BUFALA Sale iodato? È un veleno legalizzato – Bufale.net

di Redazione-Team |

BUFALA Sale iodato? È un veleno legalizzato – Bufale.net Bufale.net

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Ci segnalano un articolo pubblicato il 7 agosto 2015 dal sito Jedasupport, sito ben conosciuto da Bufale.net, dal titolo “Sale iodato?E’ un veleno legalizzato.Ecco gli effetti collaterali che ci nascondono per farcelo acquistare” (con oltre 5500 condivisioni). L’articolo è a sua volta tratto da un altro sito, “Saltoquantico” di Daniele Penna. Avevamo già trattato il tema del sale come presunto “veleno bianco“.
Ecco alcune parti del testo pubblicato:

Lo Iodio Il sale marino integrale non raffinato possiede, oltre agli elementi propri di questo condimento, fino a 70 minerali che sono essenziali per la salute del nostro organismo, quali : calcio, zolfo, magnesio, potassio, ferro e oligoelementi (stronzio, iodio, fluoro, manganese, argento, boro…)
Il sale che conosciamo maggiormente e che si usa più comunemente in cucina, presente in gran numero nei supermercati, viene sottoposto ad un processo di raffinazione; cioè sono state eliminate tutte le sostanze benefiche presenti, compreso lo iodio, ed è stato addizionato con sostanze sbiancanti, sostanze essiccanti come carbonati, silicati, ferro cianuro di potassio.
Alla fine del processo, il sale diviene bianco e il cloro e il sodio contenuti al suo interno si aggirano intorno al 99 per cento!
La concentrazione dello iodio chimico che viene aggiunto in Italia va da 25 µg. a 45 µg. per grammo di sale, ma nell’etichetta non ne viene specificata né la quantità né la provenienza.
Il Ministero della Salute, da alcuni anni, suggerisce l’uso di sale iodato, proprio il tipo di sale che oltre a essere stato raffinato con il processo suddetto e privato dello iodio naturale, è addizionato con iodio chimico proveniente da aziende che lo riciclano dai rifiuti speciali come inchiostri, mezzi di contrasto per radiografie e altre sostanze.

