Abbiamo tutti una scelta: il coraggio di non condividere

di Shadow Ranger |

Qui Shadow, la vostra guida nel mondo delle bufale, che non smette di essere sorpreso, in peggio, dal materiale rotabile umano e dal bisogno di “condividere indinniati” che la Rete decide di passarmi in pagina.

Amo l’indipendenza più di ogni altra cosa, mi sento un collaboratore e non un ingranaggio di Bufale, tantomeno leader, opinionista o persona importante: so bene che credersi importante è l’anticamera della caduta.

Ma anche credersi ininfluenti lo è. Tutti noi, per quanto persone umili, abbiamo un enorme potere. E come disse una volta il narratore di Amazing Fantasy #15 in una frase poi attribuita allo Zio Ben, zio di Spider-Man, da un grande potere derivano grandi responsabilità.

Ed il vostro grande potere è cliccare e condividere. Potere di cui spesso abusate in modo osceno.

Torniamo alla frase del grande potere: sapete qual’è la sua prima occorrenza nel fumetto? Nel film di Sam Reimi, lo sappiamo, lo dice Zio Ben giusto prima di essere sparato a morte da un criminale che il giovane Peter si è rifiutato di fermare.

Nel fumetto appare come un qualcosa che torna in mente a Peter dopo essersi reso conto di aver causato la morte dello zio Ben rifiutandosi di fermare il suo assassino in tempo

Amazing Fantasy #15, il finale

Responsabilità mediante omissione, in questo caso: Peter Parker poteva fare qualcosa coi suoi grandi poteri, non l’ha fatto, e gli è morto lo zio.

Ma molti di voi, quotidianamente, si rendono responsabili mediante commissione. Agendo, facendo qualcosa.

Nella fattispecie rifiutandosi di staccare le manine nutellose dal tasto “Clicca e condividi”.

Me ne sono accorto il giorno che sollevai verso il cielo la mia spada magica e dissi: “Per la forza di Grayskull! La grande forza è con me!” in cui scrissi, e ottenni pubblicazione, di un articolo su una Bufala della caccia all’uomo: un gruppo eterogeneo di piccoli spacciatori e disturbatori della quiete, con aggiunto uno stupratore, rigorosamente selezionati dalla cronaca Ragusana come “facce poco raccomandabili”, furono biecamente riciclati come “Risorse boldriane stupratori di Desireè”. Un falso, ovviamente, per il quale qualcuno proprio in queste ore è stato denunciato.

Solo un esempio di numerose bufale dello stesso tenore: nel giro di mezz’ora infatti in pagina è apparsa la segnalazione di una pagina, che non avendo niente di meglio da fare, ha pubblicato la foto di tre perfetti sconosciuti giurando che fossero rapitori di bambini o altre atrocità simili, ed abbiamo già visto in migliaia di occasioni, di cui ho parlato in un altro mio editoriale come vanno a finire questi tentativi di linciaggio a mezzo social. Assai male.

Così, contento per aver fatto la mia parte in un mondo che oscilla tra il mattatoio di bambini urlanti ben poco svegli ed il mondo alla deriva descritti da Rorschach in Watchmen, e dopo aver annunciato che avevo, comunque, provveduto a segnalare le condivisioni pubbliche del post incriminato prima di scrivere l’articolo stesso (“Quando? Dan, non sono un cattivo da fumetto! Pensi veramente che vi avrei rivelato il mio capolavoro se ci fosse le benché minima possibilità che voi possiate impedirlo? L’ho fatto trentacinque minuti fa”) mi sono imbattuto in questo commento

quella foto è stata condivisa da utenti, che hanno visto il post su altre pagine e quindi dovete segnalare quelle pagine, non cittadini che giustamente esprimono un opinione rabbiosa verso ció che è successo.

Seguita da una descrizione dei poveri cittadini colpevoli “solo” di condividere, un triste ed un po’ patetico elenco di 60enni, anziani, casalinghe, adolescenti ed altri soggetti per cui bisognerebbe provare “pietà”

Adolescenti, casalinghe, anziani che scrivono cose come queste

Basta guardarli fanno paura , povera ragazza !!! Chissa cosa a provato , cmq un bel taglio netto e dateglielo in mano da vedere , ma cosa ci vuole !!! Altro che avvocato ! Italia svegliaaaaa

(Una casalinga)

oppure

Chiamate la boldrini che vada lei a soddisfarli queste sei teste di cazzo……gli brucerei i coglioni

(Un povero cittadino)

Ma anche

MI FATE SCHIFO. PEZZI DI MERDA UMANA.
E TAGLIAMOLI QUESTI GENITALI A QUESTA MUNNEZZA VOLUTA IN ITALIA DAI PDIOTI E BUONISTI DEL CAXXO.

