15enne italiana massacrata in classe da 10 compagne marocchine: notizia oscurata

L’opera maldestra di sensibilizzazione di Cronaca Ora si concentra, in questi giorni, su un caso grave di bullismo ai danni di una 15enne italiana massacrata in classe. Il fatto è accaduto in una scuola di Bolzano e l’episodio è stato portato alla luce dal padre della vittima con un post su Facebook.

Parliamo di “opera maldestra di sensibilizzazione” perché Cronaca Ora, mendicando il click facile, ingigantisce un fatto già grave di suo giocando con i numeri e con i sentimenti degli ignari lettori. È bene precisare da subito che l’aggressione è stata messa in atto da una sola ragazza, e difatti gli autori dell’articolo si contraddicono all’interno del testo. Se nel titolo parlano di 10 compagne marocchine contro la povera 15enne, all’interno del pezzo riportano le parole del padre della vittima, testuali: «La quindicenne selvaggiamente pestata a scuola è mia figlia. Quella non è stata una lite come riportata dai media locali, è stato un atto di violenza gratuito eseguito da una quattordicenne marocchina, sostenuta da un gruppo di una decina di connazionali coetanee».

Vi è una netta differenza, quindi, tra un titolo che parla di 10 studentesse contro una e un testo in cui 10 alunne si riducono ad una soltanto. Un fatto esecrabile, senza dubbio, ma ripetiamo: ingigantire un episodio già grave non renderà maggiore giustizia alla vittima. Gli autori lo sanno bene, ma la loro strategia si tradisce in una frase eloquente contenuta nel testo: «Abbiamo branchi di africani/e che massacrano di botte ragazzine italiane. E i media nascondono tutto». Un amore per gli italiani che non c’è, perché gli autori di Cronaca Ora, semplicemente, gettano sale sulle ferite e – quando capita – calpestano i morti.

I media nascondono tutto?

La formula dei mendicanti del web, oltretutto, si ripete in quella maldestra presunzione di un’esclusiva che non c’è. Il loro articolo è uscito il 13 febbraio, ma le testate italiane ne avevano parlato e lo stesso giorno e il giorno prima. Alcuni esempi:

Esiste, tra l’altro, un servizio di Rainews che riporteremo in seguito.

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L’episodio

Sul suo profilo Facebook il padre della vittima scrive:

Il fatto è accaduto in classe, sotto gli occhi di tutti i compagni. Insultata e derisa al distributore delle bevande dal gruppetto di ragazze marocchine, mia figlia è stata poi raggiunta in classe dove è stata insultata, presa per i capelli, scaraventata a terra e violentemente presa a calci in faccia, in particolare all’occhio destro. Tutto gratis e senza apparenti motivi.

Secondo la ricostruzione del padre e delle testate – uscite prima o nello stesso giorno di Cronaca Ora, lo ripetiamo – la figlia si trovava al distributore di snack della scuola e lì era stata raggiunta dalla 14enne che poco dopo l’avrebbe aggredita. In compagnia della bulla ci sarebbe stato un gruppetto di coetanee, un dettaglio che però non è riportato in tutte le fonti. Dopo un battibecco, la picchiatrice le aveva rivolto delle minacce verbali per poi raggiungere la vittima in classe e picchiarla selvaggiamente: l’aggressione si consumava tra tirate di capelli e calci sul viso alla vittima anche quando questa si trovava già a terra. A causare il trauma all’occhio alla povera 15enne è stata una ginocchiata in pieno volto, anche se in un primo momento si parlava di oggetto contundente.

Il padre sostiene che il fatto è avvenuto di fronte agli altri compagni che non sono intervenuti, ma sul Corriere leggiamo che l’aggressione è stata fermata dall’intervento sia degli studenti che degli insegnanti. La povera vittima è stata poi trasportata all’ospedale San Maurizio e, per fortuna, i medici hanno riscontrato che il bulbo oculare non è stato danneggiato. La ragazza ha riscontrato il ferimento all’arcata sopraccigliare e i sanitari le hanno dato una prognosi di 10 giorni. La Polizia ha avviato le indagini ma per il momento si mantiene in uno stretto riserbo.

