo Abu Bakr, anni dopo la morte di Maometto, a far realizzare la prima versione scritta integrale del Corano. A formulare il primo Corano furono un gruppo di persone sotto la guida di Zayd ibn Thābit, l’uomo che venne prescelto da Maometto per trasmettere in forma scritta il Corano.
Leggiamo attentamente il testo del Dailymail riguardo le pagine a inizio articolo:

Written in ink in an early form of Arabic script on parchment made from animal skin, the pages contain parts of the Suras, or chapters, 18 to 20, which may have been written by someone who actually knew the Prophet Muhammad – founder of the Islamic faith.

Insomma, le pagine potrebbero essere state scritte da qualcuno che conosceva Maometto. Ovviamente questa parte dell’articolo del Dailymail è stata omessa da VoxNews.

Il Corano di Birmingham è più antico di Maometto?

Prima di continuare bisogna parlare del metodo C14 (“carbonio 14”), il quale non fornisce datazioni precise. Basti pensare allo studio effettuato sulla Sindone di Torino, nel quale il risultato ottenuto nel 1988 dai laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo fu una datazione attorno ad un periodo compreso tra il 1260 e il 1390. Parliamo di un periodo di 130 anni.
Maometto, secondo la tradizione, sarebbe nato intorno al 570 (non c’è datazione precisa) e sarebbe morto l’8 giugno 632. La datazione delle pagine del Corano di Birmingham viene messa tra il 568 e il 645, quindi poco prima e dopo la morte di Maometto. La datazione non è precisa e rientrerebbe nel periodo di vita dello stesso Maometto.
Riproponiamo il testo del Dailymail riguardo le pagine:

Written in ink in an early form of Arabic script on parchment made from animal skin, the pages contain parts of the Suras, or chapters, 18 to 20, which may have been written by someone who actually knew the Prophet Muhammad – founder of the Islamic faith.

Le pagine sono state scritte con inchiostro su pergamena di origine animale, ma già nel mese di luglio 2015 si specificava che gli studi con la tecnica C14 sono stati effettuati sulla pergamena, cioè il supporto, e non sullo scritto, cioè l’inchiostro.
Non solo, il Dailymail riprende un articolo del Thetimes.co.uk il quale riporta quanto segue (pubblicato per intero dal Theaustralian.com.au – PDF):

Keith Small, from the University of Oxford’s Bodleian Library, said that carbon dating was not always reliable and the dates announced last month applied not to the ink but to the parchment. The provenance of the text is also unclear and its calligraphic script is characteristic of later inscriptions.

Insomma, lo stesso Keith Small (e non “Little”) afferma che lo studio è stato fatto sul supporto e non sull’inchiostro. Afferma, inoltre, che la calligrafia delle pagine riporta uno stile tardo. Questo particolare non viene riportato dal Dailymail.
Leggiamo ora quanto riportato dal sito dell’Università di Birmingham il 22 luglio 2015:

The tests carried out on the parchment of the Birmingham folios yield the strong probability that the animal from which it was taken was alive during the lifetime of the Prophet Muhammad or shortly afterwards. This means that the parts of the Qur’an that are written on this parchment can, with a degree of confidence, be dated to less than two decades after Muhammad’s death. These portions must have been in a form that is very close to the form of the Qur’an read today, supporting the view that the text has undergone little or no alteration and that it can be dated to a point very close to the time it was believed to be revealed.’

Insomma, secondo il professor David Thomas il risultato del test riporta con molta probabilità che l’animale da cui è stato realizzato il supporto (le pergamene) era vivo durante lo stesso periodo di Maometto o successivamente e che le pergamene stesse potrebbero essere databili a meno di 20 anni dopo la morte di Maometto.

Le testate italiane

A riportare la notizia,  degni del miglior clickbait, sono stati Liberoquotidiano, il 1 settembre 2015 (“Islam, il Corano più antico scritto prima di Maometto“), e Il Giornale, il 1 settembre 2015 (“Islam, ombre sul Profeta: Corano più antico al mondo fu scritto prima di Maometto“) e il 2 settembre 2015 (“Il “Corano” nato prima di Maometto“). Ecco cosa riporta Liberoquotidiano:

Qualche settimana fa la ricercatrice italiana Alba Fedeli ha annunciato la scoperta della più antica copia del Corano che si conosca. Il “problema” è che l’esame del carbonio 14 avrebbe dimostrato che è stata scritta prima della predicazione del profeta islamico, vissuto tra il 570 e il 632 dopo Cristo. Una scoperta che potrebbe avere effetti devastanti sull’Islam, che considera il Corano un libro scritto o dettato da Maometto sulla base di una rivelazione divina.
Gli storici britannici hanno definito la scoperta dell’italiana Alba Fedeli “destabilizzante” per le sue implicazioni: una scoperta che dà credito all’ipotesi che Maometto e i suoi seguaci usassero un testo già esistente, che poi modellarono in base alla propria visione politica e teologica. Una spiegazione che va a smontare la versione ufficiale secondo cui il Corano venne scritto da Maometto sulla base di una rivelazione divina.

