BUFALA Il nonno della Boschi, Licio Gelli, la Banca Etruria e la P2 – Bufale.net

di David Tyto Puente |

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In data 27 gennaio 2016 il blog dello storico Aldo Giannuli, uno dei punti di riferimento per il Blog di Beppe Grillo, pubblica un articolo dal titolo “Il nonno della Boschi, Licio Gelli, la Banca Etruria e la P2“. Ne riportiamo una parte:

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Recentemente, mi è capitato per caso di rimettere mani negli atti della Commissione Parlamentare di inchiesta sulla P2 e, mentre cercavo altro, mi è capitato di leggere (Doc.XXIII n 2-ter/13  Vol XIII pp. 234 e segg) il verbale stenografico della seduta del 22 novembre 1983 dedicata all’audizione del generale Siro Rossetti del Sid e membro della Loggia P2 (in questo verbale indicato sempre come Rosseti, ma in altre parti della documentazione come Rossetti che ci sembra la versione più corretta).
Ad un certo punto della seduta si sviluppa un contraddittorio fra il Presidente, che, contesta a Rossetti una data di affiliazione risalente al giugno 1970 e lo stesso generale che, in un memoriale, sosteneva di aver conosciuto Gelli solo nel 1971 (la questione dei pochi mesi di distanza ha senso ove si tenga presente che il golpe Borghese avvenne nel dicembre 1970).
Il Presidente, Tina Anselmi, dice:
<< PRESIDENTE. Nello stesso memoriale, lei riferisce che conobbe Gelli agli inizi del 1971, presentatole da Francesco Boschi; da dati in possesso di questa Commissione, risulta che Gelli era certamente già attivo nella P2 alla data del 28 novembre 1966 e che lei vi era entrato alla data dell’8 giugno 1970. >>
ROSSETTI. << Adesso, se 1970 o 1971, mi può sfuggire; certo, io ho conosciuto Gelli soltanto quando sono entrato nella P2, dopo questo contatto, su invito di Salvini, al quale ere stato presentato da Francesco Boschi. Può darsi che sia stato nel 1970.>>
Dunque, Francesco Boschi che, salvo un improbabile omonimia, dovrebbe essere il nonno dell’attuale ministro, era persona molto introdotta ai massimi vertici della massoneria, al punto di frequentarne i due massimi esponenti: il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani ed il Maestro Venerabile della più importante loggia. Questo ovviamente non è in sé un reato, ma la circostanza diventa curiosa dove si consideri che, nel suo discorso autodifensivo davanti alla Camera, il ministro Maria Elena Boschi ha sostenuto di appartenere ad una famiglia di origini contadine di cui Ella sarebbe la prima ad aver conseguito una laurea.

In seguito parlerà anche della Banca Etruria:

C’è poi un altro punto di contatto fra Gelli, la P2 e la famiglia Boschi: la Banca dell’Etruria. Leggendo l’elenco della P2 troviamo due membri del consiglio di amministrazione dell’Etruria (Mario Lebole e Renato Pellizzer) ed il suo direttore generale Giovanni Cresti. Una curiosità: nell’asset della Banca fa bella figura di sé anche la collezione privata (oltre 10.000 pezzi fra monete, libri antichi, mobili di pregio, tele ecc.) lasciata in donazione da un importante antiquario aretino, Ivan Bruschi, anche lui iscritto alla P2. Non solo: è proprio presso la banca Etruria che la P2 aprirà il suo conto “primavera” sul quale affluivano le quote associative, per cui occorreva essere ben sicuri che non ci fossero fughe di notizie che avrebbero svelato i nomi degli iscritti.

A distanza di qualche giorno, il 29 gennaio 2016 il Blog di Beppe Grillo pubblica la “scoperta” di Giannuli con il post dal titolo “Chi è Francesco Boschi?“. Il clickbait su Facebook è immediato.
Ecco il primo post Facebook, nella pagina di Beppe Grillo, delle ore 12:04:

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ULTIM’ORA – SCANDALO MINISTRO BOSCHI. VANNO A CASA SUA, MA NON TROVANO LA…

Ultim’ora? L’articolo di Giannuli non era di qualche giorno prima? Vanno a casa della Boschi? Non trovano che cosa? Clickbait: l’articolo condiviso è quello dal titolo “Chi è Francesco Boschi?“, che non ha nulla a che vedere con una “visita a casa sua” dove “non trovano” qualcosa.
Successivamente, alle 13:01, pubblica un secondo post:
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Il link punta ancora all’articolo del Blog “Chi è Francesco Boschi?“.
Insomma, dal solo aver letto il cognome “Boschi” e “Etruria” ecco il collegamento: il massone è il nonno del Ministro Boschi. Storie di collegamenti tra cognomi e “coincidenze” che ricordano quella di Enrico Sassoon, ex socio della Casaleggio Associati, accusato ingiustamente dai soliti noti delle teorie del complotto (come il sito LoSai.eu) di essere imparentato con i Rothschild per il fatto di avere un cognome identico a quello di un’altra famiglia (di questa storia ne avevamo parlato in un precedente articolo). In merito a questa diffamazione della Rete, Sassoon in un’intervista pubblicata il 28 marzo 2013 da Il Fatto Quotidiano dichiarò che ne Grillo ne Casaleggio lo difesero:

Ho lasciato la Casaleggio Associati perché c’erano fazioni in rete, esterne e interne al Movimento, che mi diffamavano. Né Grillo né Casaleggio mi hanno difeso. Sono stato costretto a lasciare pur non avendo mai scelto di fare politica con il M5S. Non mi ha colpito la rete, ma persone che hanno trovato la mia figura professionale poca consona al Movimento.

