Cosa studiare per trovare lavoro?

di PassaportoFuturo |

Cosa studiare per trovare lavoro? Bufale.net

Complice la crisi economica derivante dalla pandemia, i laureati in Italia fanno sempre più fatica ad entrare nel mondo del lavoro. Alcuni si aggrappano a opportunità di stage e apprendistato per iniziare la carriera lavorativa, altri, terminato il percorso di studi, si rendono conto che forse la concorrenza è estremamente elevata rispetto alla bassa offerta di lavoro.

Ma come è possibile prevedere le richieste del mercato lavorativo ed intercettarne i bisogni?

Ogni anno Unioncamere prevede il fabbisogno lavorativo del quinquennio seguente, comparando l’offerta di laureati sul mercato e la richiesta lavorativa suddivisa in ambiti di studio.

I comparti con il maggior bisogno fra il 2020 e il 2024 sono quelli medico, sanitario e paramedico (173.100 unità), economico (118.900) e ingegneristico (117.100). Seguiti da insegnamento e formazione (104.200), giuridico (87.600) e politico-sociale (59.000).

Tuttavia, comparando la richiesta del mercato con la quantità di laureati si notano squilibri, ove in eccesso, ove in difetto. Di seguito i 7 punti chiave della ricerca.

  1. Medici, sanitari e paramedici saranno ogni anno 500 in meno rispetto al fabbisogno lavorativo
  2. Anche gli ingegneri saranno pochi: mancheranno circa 1200 unità annue
  3. Il settore giuridico sta riacquistando capacità di creare lavoro?
  4. In ambito matematico e fisico mancano circa 1600 professionisti ogni anno
  5. La formazione e l’insegnamento sembrano essere in linea fra domanda e offerta
  6. L’economia e le scienze politico-sociali contengono tante opportunità, ma potrebbero essere state sovra-stimate negli ultimi anni
  7. I traduttori, i chimici, gli psicologi, così come i laureati in ambito letterario potrebbero far fatica a trovare lavoro subito dopo la laurea

Cosa vi aspetta nel prossimo quinquennio?

Passaporto Futuro è un’iniziativa no profit promossa da giovani studenti spinti dalla voglia di divulgare la conoscenza acquisita nel corso dei loro studi.

Assieme a Bufale.net collabora per la stesura di una rubrica chiamata “Bufale Junior” con l’obiettivo di creare una conoscenza sana e condivisa.

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