PUBBLICA SUBITO – Ucraina. Le madri dei separatisti ricevono le teste decapitate dei loro figli – bufale.net

di LO SBUFALATORE Claudio Michelizza |

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PRIMA DI PUBBLICARE QUALCOSA NON SI PUO’ ASPETTARE QUALCHE GIORNO ? NON PER CENSURARE MA PER AVERE CONFERME OPPURE MAGGIORI INFORMAZIONI….
Gira sui social network la notizia, come sempre in questi casi “nascosta dai media”, secondo cui le madri dei “separatisti ucraini” riceverebbero le teste, barbaramente spiccate, dei loro figli militanti separatisti.
Tali grotteschi avvenimenti sarebbero la “pistola fumante” di barbarie occulte ed ignote alla popolazione occidentale.
Così “ignote” che in realtà sia il Daily Mail ( http://www.dailymail.co.uk/news/article-2751148/Mother-Ukrainian-rebel-hostage-claims-received-head-post-Amnesty-International-says-evidence-war-crimes.html?ITO=1490 ) che il Newsweek ( http://www.newsweek.com/evidence-war-crimes-committed-ukrainian-nationalist-volunteers-grows-269604 ) se ne sono occupate nel dettaglio.
Tanto per cominciare. E siamo ancora al “day one”, la notizia è di avant’ieri, le prime rettifiche sono di ieri, secondo Newsweek.
E restituiscono un quadro leggermente diverso… ma diverso nei dettagli più importanti.
Secondo la versione ufficiale effettivamente il canale televisivo locale NTV (cosa ben diversa quindi dal “silenzio dei media” lamentato nell’articolo) avrebbe riconosciuto nella fotografie delle teste mozze di due civili circolate sui media degli “ostaggi ribelli” non meglio identificati. Pravilnoe TV, emittente di Kiev ha in seguito dichiarato di aver preso contatto con una delle madri delle due vittime, che ha dichiarato di aver riconosciuto tra le stesse suo figlio, catturato durante un combattimento a Donetsk, aggiungendo il dettaglio della consegna del macabro feticcio in una scatola di legno ed incolpando i nazionalisti.
E’ importante rilevare come né Newsweek, né il Daily Mail siano stati in grado di verificare la notizia e la fonte. Riassumendo quindi, abbiamo come dato ACCLARATO che, tra il nove ed il dieci settembre 2014, un’emittente locale di Kiev, Pravilnoe TV, è venuta in possesso, unitamente ad altri media locali, di foto raffiguranti DUE teste mozzate, ed ha dichiarato di aver preso contatto con una donna, la quale a sua volta DICHIARA di riconoscere nelle foto la testa di suo figlio, consegnatale in circostanze non del tutto precisate in una scatola di legno.
Tale donna dichiara di INCOLPARE della morte i nazionalisti locali, non già fornendo prove certe, ma in base al nesso causale che voleva suo figlio scomparso durante i conflitti. Lo scrivente non ritiene impossibile la notizia di per sé: nessuna guerra è un evento pulito e sereno, e le vittime sono sempre presenti. E la loro morte, in guerra, avviene nei modi più sgradevoli possibili.
Lo scrivente non può che rilevare la grottesca mutazione che la notizia ha avuto “per un pugno di likes”. Nella versione “alterata” le DUE teste, di cui UNA SOLA presuntivamente identificata sono diventate “tutte queste teste”, e la singola madre contattata da Pravilnoe TV è diventata “le madri dei separatisti”.
La scelta della stampa occidentale (e non si ritenga che Newsweek ed il Daily Mail siano gli ultimi arrivati) di aspettare nuovi riscontri, eventualmente provvedendo ad immediata smentita dell’articolo è diventata desiderio di “nascondere le immagini”. In realtà i media, descritti come il Male Assoluto, non hanno alcun interesse a “nascondere qualcosa”.
E’ lo stesso Newsweek a ricordarci della battaglia di Amnesty International contro la panoplia di violazioni riscontrate, da una pletora di “gruppi volontari” anonimi ed inclini a concedersi numerose deviazioni rispetto alle regole di ingaggio ed alle convenzioni sui diritti umani fino alla comparsa, nel loro numero, di formazioni di estrema destra paramilitare.
Ma l’attenzione va capitalizzata su tutta la guerra, nel suo orrore e nel suo svolgersi, non solo sull’ossessiva ricerca del pruriginoso e dello sconvolgente. Un PROBABILE ribelle decapitato ed una madre che riceve la sua testa spiccata dal corpo sono, comunque, notizie degne di approfondimento, cosa di cui la stampa si sta occupando. Trasfigurare tale notizia in uno stuolo di madri affrante colpite da esecuzioni di massa dei loro figli, trasformando un singolo, probabile caso in una sicura ecatombe non è verità.
E’ il cosiddetto “giornalismo preventivo” descritto ironicamente da Guareschi, dove prima si pubblica lo scoop più pruriginoso e sanguinolento possibile, e poi si aspetta che “qualcosa del genere” accada

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