DISINFORMAZIONE Busta paga panettiere in Germania – Bufale.net

di Shadow Ranger |

DISINFORMAZIONE Busta paga panettiere in Germania – Bufale.net Bufale.net

panettiere-tedesco
Ci segnalano i nostri lettori il seguente filmato, la cui narrazione contiene il percorso di vita di un panettiere siciliano emigrato in Germania ed arrivato a guadagnare uno stipendio netto di € 2.500 circa

La narrazione prosegue asserendo che simili risultati sono impensati rispetto all’Italia, e che quindi la situazione tedesca dovrebbe essere sicuramente superiore.
Nonostante i toni entusiastici usati, e pur dando per assodato il percorso di vita del panettiere identificato col nome di Mario (Antonio nella didascalia e nei commenti), non essendovi ragione per dubitarne non ci sono semplicemente nel filmato elementi per un vero raffronto globale. Sicuramente la situazione del panetterie è cambiata, in meglio, con l’inizio della sua nuova vita in Germania, ma possiamo davvero considerare il suo caso la norma? Al riguardo siamo scettici.
Partiamo innanzitutto dalle basi: il commentatore in primo luogo non si perita di fare un controllo tra situazioni omogenee, bensì tra il lavoro in una impresa tedesca avviata e con una consistente attività ed una anonima panetteria Siciliana dove si pagava, per stessa ammissione del commentatore, in nero. Il che, evidentemente, rende il campione prescelto poco rappresentativo.
Ogni indagine statistica infatti va gestita tra campioni omogenei: per spiegarci con semplicità, non potrà essere accolta una analisi che valuti i progressi sportivi di due nazioni prendendo da un lato un campione Olimpionico e dall’altro lato il ragazzino ossuto e spigoloso che tutti scelgono per ultimo quando si formano le squadre di calcetto all’Oratorio.
Dai commenti al filmato, nonché dalla narrazione scopriamo che la ditta tedesca di cui si parla, la Backaus Mahl non è esattamente la “panetteria dietro l’angolo”, ma un autentico colosso della ristorazione che, per ammissione dello stesso commentatore, produce non solo pane, ma anche dolci e paste di vario tipo.
Il paragone andrebbe fatto quindi con una “panetteria” come Gentilini a Roma, il cui proprietario, in un’intervista dichiara:

L’occupazione si è quindi concentrata su questi ambiti. Va sottolineato poi che in Italia per uno stipendio lordo di 3mila euro che paghiamo a un dipendente, gliene restano in tasca 1400 euro.

Contando però, ovviamente, la tassazione nel suo complesso e non solo le mere ritenute. Arriviamo così ad un lordo assolutamente pari a quello evidenziato dal filmato. Con una sostanziale differenza, evidenziata dalla chiusura dell’intervista:

Io voglio restare, ma a queste condizioni: che sia abolito l’articolo 18 e che sia rivista in generale la politica del lavoro. C’è troppo garantismo e gli imprenditori non assumono perché hanno paura. Sanno che se prendono una persona se la devono tenere per 45 anni. Il sistema attuale è stato pensato negli Anni Settanta, ma era un momento completamente diverso: c’era uno sviluppo enorme e bisogno di lavoro. Liberalizzare il sistema significa licenziare ma anche permettere di trovare un altro impiego con più facilità”.

La situazione tedesca è del tutto diversa da quella Italiana. Tutele “senza se e senza ma” minori, come abbiamo visto, ed anche una forbice degli stipendi molto più ampia, sicché:

Mentre le entrate nette per i tedeschi che stanno in cima alla classifica con stipendi medio-alti, generalmente definiti come quelli che guadagnano € 3.400 al mese, sono lievemente cresciute, in termini reali, tra il 2000 e il 2010, le entrate per i lavoratori a basso salario, quelli che guadagnano € 960 al mese o anche meno, sono crollate del 10%, secondo uno studio recente di Markus Grabka, un economista del DIW, l’Istituto Tedesco di Ricerche Economiche.
“Quelli che guadagnavano € 1073 nel 2000, nel 2010 guadagnano € 963 al mese” ha detto Mr. Grabka.

