Del 2014 la notizia dello svenimento di massa di 200 ragazze in Colombia dopo il vaccino: nessuna correlazione

di Luca Mastinu |

Del 2014 la notizia dello svenimento di massa di 200 ragazze in Colombia dopo il vaccino: nessuna correlazione Bufale.net

I nostri contatti ci segnalano una notizia pubblicata su TGCom24 che parla di uno svenimento di massa di 200 ragazze avvenuto in Colombia a seguito di un vaccino. L’articolo viene ampiamente condiviso in questi giorni di grandi dibattiti sul vaccino contro il COVID-19, ma anche per caldeggiare gli scontri ideologici sull’efficacia della vaccinazione senza dimenticare una certa malafede da parte del pubblico no-vax.

La notizia è del 2014

Chi condivide l’articolo compulsivamente dimostra di non aver fatto caso ad alcuni dettagli. La prima cosa sulla quale prestare attenzione è la data: la notizia è stata pubblicata il 31 agosto 2014 e circola ciclicamente di anno in anno. Era il 2017, infatti, quando pubblicammo la nostra analisi che trovate ancora online in questo articolo.

L’episodio è avvenuto a El Carmen de Bolivar, una cittadina della Colombia, quando da maggio ad agosto circa 200 ragazze tra i 9 e 16 anni e quasi tutte studentesse presso la scuola Colegio Esprito Santo si erano sottoposte al vaccino contro l’HPV (Papilloma Virus). Il sindaco Francisco Veja aveva parlato di 276 arrivi in ospedale con sintomi comuni: svenimenti, emicranie, perdita di sensibilità.

Certezze nei titoli e dubbi nei testi

La stampa italiana, dunque TGCom24 ma anche Il GazzettinoIl MessaggeroToday, avevano ripreso la notizia con la stessa strategia: la sottile certezza di una correlazione tra gli svenimenti e il vaccino nei titoli e il riferimento all’isteria di massa nel testo. Le testate, infatti, riportavano anche le dichiarazioni del Ministero della Salute locale: non vi era alcuna correlazione tra il malessere accusato dalle ragazze e la somministrazione del vaccino.

L’ipotesi del vaccino come causa era stata sollevata dai genitori delle ragazze. Le famiglie, infatti, avevano fondato l’associazione Inicio (lo riportava Il Mattino) con la quale specificavano di non essere no-vax bensì di muovere una causa pro-verità. Durante le prime indagini sul caso, come spiegava El Tiempo, i medici avevano considerato l’ipotesi di un’intossicazione alimentare in quanto molte delle ragazze coinvolte – non tutte – si erano sentite male dopo aver consumato acqua e patatine, ma la teoria fu scartata.

I media locali: “Una tragedia solo mediatica”

Altre ragazze, appresa la notizia, accusarono gli stessi sintomi ma senza essersi mai sottoposte a vaccino e i medici insistevano nel negare evidenze scientifiche tra il malessere accusato e l’assunzione del farmaco. El Espectador, due anni dopo, denunciò in un articolo la spettacolarizzazione che tantissimi media locali fecero sul caso: la popolazione entrò in una fase di terrore per la forte convinzione che gli svenimenti fossero causati esclusivamente dal vaccino.

La comunità scientifica in questo studio dedicato interamente al caso, pubblicato nel 2018, riportava che nonostante gli esperti avessero escluso una correlazione tra il malessere accusato dalle ragazze e l’assunzione del vaccino, l’isteria di massa provocò una dilagante sfiducia verso la vaccinazione. Gli scienziati individuavano che la sfiducia della comunità era dovuta specialmente ai media e ai social media, YouTube in primis, per la diffusione costante di filmati e contenuti allarmisti.

Nel 2016, infatti, in Colombia si registrò solo tra il 14% 5% delle vaccinazioni contro l’HPV contro il range che oscillava tra l’88% e il 98% nel 2012.

La notizia sullo svenimento di massa di 200 ragazze in Colombia torna oggi, quindi, con la complicità di articoli dal titolo che sembra dare una certezza, e che dunque scatenano la condivisione compulsiva.

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