Lo sfogo del padre

Il padre, spaventato e arrabbiato per il brutale pestaggio, ha dunque postato il suo sfogo su Facebook facendo notare che l’episodio si è verificato due settimane fa, più precisamente l’1 febbraio. Il suo post è stato pubblicato il 12 febbraio, lo stesso giorno in cui Alto AdigeCorriere della Sera e altre testate hanno riportato il fatto. Cronaca Ora è arrivata un giorno dopo ostendando un’inesistente esclusiva.

Postiamo di seguito il contenuto del post, di cui abbiamo oscurato alcuni dettagli per evitare un certo tipo di caos che sui social è solito avvenire:

IL PESTAGGIO DI MIA FIGLIA A SCUOLA – La 15enne selvaggiamente pestata a scuola è mia figlia. È avvenuto il 01 febbraio all’**************. Non è stata una lite come riportato dai media locali, è stato un atto di violenza gratuito eseguito da una 14enne marocchina, sostenuta da un gruppo di una decina di connazionali coetanee. I giornali e altri media riportano notizie inventate e false. Il fatto è accaduto in classe, sotto gli occhi di tutti i compagni. Insultata e derisa al distributore delle bevande dal gruppetto di ragazze marocchine, mia figlia è stata poi raggiunta in classe dove è stata insultata, presa per i capelli, scaraventata a terra e violentemente presa a calci in faccia, in particolare all’occhio destro. Tutto gratis e senza apparenti motivi. L’aggressore? Un soggetto risultato molto conosciuto sia alle precedenti scuole sia alle forze dell’ordine, con storie di aggressioni fin dall’epoca delle elementari. La domanda sorge spontanea: l’attuale scuola perché non sapeva? Perché un soggetto del genere girava liberamente senza essere sorvegliato? Nessuna polemica, ma prometto grande battaglia, per mia figlia, ma anche per Voi ragazzi e genitori che purtroppo non potete ritenerVi indenni da quello che domani potrebbe succedere perché qualcuno ai quali siete affidati o Vi siete affidati non ha guardato oltre.

I dettagli sulla picchiatrice che in un primo momento veniva “sostenuta da un gruppo di una decina di connazionali coetanee” possono aver ingannato alcuni media, e allo stesso modo il padre scrive: «è stata poi raggiunta in classe dove è stata insultata, presa per i capelli, scaraventata a terra e violentemente presa a calci in faccia», ma non precisa che in quel momento il gruppetto di ragazzine non stava partecipando all’aggressione.

Il padre, inoltre, ha rilasciato un’intervista all’agenzia di stampa RTTR Alto Adige, e ha ribadito i trascorsi della picchiatrice, che sostiene essere oltremodo conosciuta per i suoi precedenti di violenza. Ai microfoni di RTTR Alto Adige parla anche la vittima, che si confessa impaurita al pensiero di tornare nella scuola. Alessandro Osler, legale della famiglia, parla tuttavia con la formula presuntiva sull’accaduto e si sta adoperando sull’efficienza della scuola in termini di sicurezza e diritto sereno allo studio.

La risposta della scuola

Alto Adige il 13 febbraio riporta le parole di Vincenzo Gullotta, sovrintendente alla scuola in lingua italiana della Provincia di Bolzano:

Si tratta di un fatto che non ha precedenti in quell’istituto e la scuola ha provveduto immediatamente, con una delibera di consiglio d’istituto, a sospendere la ragazza fino al 17 di aprile. Nei confronti della ragazza protagonista del pestaggio sono stati attivati i servizi sociali e una segnalazione è stata inoltrata alla Procura dei minori, che ha subito avviato un’indagine. Allo stesso tempo abbiamo offerto un accompagnamento psicologico alla studentessa vittima del pestaggio per permetterle un rientro in classe e io, a breve, incontrerò il papà.

La dirigente scolastica della scuola, Gabriella Kustatscher, ha risposto sui precedenti della ragazza responsabile dell’aggressione, che secondo il padre della vittima erano ben noti all’Istituto e alle forze dell’ordine: «Su una sua pericolosità in termini di ragazza che poteva, nel contesto scolastico, utilizzare questa violenza e quindi pestaggi, no. Se avessimo ricevuto segnalazioni ci saremmo attivati con un controllo direi assoluto».

