BUFALA Se avete il contatore così, vi conviene leggere questo! Forse state pagando di più! Diffondi! – bufale.net

di Shadow Ranger |

BUFALA Se avete il contatore così, vi conviene leggere questo! Forse state pagando di più! Diffondi! – bufale.net Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti la seguente notizia, targata I Fatti dal Web

I nostri paladini della contronformazione avrebbero scoperto infatti oggi, nel 2017 che

Il problema riguarda alcuni contatori usati dal’ Enel e altre società che si occupano della distribuzione dell’energia elettrica tra cui la meno diffusa Acea, e riguarda la mancata certificazione dei suddetti contatori che serve a garantire una misurazione dei consumi energetici corretta e a norma di legge.*I contatori difettosi sembrerebbero essere abbastanza diffusi sul suolo italiano e dunque molti italiani hanno pagato più del dovuto all’enel o alla compagnia di produzione di energia elettrica a cui sono affiliati.

Il lungo testo comprende interpellanze parlamentari, raccolte di firme e class action varie.

Tutto legittimo, per carità: ma sapete qual è il più grande problema dei viralizzatori? Che trovata una storia viralizzabile tendono a sviluppare una particolare memoria selettiva che li spinge a ricordare eventi lontanissimi nel tempo, purché viralizzabili, e dimenticare ogni successivo risvolto o smentita in grado di trasformare la loro “notizia perfetta” in un nulla di fatto.

Ad esempio, scopriamo che la Class Action citata (legittima per carità: è diritto del cittadino chiedere lumi su ciò che ritiene poco chiaro) era dell’ormai lontano 2013, e non vi è più possibile aderire, contrariamente a quanto esposto nel testo che riprende le news dell’epoca.

Scopriamo inoltre che a fine 2013 era già pervenuta una congrua replica dell’ENEL, che riportiamo per correttezza

Riceviamo epubblichiamo replica dell’Enel all’artiocolo pubblicato nei giorni scorsi dal titolo “Contatori Enel: dicono la verità? Ai nastri di partenza una class action”, a firma “Enel – Relazioni con i Media”.

L’affermazione  “contatori elettronici che, del valore di pochi euro, sono stati progettati da una ditta americana…” è totalmente errata. I contatori elettronici teleletti e telegestititi, un primato mondiale Enel, sono un’eccellenza tutta italiana a partire dalla progettazione.

Non corrisponde al vero, poi, che i contatori non siano mai stati “omologati scrupolosamente…” e “…spesso marchiati con un “CE” identico nella grafica al marchio “China Export” che solleva più di un dubbio sulla loro conformità alla legislazione europea”.

Infatti, anche i contatori elettronici prodotti ed installati prima dell’entrata in vigore del DLgs n. 22 del 2 febbraio 2007, che recepisce la Direttiva Europea MID, sono stati realizzati conformemente alle norme tecniche in vigore nel periodo e certificati dall’ente di certificazione accreditato, Istituto Marchio Qualità (IMQ), il tutto secondo le normative tecniche italiane, europee ed internazionali vigenti, al fine di garantire la conformità e la qualità di TUTTI i contatori prodotti ed installati.

Non essendovi differenziazioni tecnologiche tra i contatori ante MID e post MID, le garanzie aggiuntive fornite dalla certificazione MID sono da considerarsi operanti appieno anche sui contatori Enel realizzati prima dell’entrata in vigore di tale direttiva.

Il marchio CE non sta quindi per “China Export”, ma indica invece la conformità con le norme comunitarie di tutti i contatori Enel, sia quelli prodotti ante MID, sia quelli prodotti successivamente e recanti anche il marchio M.