Partiamo col seguente presupposto: il cloruro di sodio, componente del sale da cucina, nel processo di estrazione forma dei cristalli trasparenti. Difatti il cloruro di sodio per sua natura non ha una colorazione precisa, ma ha una semitrasparenza. Semitrasparenza perché i cristalli, per quanto compattati, possono presentare delle irregolarità che provocano la riflessione e la rifrazione della luce del sole. Pertanto, non è concepibile l’assunzione che vengano usati degli additivi “sbiancanti”.
Il sale viene ottenuto esclusivamente attraverso processi puramente fisici. Il sale estratto dall’acqua di mare viene raccolto in prime vasche, dette di evaporazione, dove, per irraggiamento solare, viene fatta evaporare una prima frazione dell’acqua nel quale è solubilizzato, anzi, dissociato. In acqua, il sodio e il cloro sono liberi nelle loro forme ioniche Na+ e Cl-, ma in assenza di acqua formano un legame ionico, un legame di interazione debole, formando la struttura a cristalli; a meno che la loro concentrazione non sia eccessiva, di cristalli non se ne formano: un esempio è il Mar Morto, dove la loro concentrazione è tale da formare cristalli di sale in acqua.
Nelle vasche di evaporazione, l’acqua rimasta è legata agli ioni Sodio e Cloro in un “guscio di idratazione” e pertanto quella quantità di acqua non riesce ad evaporare e rimane la salamoia. Questa viene trasferita in altre vasche, dette di cristallizzazione, dove i sali precipitano sul fondo e vengono poi raccolti da appositi macchinari. Questi cristalli passano ora al processo di raffinazione che, contrariamente a quanto si pensa, non prevede l’uso di sostanze chimiche, ma sfrutta il principio fisico del passaggio per gradiente di concentrazione.
Per spiegarvelo al meglio dobbiamo ricorrere a questo esempio: immaginatevi una discoteca a cui, nel pomeriggio, è stato posto un divisorio in mezzo alla pista, dividendo l’intero edificio; questo divisorio è provvisto di porte che permettono il passaggio dall’altra parte, ma al momento sono chiuse. Quando è il momento di entrare nella discoteca, la pista si riempirà prima nella parte che dà all’ingresso del locale, ma non passerà nessuno dall’altra parte e le persone inizieranno ad accalcarsi solo nella parte attualmente accessibile. Ci troviamo ora in una situazione in cui tutte le persone sono concentrate su una parte della discoteca e la gente potrebbe sentirsi un pò stretta. A questo punto vengono aperte le porte del divisore e le persone inizieranno a spostarsi autonomamente dall’altra parte, per avere più spazio. Bene, questo comportamento lo hanno anche gli atomi e le molecole in un mezzo acquoso e con un sistema simile al divisorio appena descritto viene raffinato il cloruro di sodio, separandolo dagli altri sali. Il sale viene disciolto nuovamente in acqua, la più pura possibile, e viene fatta passare in un sistema detto Scambio in controcorrente, dove due flussi di acqua scorrono in direzioni opposte (una ha l’acqua con il sale nuovamente disciolto, l’altra ha acqua pura o a minore concentrazione di soluti) e i due flussi sono separati da una membrana semipermeabile che permette il passaggio solo di determinate sostanze, in questo caso i sali che vogliamo togliere. Con questo sistema viene ottenuto il sale puro al 99.5%.
Esistono poi impianti di evaporazione indotta, dove l’energia per l’evaporazione non deriva dall’irraggiamento solare, ma viene utilizzato anche il vapore acqueo o l’energia elettrica. Vista la mole d’acqua da far evaporare, questo processo viene eseguito con le salamoie. In questo processo vengono adoperati sistemi anche chimici, oltre che fisici, per la rimozione degli ioni e di eventuali sali indesiderati: la demineralizzazione per processo calcio-sodico, a scambio ionico e cromatografia. Il primo vede l’impiego di calce viva (CaO) e calce spenta (Ca(OH)2), ma visto i costi d’impiego è preferibile usare il secondo; in questo, infatti, si utilizzano delle speciali resine che rilasciano, in una prima fase, ioni H+ per liberare l’elemento (Calcio o Magnesio) dal suo sale e poi in una seconda fase vengono rilasciati ioni OH- per abbattere la frazione acida che è venuta a formarsi. Il terzo viene usato per lo più per i sughi zuccherini. Quindi con l’acqua c’entra quasi poco.
Abbiamo parlato di eliminazione di sali indesiderati. Ma questo perché? Per capirlo dobbiamo ulteriormente spiegare che cos’è, per la chimica, un sale: un composto costituito da ioni legati insieme tramite legame ionico a formare una struttura priva di carica elettrica. Pertanto, in questa categoria, rientrano non solo i Cloruri (NaCl, CaCl2, MgCl2…), ma anche Carbonati (CaCO3, MgCO3 e questi costituiscono il famoso calcare che si sente spesso parlare negli spot delle lavatrici o delle lavastoviglie) che in genere non si formano normalmente in acqua, a meno che non siano esposti ad alte temperature (ed ecco perché si forma negli elettrodomestici e anche nell’impianto di riscaldamento dell’acqua domestica in generale), che di solito si hanno nei processi appena descritti. Questi sali, poi, sono insolubili in acqua e difficilmente dissociabili, e potrebbero presentare effetti collaterali sgradevoli al nostro organismo alle concentrazioni sbagliate (il carbonato di calcio, in dosi superiori al necessario, può causare vomito, nausea e altri spiacevoli inconvenienti).
Passiamo ora allo Iodio: già di per sé è poco solubile in acqua, non viene volutamente tolto durante il processo, ma è un effetto collaterale che avviene durante il processo stesso di evaporazione (già rientra negli oligoelementi per la sua scarsa presenza in acqua). In genere in mare si trova, in quantità minime, sotto forma di KI, Ioduro di Potassio, che però ha il grande svantaggio di reagire con l’ossigeno presente nell’aria, formando l’ingiallimento del prodotto poiché va a riformarsi la molecola di Iodio (I2). A tal proposito viene spesso sostituito, o aggiunto ad esso, il sale Iodato di Potassio (KIO3). Questi due composti si presentano, allo stato solido, come cristalli “bianchi” e sono questi a dare le sfumature di bianco al sale usato da cucina.
Lo Iodio viene prevalentemente estratto dalle ceneri delle alghe marine (del genere Fucus e Laminaria) oppure, come accade in Italia, dalle acque salsoiodiche, nel nostro caso provenienti da Salsomaggiore e di Monticelli, da cui si ricavano gli Ioduri alcalini da cui, attraverso processi, si ottiene il KIO3. Dunque non viene ricavato dal riciclo di cartucce per stampanti o dei contrasti delle radiografie.
Arriviamo al punto in cui si dice che vengano usate delle sostanze essiccanti: tra questi cita, con generalità, carbonati e silicati, ma specifica la presenza di ferrocianuro di potassio. Ora, per la produzione di sale non igroscopico vengono usati effettivamente, talvolta, o ferrocianuro di potassio o carbonato di magnesio. Il secondo l’avevamo citato prima tra i sali che si tende ad eliminare con il processo di Scambio in controcorrente, ma talvolta può venire reinserito nella soluzione per creare sale non igroscopico, poiché il carbonato di magnesio viene usato come antiagglomerante, una sostanza che impedisce la formazione di grumi nella soluzione. Stesso dicasi del ferrocianuro di potassio, su cui dobbiamo spendere due paroline in più: non va assolutamente confuso con il suo (quasi) omonimo cianuro di potassio, un potente veleno. In acqua, il ferrocianuro di potassio (formula: K4[Fe(CN)6]) dissocia in acqua, ma il cianuro (CN) continua a legare al ferro e così legato non ha proprietà tossiche, inoltre vengono entrambi usati in concentrazioni nell’ordine dei ppb (parts per billion, parti per miliardi; per comprendere meglio le grandezze in gioco, immaginiamo di avere una tonnellata di acqua pura e di solubilizzarvi 1 milligrammo di ferro, avremmo così una soluzione 1 ppb di ferro).
In conclusione, possiamo dire che l’essere umano non corre particolari rischi. Una persona può ricorrere all’uso di sale integrale o di sale iodato a scelta (meglio sentire il parere del medico), ma bisogna tenere conto che in Italia il 12% della popolazione soffre ancora di Gozzo per via della mancanza di Iodio e perciò pare lecito l’obbligo di produzione e distribuzione nelle mense e in altri settori di sale iodato.
Esistono tuttavia delle particolari condizioni fisiche per cui è preferibile sostituire l’uso del sale da cucina classico con sali simili come il sale Iposodico per chi ha problemi cardiocircolatori associabili come all’ipertensione che causa l’insonnia.
Ricordiamo ai nostri lettori il solito e importante consiglio: non praticate il “fai da te” in merito alla vostra salute, affidatevi al vostro medico di fiducia e, se necessario, a più medici nel caso voleste maggiori sicurezze a riguardo. La nostra salute è importante e non va lasciata in mano a siti internet che diffondono inutili allarmismi, bufale e disinformazioni.

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