(Uomo di mezza età, categoria “anziani”)

E per finire, ma solo per brevità sennò non finiamo più

Tagiateli a tutti il PENE e cucitelo sulla fronte a questi BASTARDI il modo che tutte le DONNE sappiano che sono dei violentatori vermi schifosi

(Categoria madre di famiglia)

Tutti, naturalmente, felicemente inconsapevoli di star condivendo una bufala, se non, addirittura consapevoli di farlo e contenti di lasciarci pensieri profondi del calibro di

La sostanza purtroppo non cambia e troppo buonismo è complice.

Sono una persona migliore da loro: non scomoderò la mia immaginazione per speculare uno scenario in cui, a parti invertite, queste persone subisserebbero Bufale.net di segnalazioni implorandomi di scrivere due righe in loro favore per evitare di essere linciati, alle quali non potrei che rispondere in questo modo

Mi limiterò a far notare che queste persone, tutte queste persone, forse non sono poi così tanto nel giusto.

Nè nel commentare, nè nel condividere. E che per loro l’atto di condividere ormai è diventato una droga, un bisogno ossessivo: condividere per esistere, condividere per indinniare, condividere per non essere soli nella propria rancorosa indinniazione.

E segnalandoli, probabilmente, otterrei come minimo la cancellazione dei loro commenti rabbiosi e livorosi, per cominciare.

E che simili commenti, in un luogo governato dalle leggi e dall’ordine, non dovrebbero avere luogo.

E che non è il singolo pifferaio magico a causare i linciaggi, ma le ricondivisioni.

Allegherò ora una screen della pagina che ha diffuso la bufala, aggiornata ad oggi. Naturalmente, togliendo il nome della pagina per non dare visibilità a simili personaggi:

Screenshot aggiornata

Settemilasettecentoquattro condivisioni.

Possiamo ragionevolmente escludere che settemilasettecentoquattro poveri pensionati, casalinghe e adolescenti siano stati visitati da uomini col passamontagna che, armati di potenti armi da fuoco, li abbiano costretti sotto minaccia di fargli saltare le cervella a condividere e vergare messaggi d’odio, per poi aspettare che il cattivone Shadow li segnalasse e facesse un post su di loro, esponendoli ai rischi, anche legali, della loro condotta.

Non è più ragionevole supporre che abbiano invece scelto di condividere, che abbiano scelto di farsi latori di odio, che abbiano scelto di invocare linciaggi e violenze,  se le violenze arriveranno, sarà anche e soprattutto colpa loro?

Dobbiamo smetterla di avere un ritratto angelicato del “povero utente di Facebook che poi lo denunci per una condivisione ed è rovinato per sempre”.

Perché, nel bilancio delle colpe, hanno più colpa settemila indinniati che invocano violenza, e sovente la ottengono che un pifferaio magico che, senza il suo pubblico, del suo piffero potrebbe fare solo usi ben più consoni.

Avete condiviso una bufala di questo tipo? Non avete scuse, riparate, fate ammenda: o il sangue di qualcuno ricadrà su di voi.

E se la morale non vi assiste, se la coscienza non vi rimorde, pensate che almeno qui, se le conseguenze legali delle vostre azioni vi faranno soffrire, non troverete una spalla su cui piangere.

Noi non siamo qui perché siamo liberi; siamo qui perché non siamo liberi. Di sottrarsi a questo dato di fatto, non c’è ragione. Nel negarlo non c’è scopo, perché sappiamo entrambi che, senza scopo, noi non esisteremmo. È lo scopo ad averci creati. È lo scopo che ci connette. Lo scopo che ci motiva, che ci guida, che ci spinge. È lo scopo che stabilisce. Lo scopo che ci vincola.

Diceva l’Agente Smith in Matrix. Il vostro scopo, evidentemente, è condividere indinniati per fomentare odio e linciaggi.

Il mio scopo è fermarvi.

 

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