BUFALA Shazia Masih e le condivisioni virali – bufale.net

di Shadow Ranger |

BUFALA Shazia Masih e le condivisioni virali – bufale.net Bufale.net

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Ci segnalano i nostri contatti il seguente appello, del quale vi riporteremo il testo integrale ma non la foto, sanguinolenta e scioccante secondo le forme che abbiamo, purtroppo, imparato a conoscere. Dall’8 marzo ad oggi l’appello (di cui proponiamo traduzione “correggendo” l’incerta sintassi, probabilmente frutto di Google Translate da fonte in lingua Araba, ma preservando lo stile artificiale e meccanico per evidenziarne l’evidente innaturalità) è riuscito nel suo obiettivo di raccogliere 939.906 likes e 530.878 condivisioni, basati integralmente sulla menzogna

THE DEVIL IS A LIAR
9 YEAR OLD GIRL GANG RAPED!!
A MUST READ IF YOU HAVE A HEART.
Il Diavolo è un bugiardo
Bambina di 9 anni sottoposta a stupro di gruppo!!
Devi leggere se hai un cuore.
The girl had had gone missing from in front of her house on Wednesday morning, and was later abandoned back there in a nearly unconscious state.
According to the police the girl, a student of class two, daughter of a suffering single mom, was abducted from in front of her house by three unknown men. She was taken to a nearby, where she was raped by the three men, one of them identified by the police.
She was also beaten up before she was abandoned in front of her home.
Her mother told police that she had found the girl near their house. She was bleeding and close to fainting.
She said “when I was taking her to the police station, one of the kidnappers stopped me and threatened to kill me if I informed the police, so I went back home out of fear
but later informed the police”.
She said she was told to take the child to a nearby Hospital for examination and treatment. Doctors treating the girl say that her condition is critical due to loss of blood and internal injuries. No one has been arrested yet.

La ragazzina era sparita dal cortile di casa sua di Mercoledì mattina, ed è stata abbandonata lì in stato di semi incoscienza. Secondo la polizia la bambina, studentessa di seconda classe, figlia di una madre single e sofferente, era stata rapita di fronte a casa sua da tre sconosciuti. È stata portata nelle vicinanze, dove è stata stuprata dai tre uomini, di cui uno identificato dalla polizia. Era stata anche picchiata prima di essere abbandonata in fronte alla sua casa. La madre ha detto alla polizia di aver trovato la bambina davanti alla loro casa. Sanguinava e stava per svenire. Ha detto “Mentre la portavo alla polizia, uno dei rapitori mi ha fermato e mi ha minacciato di morte se avessi parlato con la polizia, così sono tornata a casa ma dopo ho informato la polizia”
Ha detto che le era stato detto di portare la bambina ad un vicino ospedale per esami e terapia. I dottori che hanno curato la ragazzina hanno detto che la sua condizione è critica a causa della perdita di sangue e delle ferite interne. Nessuno è stato ancora arrestato.

NOW, THIS INNOCENT YOUNG LITTLE GIRL IS FIGHTING FOR HER LIFE , BUT DOCTORS SAY SHE WILL NOT SURVIVE UNLESS SHE GETS AN OPERATION
WHICH IS COSTLY AND HER MOM CANNOT PAY . ALL FACEBOOK COMPANIES HAVE AGREED TO DONATE 20 CENTS FOR EVERY TIME SOMEONE LIKES, COMMENTS
AND POSTS THIS TO THEIR WALL. SO, PLEASE SHARE THIS ON YOUR WALL . SO THAT TOGETHER WE CAN HELP SAVE THIS INNOCENT LIFE .
I PASSED THIS MESSAGE DOWN, “SHARE” FOR A LITTLE LIFE.
*HUMANITY COSTS NOTHING*

Ora questa bimba innocente sta lottando per la sua vita, ma i dottori dicono che non sopravviverà se non riceve un’operazione che è costosa e sua madre non può pagare. Tutte le compagnie di Facebook hanno acconsentito di donare 20 centesimi per ogni volta che uno mette “mi piace”, commenta o posta sulle loro pagine, così, per favore, condividi sulla tua pagina. Così insieme possiamo salvare questa vita innocente.
Ho condiviso questo messaggio, condividi per una piccola vita.
L’umanità non ha prezzo.

JUST TYPE “GET WELL SOON” OR “GWS” IF U ARE TOO BUSY, GOD ALREADY KNOWS UR MIND. PLEASE, DON’T IGNORE IF U HAVE A HEART

Scrivi solo “Guarisci presto” o “GP” se sei occupato, Dio sa cosa hai in mente, per favore, non ignorare se hai un cuore.

