Arrestato Andrea Carletti, sindaco PD di Bibbiano: “Affari con i bimbi tolti ai genitori”

di Luca Mastinu |

Sulla pagina Facebook di Cinzia Leone è comparso un post sul caso del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, che nelle ultime ore è al centro delle cronache per il caso “Angeli e Demoni”.

16 misure cautelari

Come riporta Next Quotidiano, 18 persone sono state raggiunte da misure cautelari dai carabinieri di Reggio Emilia. Tra di essi figurano politici, liberi professionisti, medici, assistenti sociali, psicologi e psicoterapeuti di una Onlus di Torino.

L’inchiesta era concentrata principalmente sulla rete di servizi sociali della Val D’Enza. Tale rete avrebbe redatto false relazioni con lo scopo di allontanare bambini dai propri genitori e affidarli, dunque, ad amici e conoscenti con retribuzione.

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Durante l’inchiesta condotta da Valentina Salvi, sostituto procuratore di Reggio Emilia, sono stati individuati 27 indagati con l’accusa di frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso.

Abbiamo, dunque, 16 misure cautelari e 27 indagati.

Le misure cautelari

Per il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti sono stati disposti gli arresti domiciliari insieme ad altri 6 indagati, tra cui una responsabile del Servizio Sociale Integrato di una Unione dei Comuni, una coordinatrice, un’assistente sociale e due psicoterapeuti di una Onlus.

Altre otto misure cautelari sono di misura interdittiva, dunque rappresentano il divieto di esercitare attività professionali. Tali misure hanno raggiunto dirigenti comunali, operatori socio-sanitari ed educatori.

Infine, una coppia affidataria ha ricevuto il divieto di avvicinamento a un minore per maltrattamenti.

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I primi sospetti e le prime indagini

Nel 2018 l’Autorità Giudiziaria si ritrovò con un numero importante di denunce per abusi sessuali a danni di minori, denunce che arrivavano da parte dei servizi sociali (quelli coinvolti nell’inchiesta), ma che si rivelavano infondate una volta partite le indagini.

In quel momento partirono altre indagini che scoperchiavano falsi documentali che vedevano protagonisti, appunto, alcuni servizi sociali in complicità con alcuni psicologi. Secondo gli inquirenti venivano formulate diagnosi mirate per parlare di patologie post-traumatiche necessarie alla Onlus di Torino per la presa in carico dei casi.

La “macchinetta dei ricordi”

C’è da dire, in primo luogo, in che modo si strutturava l’illecito giro d’affari. Lo spiega Reggio Online:

Un giro d’affari illecito da diverse centinaia di migliaia di euro di cui beneficiavano alcuni degli indagati, mentre altri si avvantaggiavano a vario titolo dell’indotto derivante dalla gestione dei minori attraverso i finanziamenti regionali grazie ai quali venivano, inoltre, organizzati anche numerosi corsi di formazione e convegni ad appannaggio della predetta Onlus, in elusione del codice degli appalti e delle disposizioni dell’autorità nazionale anticorruzione.

Addirittura, 24emilia riporta che tale sistema aveva portato all’apertura di un Centro Specialistico Regionale nel quale veniva garantita assistenza legale ai minori tramite la nomina di un avvocato nominato dai Servizi Sociali, un avvocato che oggi risulta indagato per concorso in abuso d’ufficio.

In tutto questo sistema di false diagnosi e assistenze terapeutiche d’interesse entra in gioco la “macchinetta dei ricordi”, chiamata così per non intimidire le piccole vittime ma che, in realtà, era una stimolazione elettrica perpetrata tramite elettrodi, un’azione dimostrata dalle intercettazioni che, oltre a tale pratica, hanno rilevato un meccanismo di lavaggio del cervello mirato a convincere i minori. I disegni dei piccoli venivano alterati con riferimenti sessuali e spesso i terapeuti indossavano i panni dei cattivi delle fiabe per rappresentare i loro genitori intenti a fare loro del male.

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Il ruolo del sindaco Andrea Carletti

La giunta di Bibbiano ha espresso solidarietà al primo cittadino, ma il gip di Reggio Emilia e gli investigatori hanno affermato: «[Carletti era] pienamente consapevole della totale illiceità del sistema descritto e della assenza di qualunque forma di procedura ad evidenza pubblica volta all’affidamento del servizio pubblico di psicoterapia a soggetti privati», e ancora: «Disponeva lo stabile insediamento di tre terapeuti [della Onlus coinvolta] al fine dello svolgimento, a titolo oneroso ed in assenza di qualunque titolo, della attività di psicoterapia con minori in carico ai Servizi Sociali».

Come riportano tutte le fonti consultate, le indagini sono ancora in corso. Articolo in aggiornamento.

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Aggiornamento 1 luglio 2019

Il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, rieletto da poco, è in attesa di essere interrogato dalla magistratura e nel frattempo ha ricevuto la fiducia dal Partito Democratico provinciale, come ci informa la stampa locale. In queste ore, mentre si scrive, Andrea Carletti ricopre ancora la carica di sindaco di Bibbiano.

Il sostegno arriva, infatti, dal segretario provinciale del PD Andrea Costa, sindaco di Luzzara. Andrea Carletti non è interdetto dai pubblici uffici come riferisce il suo avvocato Giovanni Tarquini. In questo momento si trova agli arresti domiciliari e non gli è consentito alcun contatto con l’esterno al di fuori del suo legale.

La macchina amministrativa del Comune, intanto, è guidata dal vicesindaco, dagli assessori e dai membri del consiglio comunale, che non avrà convocazioni visto il periodo estivo. Andrea Costa, soprattutto, sottolinea che a carico del sindaco pendono accuse di tipo amministrativo. Come riferisce Il Post, il capo della Procura di Reggio Emilia Marco Mescolini ha spiegato la posizione di Andrea Carletti:

Risponde solo di abuso d’ufficio e falso. Gli viene contestato di aver violato le norme sull’affidamento dei locali dove si svolgevano le sedute terapeutiche, ma non è coinvolto nei crimini contro i minori.

Il sindaco di Bibbiano, che è dunque ancora in carica, verrà ascoltato dal giudice alle ore 10 di mercoledì 3 luglio al Tribunale di Reggio Emilia. Il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali GianMarco Gazzi ha dichiarato che se i sette assistenti indagati risulteranno colpevoli, l’Ordine si costituirà parte civile.

Nell’attesa dell’interrogatorio di Andrea Carletti fissato per mercoledì 3 luglio alle 10, l’articolo è in aggiornamento.

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Aggiornamento del 4 luglio 2019

Andrea Carletti, ai domiciliari per abuso d’ufficio e falso ideologico e assistito dall’avvocato Giovanni Tarquini, è stato ascoltato ieri 3 luglio alle 10 al Tribunale di Reggio Emilia dal gip Luca Ramponi e dal pm Valentina Salvi. Lo riporta Il Resto del Carlino, che scrive che l’avvocato Tarquini ha chiesto la revoca della misura cautelare, assicurando che il suo assistito abbia fatto chiarezza sulla sua posizione.

L’interrogatorio è durato più di due ore, nel corso delle quali Andrea Carletti si è autoaccusato di ingenuità. Nella stessa mattina è stato ascoltato Claudio Foti, psicoterapeuta dell’associazione Hansel e Gretel di Torino agli arresti domiciliari, mentre altri 5 indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Come riporta il Carlino, il gip si è riservato di decidere ma il suo parere è condizionato a quello della pm, che ha scelto di attendere un paio di giorni per decidere. L’articolo è in aggiornamento.

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