Peccato che Liberoquotidiano non riporti i dati dello studio effettuato con il metodo C14, al contrario de Il Giornale del 2 settembre che ha riportato maggiori informazioni nonostante il titolo. L’articolo de Il Giornale del 1 settembre è molto simile a quello di LiberoQuotidiano:

Alcuni frammenti dell’antico Corano scoperto all’Università di Birmingham lo scorso luglio sarebbero addirittura più antichi rispetto alla data presunta di nascita e di morte del profeta Maometto.
Alcuni studiosi dell’Università di Oxford hanno spiegato ai giornalisti del Times che, secondo la datazione al carbonio, quel Corano che tanto entusiasmò gli accademici di tutto il mondo lo scorso luglio potrebbe essere stato scritto già nel 568 dopo Cristo, mentre è opinone comune che Maometto sia vissuto fra il 570 e il 632. Secondo gli studiosi, tuttavia, questo non sarebbe una contraddizione in senso assoluto della tradizione islamica, anche se, come ha specificato il ricercatore Tom Holland, “destabilizza l’idea che noi abbiamo sull’origine del Corano”. Ecco così l’ipotesi: una parte del Corano sarebbe antecedente a Maometto, che avrebbe usato un testo già esistente. Il problema è che secondo la tradizione, Maometto avrebbe appunto ricevuto la rivelazione che poi ha portato al Corano fra il 610 e il 632 dopo Cristo. La notizia, oltre che nel Regno Unito, ha avuto ampio risalto sulla stampa israeliana.

Stesso discorso per il solito Blitzquotidiano con l’articolo del 1 settembre 2015 dal titolo “Il Corano scritto prima di Maometto? Il carbonio 14 dice…“, in cui viene linkato il precedente articolo del 23 luglio 2015, “Una copia del Corano di 1370 anni fa: lo ha scoperto l’italiana Alba Fedeli“, dai contenuti contrastanti:

1 settembre: “Le pagine del Corano scritte su pergmena, scoperte dalla italiana Alba Fedeli a Birmingham, sottoposte all’esame del carbonio che serve a mettere una data alle cose antiche, potrebbero essere state scritte prima di Maometto
23 luglio: Un reperto a lungo ignorato, ma che le analisi al carbonio 14 fanno ora risalire ad almeno 1370 anni fa, forse anche più indietro. Potrebbe essere stato scritto quando il Profeta Maometto era ancora in vita. E’ l’antichissimo frammento del Corano scoperto, quasi per caso, dalla ricercatrice italiana Alba Fedeli. Era custodito in una collezione di testi e documenti dell’antico Medio Oriente dell’Università di Birmingham, in Gran Bretagna.

A luglio ne parlarono anche Il Corriere della Sera (“L’italiana del Corano più antico“), l’Avvenire (“Milanese scopre la copia più antica del Corano“), La Stampa (“Studiosa italiana trova copia del Corano di 1370 anni fa“), Dagospia e TGCom (“Corano, trovata la copia più antica del libro Era nascosta a Birmingham“), e riprendono il contenuto dell’articolo della BBC del 22 luglio 2015:

“They could well take us back to within a few years of the actual founding of Islam,” said David Thomas, the university’s professor of Christianity and Islam.
“According to Muslim tradition, the Prophet Muhammad received the revelations that form the Koran, the scripture of Islam, between the years 610 and 632, the year of his death.”
Prof Thomas says the dating of the Birmingham folios would mean it was quite possible that the person who had written them would have been alive at the time of the Prophet Muhammad.
“The person who actually wrote it could well have known the Prophet Muhammad. He would have seen him probably, he would maybe have heard him preach. He may have known him personally – and that really is quite a thought to conjure with,” he says.
Prof Thomas says that some of the passages of the Koran were written down on parchment, stone, palm leaves and the shoulder blades of camels – and a final version, collected in book form, was completed in about 650.
He says that “the parts of the Koran that are written on this parchment can, with a degree of confidence, be dated to less than two decades after Muhammad’s death”.
[…]
Dr Waley, curator for such manuscripts at the British Library, said “these two folios, in a beautiful and surprisingly legible Hijazi hand, almost certainly date from the time of the first three caliphs”.
The first three caliphs were leaders in the Muslim community between about 632 and 656.
“The Muslim community was not wealthy enough to stockpile animal skins for decades, and to produce a complete Mushaf, or copy, of the Holy Koran required a great many of them.”

Per altre testate e siti se il Dailymail scrive qualcosa e contro l’Islam bisogna riportarlo, titolo clickbait incluso.

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