1. La bufala
L’appello ha tutti gli elementi necessari ad “acchiappare” il numero maggiore di clic in breve tempo. Ha una storia scabrosa ed emotiva al punto giusto, una narrazione, sia pure sconnessa, nel quale è evidente una divisione polare tra il “Bene” (la bambina innocente e moribonda da salvare e, per intermediario, i condivisori pronti a donare click e “mi piace” per la causa) ed il “Male” (i malvagi stupratori pedofili apparsi dal nulla e che le autorità di un paese remoto non riescono a catturare) e la possibilità del lieto fine, sia pur condizionato dai likes.
Tale notizia però resta una bufala, e della specie che abbiamo già affrontato estensivamente nell’articolo “BUFALA – Clicca e condividi per salvare il ragazzino eroe“. 
Ci tocca purtroppo ricordare ancora una volta che, mentre è possibile raccogliere somme per organizzazioni di carità mediante l’invio di messaggi SMS e telefonate, i quali hanno un costo, quindi un sistema di fatturazione interno alle compagnie telefoniche che consente di “stornare” automaticamente la somma che l’utente pagherebbe per il servizio altrimenti ad una carità bene identificata, non ci sono strumenti coi quali Facebook possa tenere efficacemente una “traccia economica” delle condivisioni.
Ciò posto lo stesso appello si rivela sconnesso ed interrotto non solo nella sintassi. Dovremmo credere, ad esempio, che una madre, vedendo sua figlia sanguinante e moribonda, decida prima di trascinare la stessa al più vicino posto di polizia, salvo poi cambiare idea dopo aver incontrato per caso uno dei presunti stupratori, riportarla a casa e poi, nuovamente, dopo un tempo indeterminato, riportare la bambina (ancora viva, nonostante le sue condizioni siano state descritte più volte come “gravissime”) in Caserma per sentirsi dire di portarla all’Ospedale, dove il personale medico pur avendo sottolineato l’urgenza dei trattamenti salva-vita da praticarle, ha preferito attendere mesi perché Mark Zuckemberg o chi per esso si faccia vivo con un assegno ottenuto mediante un disumano concorso di popolarità tra gli utenti di Facebook.
2. La vera storia
Purtroppo, cercando l’immagine su Google Images col metodo individuato già in altri dei nostri testi abbiamo scoperto che la vera storia è anche più amara e controversa di una bufala “cucinata” in tutta fretta per ottenere dei clic facili.
Scopriamo che il nome della piccola (la cui foto sovente viene usata come appendice per ogni altra storia, vera o inventata, di violenze su minori) era Shazia Masih, dodicenne Pakistana di una famiglia impoverita della zona terza di cinque figli (di cui alcuni di secondo letto). A ragione della povertà della famiglia, e secondo un uso non sconosciuto alle famiglie rurali della zona (ed in un passato misurabile in generazioni passate, anche nelle zone più povere delle nostre terre), la dodicenne fu mandata a servire come cameriera da un avvocato di Lahore, tale Chaudry Naeem, nonostante l’età minima per il lavoro sia legalmente fissata, in Pakistan, a 15 anni.
Chaudry Naeem, purtroppo, come molti datori di lavoro di badanti, cameriere ed altre lavoratrici ragazzine in stato di quasi assoluta servitù, si rivela essere un padrone severo e violento che, secondo le indicazioni fornite alla stampa dai vicini, usava infliggere alla bambina punizioni corporali per le infrazioni più modeste, accusandola, tra le altre cose, di essere una pessima cameriera a causa del suo presunto ritardo mentale e di rubare vivande da frigorifero e dispensa.
In tale scenario di abusi si inquadra la morte della dodicenne, condotta dallo stesso avvocato Naeem in ospedale con fratture al braccio destro, alle costole ed alla mandibola, nonché lividi su ogni parte del corpo. L’autopsia condotta nell’immediato escluse il movente sessuale, ma la combinazione delle precedenti accuse e le circostanze poco chiare della morte portarono gli inquirenti ad accusare Naeem ed i suoi familiari di aver ucciso Shazia durante una punizione corporale più violenta e spropositata del solito e di aver denunciato l’incidente domestico per coprire le loro responsabilità.
Cominciò un lungo tira-e-molla giudiziario e stragiudiziario: Chaudry, secondo le dichiarazioni di Bashir Masih, patrigno di Shazia, offrì inizialmente la somma equivalente in rupie (30.000) di 236 euro a saldo e stralcio dell’intera vicenda, portando al rifiuto di Bashir ed all’accusa da parte sua di un ulteriore movente xenofobo nelle violenze (i Masih infatti sono parte della minoranza povera Cristiana, i Naeem una ricca famiglia di ascendenza islamica).
In seguito al processo però nulla risaltò su tale angolo, e l’impianto accusatorio si basò invece sull’illecita assunzione di minore, e sui reati di lesioni personali ripetute e tortura.
Chaudry in giudizio dichiarò di aver pagato la somma di 10.000 rupie, ovvero 79 Euro, per l’acquisto dei servigi di Shazia, ma di aver in seguito manifestato la volontà di allontanarla e rimandarla a casa in quanto i Masih continuavano a chiedergli altro denaro e la piccola si dimostrava poco utile al servizio domestico, mentre i genitori della stessa reiterarono le loro richieste.
In sede istruttoria pervenne inizialmente un referto autoptico riportante come causa della morte le violenze patite e ripetute nel tempo fino alle ultime fratture ricevute: un secondo referto invece identificò quale agente causale primo il forte stato di denutrizione e malattia in cui la piccola era costretta a vivere.
Nuovamente Chaudry cercò l’accordo stragiudiziale, offrendo ai Bashir la somma di 500.000 rupie, 3.938 euro circa ed una nuova casa di proprietà per il nucleo familiare.
Bashir Masih accettò l’offerta, rifiutandosi quindi di tornare in udienza, e misteriosamente il primo referto autoptico, riportante il nesso eziologico tra le violenze quotidiane patite dalla piccola per mano dei Naeem divenne irreperibile.
Al suo posto in tribunale venne prodotto un nuovo documento che inseriva nel nesso causale gli effetti di una non meglio precisata “malattia della pelle” trascurata e mai curata.
Questo, unitamente al disinteresse ora ostentato dai Masih fece sì che i Naeem fossero assolti da ogni accusa.

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