Giannuli, storico, non verifica alcunché e diffonde un articolo che ha ben poco di interrogativo, quanto basta per scatenare la Rete, grazie all’intervento di Beppe Grillo e hashtag #Boschirispondi:
tweet-m5s-europa
A verificare è stato Il Fatto Quotidiano che è andato a rintracciare la figlia di tal Francesco Boschi, smentendo il legame familiare tra le due famiglie:

Mio padre Francesco non ha alcuna parentela con Pier Luigi e Maria Elena Boschi”. Il Fatto Quotidiano ha verificato la traccia indicata dallo storico Aldo Giannuli, secondo il quale Francesco Boschi, partigiano e massone, nonché l’uomo che creò il contatto tra importanti politici e Licio Gelli per il loro ingresso nella P2, potrebbe essere il nonno della ministra. Siamo stati a Giovi, dove Francesco Boschi nacque il 29 novembre 1908, abbiamo cercato la sua antica cartiera, poi rintracciato dei lontani parenti, fino a risalire al nome di sua figlia, Maria Cristina, che oggi vive a Firenze.
Ieri siamo riusciti a rintracciare la signora Maria Cristina per telefono. E ci ha spiegato: “Sì, il mio papà fu partigiano e anche massone, ma non abbiamo alcun legame di parentela con la famiglia del ministro Boschi. Mio padre non mi ha mai detto di aver conosciuto Licio Gelli, però, e sono convinta che non lo abbia mai conosciuto”.
[…]
“Di certo – risponde la signora Maria Cristina – mio padre conosceva molto bene il signor Salvini, che se non ricordo male era un medico, specializzato in medicina nucleare, e frequentò anche il generale Rossetti. Ma se avesse frequentato anche Gelli, lo ricorderei, sebbene mio padre fosse ovviamente molto riservato, sia quando parlava in famiglia dei suoi trascorsi da partigiano, per i quali fu incarcerato due volte, sia dei suoi rapporti con la massoneria. E non mi risulta che abbia avuto contatti con la P2”. È certo che Francesco Boschi non risulta iscritto alla P2. Ed è altrettanto certo, considerate le affermazioni della signora Maria Cristina, che tra il signor Francesco Boschi, morto il 6 gennaio 1974, e la famiglia di Maria Elena Boschi, non v’è alcun legame di parentela.

Il 29 gennaio 2016 lo stato di famiglia della Boschi viene consegnato ai giornalisti del Fatto Quotidiano che, di conseguenza, aggiornano il loro articolo del 28 gennaio:

AGGIORNAMENTO
Ieri alle 11 del mattino il certificato viene consegnato. Non è più segretato. Lo stato di famiglia di Pier Luigi Boschi, padre del ministro Maria Elena, torna a essere un documento come gli altri, può essere rilasciato al pari di qualsiasi cittadino italiano, come impone la legge. Due giorni fa, al comune di Laterina, in provincia di Arezzo, gli impiegati avevano avanzato strane ragioni: “Dobbiamo attendere – diceva l’ufficiale dell’anagrafe – c’è un atto interno che mi blocca, un provvedimento nostro (del Comune, ndr) sul rilascio della certificazione del ministro, le faremo sapere se possiamo rilasciarlo, se mi dicono che non posso darglielo, le sarà spiegato ufficialmente il perché”. Ieri mattina tutto torna nella norma. Strano. Dal sindaco non arriva alcuna smentita sul nostro articolo e sulla segretazione che vi abbiamo raccontato. Il segretario comunale invece nega l’esistenza di alcun “provvedimento”. E così tutto ricade sull’ufficiale dell’anagrafe.
da Il Fatto Quotidiano del 28 gennaio 2016, aggiornato il 29 gennaio 

Sbugiardato Giannuli, nell’articolo del Blog di Beppe Grillo compare un piccolo “ps” finale linkando l’articolo del Fatto:
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Successivamente Giannuli scrive un altro articolo sul suo Blog dal titolo “Francesco Boschi non era il nonno di Elena, però alcune cose meritano una riflessione“, dove cerca di difendersi così:

Il Boschi di cui parlava il generale Siro Rossetti, nella sua audizione davanti alla Commissione Anselmi, è il padre dell’ex vice Presidente della Banca Popolare dell’Etruria –e quindi nonno del ministro- o è un omonimo? No, ad un approfondimento successivo è emerso che si tratta di un omonimo.
Io non ho mai detto con certezza che lo sia e, infatti, il titolo aveva un vistoso punto interrogativo e nel pezzo si accennava alla possibile omonimia che, però ritenevo “improbabile” sulla base dei seguenti elementi:

Altra bufala: nel titolo del precedente pezzo non c’era alcun punto interrogativo:
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