TRUFFA Fuel Sharp Saver e il risparmio del carburante – Bufale.net

di David Tyto Puente |

TRUFFA Fuel Sharp Saver e il risparmio del carburante – Bufale.net Bufale.net

truffa-fuel-sharp-saver
Questa offerta ricorda tanto la truffa di Bank of Fuel. Eccezionali risparmi, al limite della fantasia, questa volta non si tratta di una truffa made in Italy.
Il prodotto offerto viene pubblicizzato come “made in USA”, in America veniva venduto con il nome “Fuel Shark“:
fuel-shark-usa
La versione americana venne debunkata da un blogger, il quale testò il prodotto con la propria auto, dimostrando che invece di migliorare le prestazioni le ha peggiorate.
test-fuel-shark-saver
Il blogger, infatti, ha dimostrato che il suo maggiolino ha funzionato per 44 minuti e 37,18 secondi con un quarto di gallone di carburante senza Fuel Shark, mentre 42 minuti e 20,51 secondi con il prodotto testato.
Inoltre, i siti che pubblicizzano il prodotto “Fuel Sharp Saver” hanno il Whois oscurato, quindi è al momento impossibile verificare a quale società è collegata la vendita del prodotto. Normalmente una società che vende i propri prodotti online non si nasconde dietro il Whois.
whois_fuel_sharp_server
Ecco i siti monitorati:

  • http://www.ecogaseconomy.com/
  • http://www.savefueldeal.com/
  • http://www.fuelsharksaver.com/

fuel_sharp_saver
Questa truffa non è tanto diversa da un altra, quella di un prodotto venduto anche via Amazon (ricordiamo che Amazon vende di tutto e di più, ma non garantisce). Il prodotto in questione riporta il nome commerciale “Fuel Doctor FD-47“, di cui si è già occupato Altroconsumo:

Le riduzioni delle interferenze dell’autoradio (peraltro un dispositivo già schermato e che consuma pochi Watt o del climatizzatore, paragonate alle decine di chilowatt prodotte dai motori (le utilitarie moderne ne hanno già una cinquantina, le berline più di cento)rappresentano un’inezia. La cosa quindi non ci ha convinti, ma prima di noi, la cosa non ha convinto anche al più importante associazione di consumatori americana (Consumer Reports), nostro partner durante molti test comparativi internazionali. I colleghi americani lo hanno provato su una decina di veicoli per ben due volte (con auto nuove e, dopo una stizzita protesta del produttore, anche su modelli con più di due anni); per farlo, hanno utilizzato i protocolli standard per la misurazione dei consumi di carburante con e senza l’aggeggio inserito nel cruscotto. Ebbene, i risultati sono sconfortanti: come avevamo immaginato non si ha alcun risparmio sul consumo di carburante.
Cosa c’è all’interno
Le ragioni di questa inefficacia le abbiamo comprese aprendo il “sofisticato” congegno, e scoprendo che di sofisticato ha davvero molto poco.
L’involucro di plastica che ospita il Fuel Doctor FD-47 (questo il nome commerciale) non possiede viti e, per smontarlo, è stato necessario romperlo. Il dispositivo commercializzato in Italia è leggermente differente rispetto a quello analizzato da Consumer Reports (ha una sola lucina al posto di tre), ma al suo interno troviamo più o meno gli stessi elementi: un semplice fusibile e una coppia di fili che portano a un più piccolo involucro di plastica sigillato con resina, all’interno del quale si trova la luce led.
Sono ben visibili, quindi, tre semplici componenti elettronici (un reostato, un condensatore e un led verde) mentre il retro della piastrina, ricoperto di uno spesso strato di resina indurita (che non è stato possibile rimuovere), ospita il resto dei componenti.
Segnalato all’Antitrust
Insomma, anche se semplificato rispetto al modello americano, siamo di fronte a un semplice congegno elettronico che, alimentato dalla batteria dell’auto attraverso la presa accendisigari, si limita ad accendere un led verde, incapace di fare ciò che il costruttore promette.  Il costo di 60 euro, poi, è di gran lunga superiore al valore intrinseco dei componenti utilizzati nel dispositivo; un costo inoltre che non è pensabile ammortizzare attraverso un risparmio di carburante praticamente nullo.
Per questa ragione, abbiamo provveduto a segnalare questo prodotto, e le promesse che non è in grado di mantenere, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. 

fuel-doctor
Le promesse di cui la rivista Altroconsumo sono riportate dalla rivista Consumer Reports, e dalla stessa sono così riassunte:

“fuel-efficiency booster draws that interference, filters it, then sends back a more stable current.” And all you have to do is plug it into a car’s 12-volt power outlet. So why didn’t Ford or GM think of that?
The answer: Because it doesn’t work. The Fuel Doctor has been showing up at major retailers and convenience stores, costing $50 to $60. So we thought it warranted review. When we put it through our extensive testing on a number of vehicles, we found that it made no significant difference in any evaluation. As far as we can tell, all it does is light up when it’s plugged in.
“È uno strumento che migliora l’efficienza del carburante assorbendo le interferenze nell’impianto elettrico, filtrandole e reinviando una corrente più stabile”. E tutto ciò che va fatto è inserirlo nelll’accendisigari. Perché la Ford e la General Motors non ci hanno pensato?
La risposta è: perché non funziona. Il Fuel Doctor è apparso tra distributori e supermercati, con prezzo tra i 50 ed i 60 dollari. Quindi abbiamo ritenuto meritasse una recensione. L’abbiamo testato estensivmente su una serie di veicoli, ed abbiamo scoperto che non ci sono differenze in nessuna valutazione. Per quanto ne possiamo dire, tutto quello che fa è illuminarsi quando viene collegato.

La stessa EPA in America ha provveduto a testare dispositivi simili, pervenendo alla seguente conclusione

In the past, EPA tested many types of “gas-saving” products as part of its Voluntary Aftermarket Retrofit Device Evaluation Program. Most devices tested had little to no effect on fuel economy or exhaust emissions; some even had a negative effect. For the specific products’ test results, visit EPA’s website.
Nel passato, l’EPA ha testato diversi tipi di prodotti “per risparmiare benzina” come parte del suo Programma di Valutazione Volontario dei dispositivi di retrofit aftermarket. Molti dispositivi testati avevano effetti minimi o nulli sul risparmio di crburante o sull’emissione di gas di scarico; alcuni avevano effetti negativi. Per i risultati specifici dei vari test, visitate il sito dell’EPA.

Possiamo quindi concludere che, in fondo, ogni prodotto vale il costo che vi hai investito: è impossibile aspettarsi miracoli da un semplice congegno che fa grandi promesse col minimo costo, ed in ogni caso consigliamo di riscontrare il parere di Altroconsumo ed altre associazioni dei consumatori prima di procedere con l’acquisto.

Se il nostro servizio ti piace sostienici su PATREON o con una donazione PAYPAL.

Latest News