Non esiste alcuna raccomandata che ordina agli anziani di tornare a lavorare
Ci segnalano i nostri contatti un articolo che descrive con toni allarmistici una raccomandata che ordina agli anziani di tornare a lavorare, anzi di “tornare lavorare”, perché evidentemente quando devi scrivere una lunga serie di articoli clickbait, se non terrobait, di fila, la tua tastiera tende a mangiarsi le lettere.

Non esiste alcuna raccomandata che ordina agli anziani di tornare a lavorare
Perché di questo si tratta, del solito articolo terrorbait del solito circuito: un articolo con un titolo spaventoso che tende a far arrabbiare e indignare il pubblico in modo che condivida al grido di “Condividi se sei indignato!!” e sfruttare il fatto che l’oggetto dello stesso, in questo caso un pensionato, sia un soggetto fragile con poca dimestichezza verso le fake news.
Non esiste alcuna raccomandata che ordina agli anziani di tornare a lavorare
L’articolo è il solito lunghissimo muro di testo, aiutato dall’Intelligenza Artificiale per tirarla in lungo costruendo lo scenario di un “tam-tam tra gli anziani che potrebbe celare un vero e proprio obbligo a ritornare al lavoro o, perlomeno, a giustificare la propria posizione in modo inequivocabile” e un misterioso “dietro le quinte del sistema previdenziale italiano” che non esiste.

Esame di Smodin
L’articolo continua ad avvitarsi prendendo i codici market delle raccomandate e trasformando il fatto che una raccomandata col codice che inizi per 68 potrebbe essere una richiesta di accertamenti per inventare dal nulla la spy story delle raccomandate che ordinano di “tornare lavorare” spiegando solo nel finale che quanto detto nella prima parte del capitolo sono “voci allarmistiche” e consigliando di rivolgersi ad un patronato.
E lo fa volutamente: un articolo volutamente lungo a costo di essere convoluto viene percepito come premium sia dal lettore che dall’algoritmo che inserisce le notizie nei vari aggregatori come Google News, rendendoli cliccabili.
Patronato che ovviammente potrebe anche limitarsi ad indicare di evitare di leggere “consigli da Internet”.
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