Poche ore fa a #Palermo…. Ma che sta succedendo

di Bufale.net Team |

Poche ore fa a #Palermo…. Ma che sta succedendo Bufale.net

C’è un nuovo sport che si diffonde tra complottisti e postatori in cerca di link virali: cercare di dimostrare, fallendo tragicamente, che ogni singolo avvistamento di mezzi militari è connesso a DEFENDER20. L’iniziativa NATO al momento sospesa sine die, per capirci.

Pubblicare un video con la sola didascalia Poche ore fa a #Palermo…. Ma che sta succedendo è un ottimo modo per procurarsi viralità ed attirare l’attenzione.

Ma sapete cosa sarebbe un coraggioso atto di responsabilità in questi momenti difficili? Dare la risposta, anche è perché è facile da fornire

Poche ore fa a #Palermo.... Ma che sta succedendo
Poche ore fa a #Palermo…. Ma che sta succedendo

Sarebbero meno clic su cui contare, ma si farebbe un gran bene alla popolazione Italiana.

E la risposta la fornisce il Messaggero, da cui proviene il link

La notizia comincia a circolare questa mattina insieme con il video, e c’è subito chi collega l’arrivo dei militari con i controlli per l’emergenza coronavirus o anche con le proteste scoppiate nel carcere dell’Ucciardone, dove l’esercito ha realmente dovuto dare il suo supporto. I mezzi sono passati velocemente nella zona tra via Crispi e piazza XIII, con i militari ben visibili. La gente intorno preoccupata, a guardarli. In realtà, rientravano da una esercitazione eseguita in Sardegna, e non hanno dovuto fare alcun intervento. In queste ora l’aiuto dell’esercito è stato chiesto per tentare di sedare le rivolte nelle carceri di mezza Italia. Da Foggia a Roma, a Rebibbia, fino a San Vittore, la protesta sta montando, diversi detenuti sono evasi, impegnando le forze dell’ordine già al lavoro per i controlli da coronavirus.

Semplicemente, si parla di mezzi militari italiani, rientrati da un’esercitazione in Sardegna per essere mobilitati in questi giorni di tensione che hanno colpito le carceri Italiane, dove l’esplosiva mistura di sovraffollamento e perdita del contatto umano dovuto alle misure contro COVID19 hanno scatenato sommosse e rivolte.

Ci chiediamo: era così difficile rispondere in modo univoco e rapido?

I social non dovrebbero imparare da questi momenti di tensione a rinunciare al titolo “acchiappaclick”?

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