Va poi ricordato che il contatore elettronico Enel è progettato e certificato per la classe di errore B (corrispondente a +/- 1%) migliore di quella dei contatori elettromeccanici e di quella che la Direttiva Europea MID, e il relativo dlgs di recepimento citato prima, stabilisce per i contatori destinati alla clientela diffusa, ovvero la classe A. Tale classe, peraltro utilizzata in diversi paesi europei, è equivalente alla classe di errore +/- 2%, come nel caso dei vecchi contatori elettromeccanici.

Un ulteriore elemento questo, a riprova dell’attendibilità delle misure rilevate dal contatore, che non esclude ovviamente la possibilità da parte del cliente di verificarne il corretto funzionamento. Riguardo quest’ultimo punto, Enel si attiene scrupolosamente a quanto disciplinato dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas a tutela soprattutto del cliente, che può effettuare controlli in proprio e/o con l’ausilio di esperti, poiché il contatore Enel è accessibile ai clienti finali, una pratica che in molti paesi europei non è consentita.

Al momento abbiamo dunque una congrua risposta agli interrogativi sollevati e, come si fece notare all’epoca, una situazione del tutto verificabile: chi avesse dei dubbi ha tutti gli strumenti necessari per verificare da solo la congruità dei propri consumi.

Nel 2015 inoltre il portale Qualenergia decise di mettere a confronto le tesi dell’originaria Class Action del 2013 con le affermazioni di Enel al riguardo, ottendendo il seguente, lapalissiano quadro. Secondo Codici infatti:

«Tutto comincia – dice Gabriele – quando abbiamo iniziato a ricevere segnalazioni su possibili disfunzioni dei contatori elettronici Enel e sulla difficoltà di farli controllare e, eventualmente, sostituire e ottenere rimborsi. Approfondendo, abbiamo scoperto che i contatori elettrici, a differenza di tutti gli altri strumenti di misura, come bilance o erogatori di liquidi, non vengono verificati e piombati prima dell’uso dall’ufficio metrico delle Camere di Commercio, né controllati periodicamente».

In altre parole, mentre anche l’ultima stadera per pesare le patate è controllata inizialmente e periodicamente dallo Stato, per essere sicuri che segni il giusto, nel caso dei contatori, che misurano una merce che costa in media oltre 500 € l’anno alle famiglie italiane, non c’è nessuna verifica di questo tipo. Dunque, ci si può solo fidare dell’onestà del venditore di elettricità.

«I contatori elettrici non sono stati inclusi, per ovvi motivi, nella legge del 1890 che regola i controlli sugli apparecchi di misura – continua Gabrielli – e, incredibilmente, abbiamo dovuto aspettare la direttiva europea del 2004, la Metrological Instruments Directive (MID), affinché ci si ricordasse che anche loro sono apparecchi di misura».

L’Italia ha recepito questo regolamento solo a fine 2007, ma non ha ancora predisposto controlli periodici sui contatori. In compenso da quella data i contatori Enel sono stati adeguati alle norme MID e li si distingue dall’etichetta che, accanto al simbolo CE della conformità europea, hanno anche la M di MID e la data di fabbricazione.

«Nei modelli preMID – dice il rappresentante di Codici – fabbricati in gran parte in Cina, il simbolo CE ha spesso una grafica errata (le lettere devono essere archi di cerchio, ndr), e, secondo noi, in quei casi CE indica ‘China Export’. Enel dice che, anche se non controllati allo Stato, i suoi contatori sono precisi e stabili, ma l’esperienza di molte persone li smentisce: ci sono sia casi di impossibilità o errori nella lettura telematica, che obbligano a inviare la lettura reale per avere conguagli, sia errori di misura. Ma i controlli ufficiali sui contatori li può fare solo l’Enel, visto che quelli fatti privatamente, oltre a doverseli pagare il cliente, non sono riconosciuti. Bisogna insomma ‘fidarsi dell’oste’, mancando del tutto un soggetto terzo, super partes, che controlli e dirima le controversie. Per queste ragioni abbiamo fatto esposti alle procure sulla liceità dell’uso di strumenti di misura non adeguati alle norme europee e sul fatto che chi li controlla in regime di monopolio, sia anche chi guadagna da quanto misurano e faccia pure da esattore per lo Stato delle tasse incassate con le bollette”. Codici invita così chiunque si ritenga danneggiato da letture errate, ad aderire alla class action che finora ha già raccolto 130 firme.

