Niente dolce a fine pasto per i bimbi più poveri – bufala – bufale.net

di LO SBUFALATORE Claudio Michelizza |

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Niente dolce a fine pasto per i bambini più poveri. È questa l’idea dell’amministrazione comunale di Pomezia, guidata dal grillino Fabio Fucci, per le mense delle scuole pubbliche. Il Comune ha previsto nella gara d’appalto due menù a prezzi differenti: uno, meno caro, non prevede la somministrazione del dolce, mentre sono uguali per entrambi le altre portate.

La notizia è vera, MA NON NEL MODO IN CUI VIENE PRESENTATA TRASFORMANDOLA IN BUFALA.

Il caso a quanto pare è una mera montatura a scopo politico fatta dalle Forze LOCALI contro l’amministrazione attuale (M5S). La delibera che prevede un pasto da 4.4 euro con dolce e uno da 4 euro senza dolce risale a dicembre 2013, ed è stata fatta per venire incontro alle richieste di alcuni genitori che non volevano che i figli mangiassero troppo  cibo spazzatura (il dolce era roba preconfezionata ).
Il capitolato prevede i due tipi di pasto con basi d’asta differenti. e il regolamento prevede che in base alle fasce di reddito si paghi una certa % del costo unitario del pasto. Quindi uno può chiedere il pasto senza dolce per scelta salutista.
Nessuna discriminazione quindi, ma solo una scelta consapevole su richiesta dei genitori.

Se volete vedere le delibere, cliccate qui

LA RISPOSTA DEL SINDACO

“La scelta del doppio menù deriva dalla richiesta di soddisfare un’esigenza espressa a gran voce e da un confronto con i genitori e i loro rappresentanti. Non c’è nessuna discriminazione. Tutto il polverone sollevato è chiaramente una strumentalizzazione per fini elettorali”, respinge tutte le accuse il sindaco del Movimento Cinque Stelle di Pomezia, Fabio Fucci, dopo le polemiche relative al doppio menu nelle scuole materne ed elementari, uno con merenda e l’altro senza.
“Noi – chiarisce il sindaco – abbiamo deliberato in consiglio comunale lo scorso anno le linee di indirizzo nate anche da una certa condivisione con le famiglie e con i rappresentanti dei genitori. Alla fine è stato concordato che i bambini mangeranno le stesse portate nella stessa quantità e non c’e’ alcuna discriminazione nel momento del pasto a mensa dove tutti mangiano la stessa cosa. Viene lasciata, invece, la facoltà di aderire a un menù intero o ridotto per quanto riguarda la merenda del pomeriggio. Viene salvaguardato così il fine educativo del pasto e viene garantita l’opportunità di scelta alle famiglie: avvalersi del menù completo offerto dalla ditta oppure di provvedere in autonomia mettendo nello zainetto una merendina o un frutto portato da casa”.
“Il servizio che andremo ad offrire – sottolinea Fucci – ha i suoi punti di forza negli alimenti bio e un’attenzione maggiore nei riguardi dell’ambiente con stoviglie riutilizzabili. Viene comunque salvaguardato – ribadisce – il sostegno alle famiglie che si trovano in una condizione di disagio economico a cui il Comune assicurerà una quota di contributo sul pasto”.

 

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