NOTIZIA VERA Facebook: un giro di vite alla lotta contro le bufale – bufale.net

di Shadow Ranger |

ZUCKERBERGLOTTABUFAvrete sicuramente letto in questi giorni le varie notizie riguardo Zuckerberg alla ricerca  di un Capo Gestione Notizie, figura professionale da destinarsi, sostanzialmente, al fact-checking a tempo pieno. Qualcuno pagato per fare quello che noi facciamo  per spirito di servizio e che sinceramente vorremmo, un giorno, non dover più fare ritrovandoci in un ambiente sicuro e dove le bufale sono combattute.

Pare che tutto questo sia stato un primo passo, a cui è seguito immediatamente un altro successivo, contenuto nell’odierna  NewsRoom di Facebook che tradurremo per voi:

A few weeks ago we previewed some of the things we’re working on to address the issue of fake news and hoaxes. We’re committed to doing our part and today we’d like to share some updates we’re testing and starting to roll out.

Poche settimane fa abbiamo mostrato in anteprima alcune cose su cui stiamo lavorando per risolvere il problema delle bufale e delle falsità. Siamo pronti a fare la nostra parte, ed oggi noi vorremmo mostrarvi alcuni miglioramenti che stiamo collaudando e siamo pronti a mostrarvi.

We believe in giving people a voice and that we cannot become arbiters of truth ourselves, so we’re approaching this problem carefully. We’ve focused our efforts on the worst of the worst, on the clear hoaxes spread by spammers for their own gain, and on engaging both our community and third party organizations.

Noi crediamo nel dare ad ognuno una voce e che non possiamo essere arbitri della verità, quindi stiamo affrontando il tema con cautela. Ci siamo concentrati sul peggio del beggio, sulle bufale conclamate che gli spammer distribuiscono per profitto, coinvolgendo sia la nostra community che organizzazioni di terzi.

The work falls into the following four areas. These are just some of the first steps we’re taking to improve the experience for people on Facebook. We’ll learn from these tests, and iterate and extend them over time.

Il lavoro cade in quattro aree. Sono solo alcuni dei passi che stiamo adottando per migliorare l’esperienza della gente su Facebook. Impareremo da questi test, e estenderemo quanto appreso nel tempo.

Easier Reporting
We’re testing several ways to make it easier to report a hoax if you see one on Facebook, which you can do by clicking the upper right hand corner of a post. We’ve relied heavily on our community for help on this issue, and this can help us detect more fake news.

Maggiore facilità nel segnalare
Stiamo testando una serie di modi per segnalare una bufala su Facebook, cosa che potrete fare cliccando sul segnalino in alto a destra in un post. Ci siamo affidati molto all’aiuto della community: ciò ci aiuterà a trovare molte nuove notizie.

Flagging Stories as Disputed
We believe providing more context can help people decide for themselves what to trust and what to share. We’ve started a program to work with third-party fact checking organizations that are signatories of Poynter’s International Fact Checking Code of Principles. We’ll use the reports from our community, along with other signals, to send stories to these organizations. If the fact checking organizations identify a story as fake, it will get flagged as disputed and there will be a link to the corresponding article explaining why. Stories that have been disputed may also appear lower in News Feed.

It will still be possible to share these stories, but you will see a warning that the story has been disputed as you share.

Once a story is flagged, it can’t be made into an ad and promoted, either.

Segnalare le notizie come dubbie
Crediamo che indicare maggior contesto possa aiutare le persone a decidere da sole sia di chi fidarsi che cosa condividere. Abbiamo creato legami con fact-checkers terzi che hanno aderito al Codice  Internazione del Fact Checking di Poynter. Useremo le segnalazioni della community, ed altri segnali, per contattare quelle organizzazioni. Se le organizzazioni identificano la storia come un falso, sarà segnalata come dubbia e sarà munita di un link all’articolo di fact checking corrispondente. Le notizie dubbie appariranno in fondo ad ogni bacheca.

Se vorrete potrete ancora condividere le storie, ma vedrete un allarme a segnalare che la storia è dubbia.

Una storia flaggata come dubbia non può essere oggetto di promozione, comunque.

Informed Sharing
We’re always looking to improve News Feed by listening to what the community is telling us. We’ve found that if reading an article makes people significantly less likely to share it, that may be a sign that a story has misled people in some way. We’re going to test incorporating this signal into ranking, specifically for articles that are outliers, where people who read the article are significantly less likely to share it.

Condivisione informata
Siamo sempre pronti a migliorare le bacheche ascoltando cosa chiede la community. Abbiamo scoperto che se  leggere un articolo riduce il numero di persone che lo condividono, potrebbe significare che la storia ha ingannato persone in qualche modo. Cercheremo di incorporare questo segnale in un sistema di ranking, specialmente per articoli esterni, laddove riscontrato che la gente che l’ha letto è meno favorevole a condividere.

Disrupting Financial Incentives for Spammers
We’ve found that a lot of fake news is financially motivated. Spammers make money by masquerading as well-known news organizations, and posting hoaxes that get people to visit to their sites, which are often mostly ads. So we’re doing several things to reduce the financial incentives. On the buying side we’ve eliminated the ability to spoof domains, which will reduce the prevalence of sites that pretend to be real publications. On the publisher side, we are analyzing publisher sites to detect where policy enforcement actions might be necessary.

Privare gli spammers degli incentivi economici.
Abbiamo scoperto che molte bufale sono motivate dal guadagno. Gli spammer guadagnano fingendo di essere enti  di informazione legittimi e postano bufale per attirare gente che visiterà i loro siti, spesso pieni di banner pubblicitari. Faremo molte cose per ridurre gli incentivi. Abbiamo inibito la possibilità di usare nomi di dominio falsificati, il che riduce le possibilità che le pagine simulino di essere di legittimi giornali. Dal punto di vista della pubblicazione, analizzeremo i siti di pubblicazione per valutare possibili azioni giudiziarie.

It’s important to us that the stories you see on Facebook are authentic and meaningful. We’re excited about this progress, but we know there’s more to be done. We’re going to keep working on this problem for as long as it takes to get it right.

È importante per noi che le storie che vedete su Facebook siano autentiche e ricche di significato. Siamo molto eccitati per questo progresso, ma siamo consapevoli ci sia molto altro da fare. Lavoreremo su questo problema per tanto tempo quanto servirà a risolverlo.

È stato lo  stesso Mark  Zuckerberg ad annunciare questi cambiamenti con entusiasmo  e la citata associazione Poynter conferma i contatti intercorsi annunciando una campagna di assunzioni e di espansione delle proprie attività.

Avrete riconosciuto alcune delle modalità che Zuckerberg sta collaudando: una blacklist gestita da terzi imparziali e vigilanti, strumenti di segnalazione da parte degli utenti ed un sistema di  segnalazioni che evidenziano gli articoli e le fonti indicate nella blacklist.

Possiamo per una volta dire di concordare in quanto noi stessi stiamo collaudando con profitto un sistema simile, a quanto ci riferite.

Vi preghiamo di notare come lo stesso Zuckerberg dica che tutti questi sono  ottimi inizi, ma ancora insufficienti senza l’elemento principale.

Voi e noi.

Noi utenti dovremmo segnalare le bufale, noi utenti dovremmo tagliare i viveri ai bufalari noti, noi utenti dovremmo informare le vittime di bufale e discorsi di odio motivati dal solo profitto, e noi utenti dovremmo coscientemente isolare chi si macchia di tali colpe.

Ma ogni lungo cammino non comincia forse da un singolo passo?

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