Vera Sharav, la sopravvissuta all’Olocausto che considera le misure anti Covid “pericolose per l’umanità”

di Bufale.net Team |

Vera Sharav, la sopravvissuta all’Olocausto che considera le misure anti Covid “pericolose per l’umanità” Bufale.net

Gli autori di Neogeoingegneria, pagina e sito ad alto contenuto complottista, hanno ripreso un’intervista rilasciata da Vera Sharav, sopravvissuta all’Olocausto, che considera le misure anti Covid come uno strascico della dittatura hitleriana. Tra le teorie da lei snocciolate troviamo il Great Reset, il Masterplan e, inevitabilmente, il Codice di Norimberga.

Chi è Vera Sharav?

Nata in Romania nel 1937, è sopravvissuta all’Olocausto insieme a sua madre. Dopo la morte del figlio adolescente per un’assunzione di clozapina, un farmaco antipsicotico, Vera Sharav ha iniziato a battersi contro la sperimentazione dei farmaci e a favore del consenso informato, per questo ha fondato la Alliance For Human Research Protection, un’associazione altamente critica nei confronti dell’industria farmaceutica accusata di lavorare per il profitto e non per la salute, quasi sulla stessa linea di Brandy Vaughan.

In particolare Vera Sharav si è battuta contro i Northfield Laboratories e ha sostenuto la tossicità del PolyHeme, il sangue artificiale (qui la definizione) da loro prodotto, contestando il fatto che i pazienti non fossero mai stati informati dei rischi. Ora, quali siano le conclusioni delle sue battaglie non è noto, ma le sue posizioni sono state elogiate da Marcia Angell, ex editore del New England Journal Of Medicine e oggi attivista contro i conflitti di interesse delle case farmaceutiche, e criticate da Arthur Caplan, docente di etica medica, che sottolinea la totale incompetenza di Vera Sharav per quel che riguarda la scienza.

“Non sono medico, ma… “

Nell’intervista tradotta da Neogeoingegneria la stessa Vera Sharav specifica:

Non sono una scienziata. Da bambina sopravvissuta al terrore nazista, ho imparato lezioni indelebili sulla natura del male. Conosco le conseguenze dell’essere stigmatizzati e demonizzati come portatori di malattie. La mia prospettiva è informata dalla mia esperienza, dal ricordo storico e dall’evidenza empirica. Dovevamo indossare una stella di Davide gialla, come sanno i tedeschi, per identificarci, in modo da escludere gli ebrei. Le leggi di esclusione impedivano alla famiglia di partecipare alle attività normali. I nostri beni sono stati confiscati, ci è stato proibito di partecipare a tutti gli eventi scolastici, religiosi e culturali. I viaggi erano vietati agli ebrei.

Il parallelismo col nazismo continua:

La propaganda nazista usava la paura delle epidemie infettive per demonizzare gli ebrei come portatori di malattie che rappresentavano una minaccia alla salute pubblica.

[…]

Ciò che distingue l’Olocausto da tutti gli altri genocidi di massa è il ruolo centrale che ha avuto l’establishment medico, l’intero establishment medico. Ogni passo del processo omicida è stato approvato dall’establishment medico accademico e professionale.

[…]

Tutto questo è previsto. Medici e scienziati che esprimono opinioni che criticano il diktat ufficiale sono trattati come eretici. Sono minacciati di perdere i loro mezzi di sussistenza, e sono sicuro che voi conoscete alcuni di loro.

In seguito, come già annunciato, Vera Sharav cita il Codice di Norimberga e il Great Reset per i quali vi rimandiamo al nostro archivio (qui e qui). L’intervista, facciamo notare, è stata rilasciata per il Stiftung Corona Ausschuss, una sorta di “Comitato Fondazione Corona” ospitato dal network Oval Media.

La fonte

Oval Media è nota in Germania per la diffusione di bufale complottiste, spesso vicine al negazionismo del Covid-19. In due occasioni lo staff, con la partecipazione del “Comitato Fondazione Corona”, ha organizzato eventi clandestini a Berlino subito interrotti dalla Polizia in quanto venivano trasmessi in diretta streaming su YouTube.

Il Comitato Fondazione Corona è inoltre noto per ospitare “esperti indipendenti” durante le puntate e per considerare la pandemia del Covid-19 “una normale influenza”. Tra gli esperti indipendenti c’è anche Vera Sharav, che ammette di non essere una scienziata e parla di Great Reset, Codice di Norimberga, Masterplan e paragona tutte le restrizioni per ridurre i contagi alle discriminazioni subite dagli ebrei durante la dittatura nazista.

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