ALLARMISMO BUFALA Scatta l’allerta: profughi si lanciano sulle auto per farsi risarcire – bufale.net

di Redazione |

Lo scoop è una deliziosa sirena tentatrice: quando la hai, la desideri, quando non la hai te la vai a cercare a forza.

Ci segnalano quindi i nostri contatti il seguente articolo, pubblicato da due portali noti a questa pagina: TGQuotidiano e VoxNews

Alba Adriatica, Teramo. Giovani di colore si “lanciano” sulle auto di passaggio facendo finta di essere stati investiti e chiedendo soldi agli automobilisti.

Il tam tam ieri è ribalzato sui social e su WhatApp. Episodi che sarebbero accaduti al semaforo tra via Roma, ad Alba Adriatica. Sulla veridicità della segnalazione, che poi è rimbalzata per tutta la giornata, allo stato attuale non ci sono conferme da parte delle autorità, relativamente a denunce o segnalazioni. In ogni caso l’allarme è diventato virale.

La fonte di entrambi? Il portale Cityrumors.it che invece parla di notizia da confermare.

Vediamo la scaletta degli eventi:

Sulla veridicità della segnalazione, che poi è rimbalzata per tutta la giornata, allo stato attuale non ci sono conferme, relativamente a denunce o segnalazioni. In ogni caso l’allarme è diventato virale.

  • Nel pomeriggio la notizia arriva al solito VoxNews, il quale la ricopia togliendo dall’articolo originale la doverosa parentesi l’allarme (da confermare) e aggiunge come “testimonianza” un suo link peraltro facente capo ad un video del tutto disattivo
  • La notizia arriva quindi al portale TGQuotidiano nella formulazione privata della formula dubitativa, il quale, rendendosi conto del video del 2016 ormai inattivo, lo sostituisce in modo arguto e furbetto col video di una rissa nel Tennessee perché tanto, per gli indinniati speciali il Tennessee può essere ovunque, anche in Italia

La cosa più risibile dell’intera vicenda è che VoxNews, in calce ad un articolo di voci infondate, ha inserito il link ad un video peraltro rimosso del 2016 in cui dal fatto che a Mannheim un individuo sia stato investito da una macchina deduce una cabala di immigrati suicidi o quasi.

Ora riflettete: cosa abbiamo in mano?

  1. Un messaggio virale di dubbia autenticità
  2. Un post di autenticità altrettanto contestabile di due anni fa avvenuto in tutt’altro posto nel pianeta

Solitamente, come si usa nel mondo del vero giornalismo, per asserire che un fenomeno esiste bisogna che chi lo descriva ne porti prove in mano.

Immaginate un giornalista serio che una bella mattina scriva

Mi ha detto mio cugino che a Milano c’è stato un attentato e sono morte centinaia di persone! Mio cugino, bravissima persona, ha ricevuto un messaggio da sua cognata che poi è morta e quindi non c’è alcuna ragione di dubitare delle mie parole, e se altri giornali negano che ci sia stato un attentato sono in malafede e devono chiedere scusa all’anima di mia cognata che ora è un angioletto che ci guarda da lassù

Probabilmente, ammesso che un simile articolo arrivi alla stampa, sarebbe l’ultima fatica letteraria del nostro giornalista, e il prologo ad un libro di memorie dell’Hacker Brambilla contenente la sua epica avventura con Alvaro Porfido nel tunnel tra la Calabria e la Sicilia, malamente giustificato dal fatto che “L’ho letto in un WhatsApp, potrebbe essere vero”.

E seriamente, chi di voi prenderebbe sul serio un messaggino anonimo trasmesso a mezzo WhatsApp così tanto da farci un intero articolo di controinformazione?

E non pensate che esibire come prove fotografiche dell’avvenuto un incidente a Mannheim del 2016 ed una rissa nel Tennessee del 2017 sfociata nel tentativo dei corissanti di investirsi con la loro automobile sia quantomeno un fortissimo segnale di allarme?

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