A Messina sbarcano migranti con sintomi Coronavirus

di Bufale.net Team |

A Messina sbarcano migranti con sintomi Coronavirus Bufale.net

Ci risiamo: dopo il sovranista da tastiera col potere di stimare il valore di collane e cellulari ad occhio, ora abbiamo il virologo da tastiera che diagnostica i “migranti con sintomi Coronavirus” da un tweet.

Perché spendere denaro in ormai preziosissimi tamponi di test per SARS-CoV-2? Basta dare ad uno di questi paladini da tastiera un portatile ed una webcam che riprende i pazienti, e lui potrà usare tali grandi poteri per il bene di tutti.

Infatti ci perviene il seguente messaggio virale

Il messaggio virale

Coronavirus: i porti restano aperti, altri 195 sbarcano a Messina, 12 con sintomi coronavirus

I migranti con sintomi Coronavirus è un evento smentito, creato ad arte per suscitare allarmismo a mezzo Facebook.

La storia, la bufala, l’allarmismo

Non è troppo chiaro di che sbarco si tratta, ma dal numero dei migranti citati possiamo presumere si tratti di Sea Watch 3.

Sbarco accaduto il 27 Febbraio, e, come ci riporta la stampa, con nessuna anomalia riscontrata.

La nave Sea Watch 3, con a bordo 194 migranti salvati nel Mediterraneo, al largo della Libia, è approdata al porto di Messina. Pochi minuti fa è iniziato lo sbarco dei 194 migranti a bordo, che ha messo fine al braccio di ferro tra l’ong e il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci: “Lo sbarco è iniziato. Il personale sanitario USMAF è a bordo. Sea Watch ha messo a disposizione il proprio team di 5 medici fornendo dati sulla situazione. A tutti viene misurata la temperatura. L’equipaggio è in salute. Nessuna anomalia riscontrata. Scendono i primi naufraghi”, ha fatto sapere Sea Watch su Twitter.

Nella serata di ieri l’ong aveva fatto sapere che, per precauzione e per evitare eventuali contagi legati al coronavirus, le autorità hanno disposto un periodo di quarantena “a terra” per le persone soccorse, e “a bordo” per i membri dell’equipaggio.

Ma una quarantena disposta a fine precauzionale.

Per eterogenesi dei fini abbiamo una curiosa querelle, laddove si fa notare come non solo la misura precauzionale sia stata attivata, ma a detta degli enti preposti al salvataggio, sia stata applicata praticamente solo alle navi di SAR

sono state fermate solo le navi delle Ong: la stessa sorte è toccata infatti alla Ocean Viking, con cui operano Msf e Sos Mediterranée, ancorata al largo di Pozzallo dal 23 febbraio, mentre le 276 persone soccorse sono in quarantena nell’hotspot della città nonostante dai test non sia emerso alcun caso di Covid-19. Per nessun’altra imbarcazione, turistica, commerciale o mercantile, sono state adottate tali misure.

Riflessioni

Se quello che l’anonimo condivisore vuole dichiarare è che ha scoperto migranti con sintomi Coronavirus, egli dovrà pubblicamente dirci, qui ed ora, come ha fatto la diagnosi, raccontandoci di come coraggiosamente è andato in una nave in quarantena precauzionale ad effettuare personalmente tamponi a tutti i presenti per poi inviarli allo Spallanzani per il test di rito.

In caso contrario, continueremo a ritenere la sua scoperta una fake news

Ovviamente
Ovviamente

Se quello che il viralizzatore vuole dichiarare è che è necessario chiudere i porti alle ONG, dovrà spiegarci perché non ritiene necessario adottare le stesse misure per altre tipologie di imbarcazioni

Dovrà poi trovarsi nella situazione assai imbarazzante di dover smentire le autorità locali intervenute nella gestione dello sbarco citato, che dichiarano una tesi opposta alla sua.

E non sarebbe male che ci spieghi come mai Matteo Villa, ricercatore all’Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI) di Milano

sembri pervenire a soluzioni diverse dalle sue: nel confrontarsi, possibilmente, esibendo non per elitismo ma per semplice metro della discussione, i titoli o il ruolo istituzionale che sembrano consentirgli conoscenze superiore a quelle delle autorità locali, dei medici presenti e dell’ISPI.

Solo in questo caso, potremmo accettare una discussione su qualcosa che ad oggi riteniamo una bufala.

Pericolosa da ricondividere in un momento difficile dove le bufale creano inutile allarme sociale.

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