Gli stipendi superiori ai 3000 euro lordi non sono quindi “la media”, ma sono un’isola fortunata in un paese dove i lavoratori a basso salario vedono i loro stipendi erodersi con facilità, siccome:

Il paradosso di una marea che sale e che non fa sollevare tutte le barche deriva in parte dal fatto che la Germania non ha stabilito a livello federale un salario minimo.

È quindi il gioco della fortuna, o meglio, la scelta della ditta dove lavorare a decidere il tuo destino lavorativo e retributivo.
Ciò è vero specialmente nel settore panificazione, sicché, ai fortunati come il lavoratore oggetto del video, fanno da contraltare lavoratori senz’altro molto, molto meno fortunati che patiscono poiché

Le peggiori paghe sono quelle del settore dei servizi.
I commessi sono spesso pagati € 6 all’ora, i parucchieri € 4 e i panettieri € 5,50, pari ad un minimo di € 640 al mese per un lavoro full-time, secondo ver.di.

Passando ad un’analisi degli stipendi medi, scopriamo in premessa altre voci da spuntare oltre le “ritenute” (che peraltro nel filmato non riusciamo a vedere), sicché è:

Importante ricordare che non tutti i contratti hanno la tredicesima e che non esiste il TFR.

Cui detrarre, come ricorda un commento nello stesso articolo

La sanità: Assicurazione sanitaria, è meglio dire. Infatti in Germania si ha una assicurazione sanitaria obbligatoria da pagare. Si paga un assicurazione pubblica ma se non piace si può cambiare in privata. Circa il 15.5% del proprio lordo, e tutte tranne le più costose forse non coprono lavori odontoiatrici.
Se non hai assicurazione vai dal medico e paghi ti arriva fattura a casa. I farmaci in farmacia sono suddivisi per fasce come in Italia.

E, ciò posto, lo stipendio medio di un cuoco sembra aggirarsi, fonte Focus.de, intorno ai 1800 euro lordi.
Consistente questo con l’immagine data della ditta datrice presente nel filmato come una ditta comunque solida e ben avviata, incline a retribuire i propri dipendenti, specialmente cuochi e panettieri specializzati in pasticceria Italiana (“esotica” e quindi pregiata al palato Tedesco).
Per quanto attiene la differenza tra la retribuzione reale e la retribuzione tabellare, va inoltre ricordato che il filmato insiste molto su un orario parametrato su otto ore… ma non dice di quali otto ore si stia parlando esattamente. Il che è importante, datosi che anche in Italia (fonte CCNL Alimentari – Panificatori Artigiani) vige un sistema di maggiorazioni tali per cui:

La retribuzione oraria è maggiorata:

  • del 15% per prestazioni di lavoro dalla 41ma alla 48ma ora;
  • del 20% per prestazioni di lavoro eccedenti la 48ma ora;
  • del 30% per prestazioni di lavoro festivo;
  • del 40% per prestazioni di lavoro notturno;
  • del 50% per prestazioni di lavoro festivo notturno.

Nonché una maggiorazione del 15% su ogni ora di orario ordinario prestata nelle giornate festive, arrivando facilmente alle percentuali asseritamente descritte come tipiche della Germania, ed a noi comuni e che giustificano, unitamente agli scatti di anzianità, la tredicesima e i citati benefit assenti in Germania la risalita, ove ci si trovi in una grande azienda, da un tabellare minimo sino alle somme citate ad inizio esposizione.
Altro elemento utile sarebbe capire a quale livello contrattuale, o equivalente locale, appartiene il lavoratore in esame: ma tale elemento non ci è fornito: potremmo astrattamente inquararlo, data la descrizione come operaio in grado di preparare numerosi tipi di pani e dolci, come un operaio altamente specializzato, nei livelli “alti” dell’inquadramento, giustificando ulteriormente uno stipendio elevato.
Ai livelli bassi e medi della categoria la situazione diventa molto, molto diversa. Passiamo la parola al giornalista Gunther Walraff:

In Germania un panino di Lidl costa 10,5 centesimi di euro. Come si arriva a un prezzo così basso? Gunther Wallraff, giornalista, per rispondere è partito da Stromberg, vicino a Bingen sul Reno. Lì c’è lo stabilimento dei Fratelli Weinzhaimer, panificatori, tra i fornitori della catena di discount.
I dipendenti del panificio, dopo un periodo di prova non pagato, percepiscono solo 7,66 euro lordi all’ora. Al netto delle tasse ne rimangono sei. Il proprietario del gruppo Lidl, Dieter Schwarz, è secondo Forbes il secondo uomo più ricco della Germania, tra i primi trenta al mondo, con un patrimonio netto di 19,5 miliardi di dollari.
Dovrebbero bastare i numeri a provocare qualche riflessione. Non per Walraff. Per fare arrivare le informazioni anche ai più duri di orecchi il giornalista si serve di una tecnica sperimentata. Lavora sotto copertura. Si traveste, crea una falsa identità e si fa assumere dal panificio Weinzheimer.
Dice di avere 51 anni (ne ha 71), lo assumono anche se cercavano 20-30enni. Walraff racconta in prima persona i suoi mesi da operaio. La muffa nei locali, i macchinari che si inceppano di continuo. Gunter e gli altri operai si ustionano mani e braccia praticamente ogni giorno.

Per evitare il problema basterebbe comprare delle teglie nuove. Un giorno Gunter chiede al direttore dello stabilimento perché non lo fa. «Una teglia nuova costa 70 euro, voi costate di meno».

Questo è solo uno dei cinque reportage raccolti nell’ultimo libro di Walraff, Germania anni dieci: faccia a faccia con il mondo del lavoro (pubblicato in Italia da L’orma editore).

Per quanto attiene il costo della vita, Neurographix ci riporta questa interessante riflessione:

Un caffè in Germania costa 2,50 €, in Italia i prezzi partono da un minimo di 0,70 €. Qualcosa non quadra? Forse è un caso? Vi siete mai chiesti quanto costa 1kg di pane in Italia? In Germania arriva a costare anche 3,00€ se preso in panificio.
In Italia quando vuoi comprare qualcosa di biologico e naturale vai al mercato e compri in gran quantità e teoricamente risparmi. In Germania i mercati sono per i così detti  “ricchi”. Si perché al mercato una mela definita come biologica perché coltivata dal contadino e venduta al mercato arriva a costare anche 3.00€. Al supermercato invece si riesca comprare con 3,00€ anche 2 kg di mele.

Da quei 2500 euro al netto bisognerà quindi detrarre i costi del “paniere di acquisto quotidiano”, quindi, i puri e semplici costi della vita.
Sommando ognuna delle situazioni presentate, possiamo unirci ad uno dei commentatori del filmato YouTube che ci è stato sottoposto ed affermare che in Paradiso non si parla tedesco.
Anche perchè Paradisi in Terra non esistono: ogni posto sulla Terra ha pregi e difetti.

Aggiungiamo noi che il metodo induttivo è un fallace tentatore: paragonare un singolo caso felice alla media dei casi sul territorio nazionale ed estero fa correre il rischio di perdere il grande quadro.
Purtroppo, in Italia come in Germania ormai, ad alcuni fortunati che sono riusciti a trovare il lavoro dei loro sogni con una buona retribuzione fanno da contraltare masse diseredate e povere, come quelle descritte da Walraff.
Questo, è un grave problema che merita di essere affrontato.
 
 

Se il nostro servizio ti piace sostienici su PATREON o con una donazione PAYPAL.

Latest News