Questo è quello che succede in Congo ai bambini: assenti la Kyenge e la Boldrini, il Papa etc.

di Shadow Ranger |

Questo è quello che succede in Congo ai bambini: assenti la Kyenge e la Boldrini, il Papa etc. Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti una foto relativa a quello che succede in Congo ai bambini accusati di stregoneria.

Il solito caso di foto decontestualizzata arricchita da vaghi assalti verbali agli eterni bersagli di sempre: Laura Boldrini, Cécile Kyenge Kashetu, il Santo Padre, l’ONU, le ONG e tutti i bersagli di ogni bufala.

La foto è questa.

Congo. Assenti, Kyenge, ONU, PAPA, ONG, ecc.
Congo. Assenti, Kyenge, ONU, PAPA, ONG, ecc.

Noterete come, barba alla Carta di Treviso, allegato fondamentale del Codice di Deontologia Giornalistico e non solo che espressamente vieta di divulgare volti e altri dati sensibili di bambini coinvolti in fatti di cronaca, anche giudiziale o situazioni di grave disagio riporta il viso del bambino. La censura infatti l’abbiamo aggiunta noi.

Ma la didascalia con cui l’immagine circola aggiunge ulteriore carne al fuoco della bufala

Questo è quello che succede in Congo ai bambini: assenti la Kyenge e la Boldrini, il Papa etc.
Questo è quello che succede in Congo ai bambini: assenti la Kyenge e la Boldrini, il Papa etc.

La foto viene, chiaramente, descritta come una abituale tortura per i bambini accusati di stregoneria, della quale in qualche modo gli “odiati” Boldrini, Kyenge, Santo Padre ed ONG sarebbero responsabili per omissione.

Ma possiamo lasciare la parola al nostro esperto Jedi Luke Skywalker.

La parola al nostro esperto Jedi Luke Skywalker
La parola al nostro esperto Jedi Luke Skywalker

Incredibile: ogni parola di quello che c’è scritto è sbagliata

Ma andiamo con ordine

Tutte le bufale di un solo meme

Il giornalismo si basa sulla regola del Cinque: ogni notizia deve riportare, correttamente e senza errore, ben cinque elementi. Dove, cosa, come, quando e perché.

In questo caso gli elementi ci sono, ma sono tutti sbagliati. Tutti.

Il dove non è il Congo, ma Haiti, ed il quando è il 2018.

Il bambino è la vittima di una matrigna folle nella cattolicissima Haiti che ha deciso di ispirarsi alle sue reminescenze religiose per una punizione crudele ed inusuale, per usare il gergo legale locale.

Il bambino (in una notizia di cui si erano occupati i colleghi di BUTAC a suo tempo) era infatti stato accusato di aver sottratto 50 pesos dalla tavola, e pertanto sottoposto a tale crudele punizione, suscitando l’indignazione popolare.

Giustificata, potremmo dire: i figli sono esseri viventi, persone complete e non proprietà di genitori balordi che possono farne quello che ne ritengono senza pagarne conseguenze.

È un bene che le autorità siano intervenute per punire una madre indegna, speriamo con la privazione della potestà genitoriale oltre le dovute sanzioni.

È un male che la foto del piccolo sia stata sbattuta all'”indinniazione della Rete” per brandirla come maglio contro il nemico di turno. Falsificandone, come si è visto, i cinque elementi costitutivi.

Anche per questo, proprio come nell’ultimo caso, rifiuitiamo anche di patteggiare per il tag “DISINFORMAZIONE”. Il Quando, il Come, il Dove, il Cosa ed il Perché sono falsi, solo la foto è vera, ma del tutto decostruita.

Di vero quindi, alla fine della fiera non c’è niente.

 

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