BUFALA Il motore ad acqua di Stan Meyer – Bufale.net

di Shadow Ranger |

BUFALA Il motore ad acqua di Stan Meyer – Bufale.net Bufale.net

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Ci sono bufale consegnate all’eternità. Il perché è evidente: esse solleticano i bisogni più elementari dell’umanità. Energia gratis significa calore e sicurezza, auto in grado di muoversi coi più esoterici dei carburanti significano abbattere i costi ed avere un ambiente migliore e sicuro.
Sono sogni verso i quali il progresso può portarci: ma alcuni preferiscono i sogni. Altri, invece, preferiscono le bufale. E del tipo facilmente monetizzabile.
Entra ora in scena Stan Meyer. Negli anni ’90 Stanley Meyer brevettò un dispositivo, la “Pila di Meyer”, in grado di trasformare la banale acqua in un gas dalle proprietà affini al “flogisto” ricercato dagli alchemisti dei secoli passati, che lui dichiarò poter alimentare un motore a scoppio.
In questa pagina troverete una serie di ragioni tecniche per le quali la “Pila di Meyer” è un dispositivo impossibile: in questa sede basterà ricordare un piccolo estratto dell’esposizione. Piccolo ma necessario a capire il successo che Stanley Mayer ebbe in vita:

there is the misconception that gatting a patent for a device is some kind of proof that it works – which is “patently” untrue. The patent office doesn’t test the designs it processes, it is simply a clerical operation where checks are made that the submitted documents meet certain criteria for completeness and correctness. There are a great many patents issued every year for devices that simply do not work.
Vige l’errata convinzione per cui ottenere un brevetto ufficiale per un dispositivo possa provarne in qualche modo il funzionamento – ciò è “ufficialmente” erroneo. L’ufficio brevetti non sottopone ad alcun test gli schemi che riceve: si limita a compiere operazioni burocratiche riguardo ai criteri di completezza e completezza della documentazione. C’è un gran numero di brevetti depositati ogni anno per dispositivi non in grado di funzionare.

Quindi Stanley Meyer brevettò la sua Pila di Meyer. Un dispositivo che, letteralmente, non aveva ragione logica, tecnica o fisica di esistere.
Ciò nonostante, forte della sua grande abilità imprenditoriale e dell’ottenuto brevetto riuscì ad ottenere denaro e finanziamenti per il suo progetto… denaro che dovette restituire, sicché

Two years later, a Fayette County judge found “gross and egregious fraud” in Meyer’s contract negotiation with two businessmen. Their money was returned.
Due anni dopo, un giudice della Contea di Fayette invenì gli estremi della frode nei contratti di Meyer con due industriali. Il denaro fu restituito.

Nonostante le denunce per frode, nonostante l’assenza di ogni dispositivo funzionante salvo una Dune Buggy mai vista accesa con frasi religiose istoriate sul cofano, nonostante, come dimostrato nella bibliografia indicata, la pila di Meyer era semplicemente destinata a funzionare, un ulteriore elemento consegnò il nostro presunto inventore all’Olimpo delle bufale eterne.
Un giorno , il 20 marzo del 1998, ad una cena con nuovi potenziali investitori, Stanley Meyer, bevuto un sorso di succo di ossicocco, bevanda molto in voga dalle sue parti, si sentì improvvisamente male, accusando con le sue ultime parole un complotto ordito ai suoi danni.
Si badi bene, in passato Meyer aveva sovente insinuato che le multinazionali del petrolio fossero interessate ad “occultare” la sua grande scoperta, forse credendovi, forse allo scopo di costruire un alone di mistero ed importanza intorno alla sua scoperta.
Per moltissimi, ancora oggi, quella frase è la prova dell’esistenza di un complotto teso ad occultare la “Pila di Meyer”, ma…

The Franklin County coroner ruled that Meyer, who had high blood pressure, died of a brain aneurysm. Absent any proof of foul play, the police went with the coroner’s report.
Il Coroner della Contea di Franklin dichairò che Meyer, sofferente di alta pressione, morì di auneurisma cerebrale. Non essendoci prove contrarie, la polizia confermò il rapporto del coroner.

Il caso è dunque chiuso:  la morte di Meyer fu un triste dispetto della natura, e la sua grande invenzione poco più che un sogno…tranne per chi dovette ricorrere alle autorità per riavere il suo denaro.

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