E secondo Enel:

Come risponde Enel a queste contestazioni? «Non c’è nessuno strumento non a norma», dicono Bottone e Severa. «Quelli prima del recepimento italiano del MID, seguivano le norme vigenti fino a quel momento previste dal Comitato Elettrotecnico Italiano; quelli installati dopo il 18 maggio 2007, hanno sì la M e la data in etichetta, come previsto dal MID, ma sono sempre gli stessi apparecchi, perché rispettano specifiche tecniche che non sono cambiate con la nuova normativa europea. Per quanto riguarda la scritta CE, nei modelli pre2007 ci sono effettivamente errori nella scelta dei caratteri, ma CE vuol dire sempre Conformità Europea. La storia del China Export è una bufala», spiegano i due Enel.

Contestano anche che non sia affatto vero che i contatori sono ormai tutti cinesi e inaffidabili. «Circa il 30% dei contatori viene costruito in Italia – dicono Bottone e Severa – poco più del 30% in Europa e il resto in altri paesi. Anche in questi ultimi non è che li facciamo fare a un artigiano in un sottoscala. Il progetto italiano dei contatori è stato realizzato tenendo conto di tutte le specifiche tecniche richieste per questi strumenti di misura ed è stato validato prima dall’Istituto Italiano del Marchio di Qualità e, dopo il 2007, dalla Nederlands Meetinstituut, una società olandese indipendente di certificazione, che compie anche controlli indipendenti nelle fabbriche dei contatori per verificare che rispettino il progetto».

Ci spiegano poi che la fornitura viene assegnata tramite gare europee, con richieste ai partecipanti di standard di qualità molto alti e che prevedono controlli prima ancora della gara, per verificare l’affidabilità di chi ha fatto domanda. Una volta assegnate le commesse, poi, ci sono ulteriori verifiche periodiche nelle fabbriche e sui prodotti finali, da parte di incaricati Enel. «Il risultato – dicono i rappresentanti di Enel -è che i nostri contatori hanno un errore di misura dell’1%, la metà di quanto richiesto dalla stessa MID».

I contatori però possono funzionare male anche dopo l’installazione, e nessuno controlla se, nel tempo, la loro misura resti esatta o meno. «È vero. Finora la legge non prevedeva nessuna verifica periodica dei contatori elettrici in bassa tensione. Nel frattempo, però, come Enel, effettuiamo già circa 150mila controlli ogni anno sui contatori, soprattutto quelli in media tensione, per cui l’obbligo di controllo periodico già sussiste. I casi in cui si rilevano irregolarità sono pochissimi. Del resto i nostri contatori sono stati progettati proprio per dare letture sicure per almeno 20 anni».

E se nonostante tutte queste rassicurazioni, un cittadino ritenesse che il suo contatore non funziona bene, cosa può fare? Enel risponde: «Può sicuramente farlo controllare. Se chiama noi e si rilevano irregolarità, il controllo è gratuito e, se è il cliente ad essere stato danneggiato, riceverà una compensazione pari a quanto letto in più dal contatore negli ultimi 5 anni. Se però non si rilevano irregolarità, allora il cliente dovrà pagare il controllo (circa 50 €, ndr). In alternativa, a differenza di quanto è previsto in altri paesi europei, il cliente può far controllare il contatore da un proprio tecnico, anche se poi, per confermare la sua valutazione, servirà comunque un’ulteriore verifica dei nostri operatori».

Siamo di fronte ad un eterno Giorno della Marmotta, dove le stesse contestazioni ormai superate riappaiono ancora ed ancora.

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