BUFALA Nuovo pericolo dall’Africa: insetto mortale tra le piante! – bufale.net

di Shadow Ranger |

Ci segnalano una nuova bufala targata La Nozione, ovvero una bufala riciclata al 100% da passate versioni

È di nuovo allarme in Italia per l’arrivo di un nuovo insetto dall’Africa! Grazie agli scambi commerciali con Libia, Egitto, e Marocco, e l’importazione anche di piante, questo insetto è riuscito ad arrivare nel Mediterraneo.
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Ricoperto di una folta peluria !bionda”, l’Eubetia Bigulae è un insetto parassita delle piante, come ad esempio le palme, alle quali attacca per succhiarne la linfa. Molto riservato, passa la sua intera vita dentro i tronchi, dove vive e si riproduce, deponendo le sue uova in profondità, sotto la corteccia.
Questo parassita “asciuga” letteralmente le piante ospitanti, per poi passare a quelle vicine, e così via.

Se vedete questo insetto, che raggiunge le dimensioni di massimo 2cm, scappate immediatamente! Infatti quelli che sembrano peli nascondono, in realtà, dei velenosissimi aculei, che gli Eubetia Bigulae utilizzano per difendersi dai predatori come gli uccelli. Questo veleno è altamente LETALE per l’uomo. Dotato di una potente neurotossina, attacca il sistema nervoso, rendendo il respiro affannoso, e riempiendo il corpo di crampi muscolari. Inoltre la neurotossina, paragonabile a quella del ragno delle banane, la seconda specie più letale del mondo di ragni, crea una necrosi dei tessuti interessati dalla puntura, decomponendo la carne.
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Il sottosegretario alla sanità ha subito lanciato l’allarme, assicurando che le piante sono state tutte controllate, e che non c’è nessun pericolo per l’incolumità dei cittadini, sebbene in Sicilia, nell’entroterra siano già stati riscontrati i primi due casi di puntura.

Non è stato sviluppato alcun vaccino contro il veleno di questo insetto, e quindi si può solo arginare i sintomi del veleno. FATE MOLTA ATTENZIONE SE NE VEDETE UNO NON VI AVVICINATE!

Il trucco è trasparente: siamo parlando di una vecchia bufala che circolava già da agosto arricchita da qualche parola chiave tra le più cliccate organizzate in una frase.

Se nella vecchia versione un Megalopyge opercularis, un bruco ironicamente messicano (dato il suo aspetto simile ad una “capigliatura di Donald Trump”) che nella sua forma larvale è ricoperto di ispide setole urticanti di cui si serve per difendersi dall’ingestione, e che se toccate causano irritazioni cutanee e malesseri, veniva trasfigurato in un letale animaletto del Chad in grado di sputare veleno ed acido come un Alien, la nuova versione fa del suo meglio per viralizzare il testo.

Nel testo infatti il viralizzatore riesce ad inserire l’Africa, le palme, i parassiti delle piante (come la Xylella), le neurotossine (immortalate dalla morte del fratellastro del leader Coreano Kim Jong Un), la Sicilia e gli accordi Italia-Libia.

Molti di voi avranno cercato informazioni sulla complessa politica Coreana, sicuramente avrete fatto almeno una ricerca sulle parole Libia, Sicilia ed Africa, e le notizie sulla Xylella in Puglia e sulle palme a Milano avranno acceso i vostri istinti da botanico in erba: ecco che l’immaginaria Eubetia viene riportata sulle scene come un presunto pericolo dell’immigrazione, un parassita che uccide le piante, è ghiotto di palme e sputa acidi che divorano le carni degli sventurati esseri umani.

 

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