Riportiamo, infine, il servizio di Rainews:

Conclusioni: perché parliamo di “acchiappaclick” e “precisazioni”?

Parliamo di acchiappaclick perché anche questa volta gli autori di Cronaca Ora hanno fallito due volte: in un primo momento nel riportare un titolo differente dalla realtà dei fatti, visto che la vittima è stata aggredita da una ragazza soltantonon dieci. In un secondo momento, infine, perché si sono presentati come i primi a riportare la notizia, ma arrivavano ben 24 ore dopo il post del padre e delle testate ufficiali.

Parliamo di precisazioni, infine, perché come si può notare dalla nostra analisi vi sono alcune contraddizioni tra lo sfogo del padre e le notizie riportate dagli organi di stampa:

  • Il padre scrive che la picchiatrice era sostenuta da un gruppo di coetanee, dunque ha cominciato a insultare e offendere sua figlia, che poi è stata raggiunta in classe e lì aggredita violentemente, lasciando intendere che l’aggressione fosse stata messa in atto da tutto il gruppo, ma la picchiatrice era da sola;
  • Il padre scrive che nessuno interveniva per fermare il pestaggio, ma le testate hanno riportato che è stato necessario l’intervento degli studenti e degli insegnanti;
  • Il padre scrive che la ragazza autrice del pestaggio era nota all’Istituto e alle forze dell’ordine, ma la dirigente scolastica nega che la scuola avesse ricevuto segnalazioni sui trascorsi della 14enne;
  • Il legale della famiglia della ragazza aggredita parla ancora con la formula presuntiva.

Parliamo di precisazioni, dunque, perché non sono ancora chiare le dinamiche dei fatti, e Cronaca Ora liquida l’episodio con esasperazione dei numeri e xenofobia, per ottenere più click. Il caso della 15enne italiana aggredita all’interno della scuola è un fatto gravissimo e che merita approfondimento, e soprattutto rende necessaria la punizione da infliggere all’autrice del pestaggio; restano inutili, tuttavia, i titoli acchiappaclick e gli schianti di pancia di certi autori che fanno da balia a certi lettori.

Aggiornamento del 7 marzo 2019

Il 14 febbraio 2019 Alto Adige pubblicava un aggiornamento sullo stato di salute della giovane vittima, che veniva riportata come in stato di shock. La ragazza, infatti, rifiutava l’idea di tornare a scuola e raccontava di svegliarsi nel cuore della notte in preda agli incubi. Sul registro della Procura era comparso il nome di una sola ragazzina di origini marocchine.

Il padre della vittima ha raccontato che le 10 studentesse alle quali Cronaca Ora fa riferimento avrebbero impedito ogni via di fuga alla figlia:

Mia figlia è stata chiusa in un angolo in fondo all’aula da quel gruppo di studentesse ad agire è stata solo una ragazza iscritta alla prima come mia figlia. Le altre (10 o 12) sono rimaste sulla porta impedendo qualsiasi passaggio.

Tuttavia, un articolo pubblicato il 18 febbraio dal Sussidiario riportava che la vittima era tornata a scuola. Inoltre, la famiglia aveva partecipato a una puntata de I fatti vostri e la ragazzina aveva raccontato nuovamente l’accaduto. Ad intervenire in suo aiuto, in primo luogo, era stato un ex compagno di classe di suo fratello, che era accorso nell’aula una volta sentite le urla e aveva tirato via la picchiatrice. Intanto continuano ad essere in fase di accertamento le responsabilità del personale scolastico, come precisa l’avvocato Alessandro Osler.

Per il momento non ci sono altri aggiornamenti. L’aggressione fisica ai danni della ragazzina è stata perpetrata da una sola studentessa spalleggiata da 10 ragazzine che hanno impedito le vie di fuga senza prendere parte al pestaggio, e sul registro della Procura è comparso solo il nome della picchiatrice. La vittima è tornata a scuola e gli accertamenti sulle responsabilità della scuola sono ancora in corso.

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