McNuggets da 93°C: bambina risarcita da McDonald’s per ustioni di secondo grado

di Bufale.net Team |

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McNuggets da 93°C: bambina risarcita da McDonald’s per ustioni di secondo grado Bufale.net

Un McNuggets da 93°C: questo il bizzarro oggetto che ha provocato una richiesta di risarcimento danni da parte di Upchurch Foods, Incorporated, franchisor di McDonalds.

McNuggets da 93°C: bambina risarcita da McDonald's per ustioni di secondo grado

McNuggets da 93°C: bambina risarcita da McDonald’s per ustioni di secondo grado

Avrete infatti letto diversi titoli che semplicemente parlano genericamente di “risarcimento dovuto alle ustioni”, echeggiando il motteggio comune per cui gli americani non capirebbero se un alimento è caldo senza che gli sia detto, echeggiato in cause simili.

Quello che questa volta, come le altre, andrebbe precisato, è che secondo quanto emerge dagli atti si parla di temperature anormali e condizioni di vendita decisamente sopra le righe.

In questo caso un pacchettino da take away con delle crocchette di pollo da 93°C, distribuite al Drive-In di un negozio della catena, quindi destinate al consumo di un minore in un ambiente ristretto come un’automobile.

McNuggets da 93°C: bambina risarcita da McDonald’s per ustioni di secondo grado

Come è ampiamente prevedibile servendo un “finger food”, un alimento fatto per essere consumato con le mani ad una bambina di 4 anni in un involucro di cartone, ma lasciandolo alla temperatura di 93,33 gradi Celsius (200 Fahrenheit per i più precisi) il risultato è stata la riproposizione drammatica della gag fantozziana del “Pomodorino Palla di Fuoco a 18mila gradi“, ma senza l’ironia e il divertimento della finzione cinematografica, sostituiti dalla sola parte drammatica.

La bambina, come accade coi bambini, si è fatta cadere addosso una crocchetta lavica a 93°C che le ha causato ustioni di secondo grado su una gamba. A questo punto, siamo fortunati che non l’abbia addentata.

Il tutto senza alcuna segnalazione, o prevedibilità che in un fastfood ti servano abitualmente un “Happy Meal” (menù per bambini) servito ad una temperatura prossima al punto di bollitura dell’acqua.

Quattro anni dopo, un primo giudizio ha riconosciuto le responsabilità del Fast Food, che, altrettanto ovviamente, se ne è dissociato dichiarando in occasione di essere certo di aver servito crocchette a “soli” 71°C (temperatura inferiore a quella indicata dagli avvocati della famiglia di 22 gradi circa) per assicurarsi che fossero ben cotte e che non è nel loro intento causare ustioni.

Un secondo stralcio del giudizio ha portato, recentemente, a quantificare il risarcimento in 800mila dollari, meno dei 15 milioni richiesti dalla famiglia, ma ritenuti dal tribunale una somma equa.

Ovviamente quindi non parliamo di “tutti i McNuggets” in “tutti i McDonalds”, ma di un particolare esercizio posto sotto scrutinio da un particolare giudice per aver servito una crocchetta a 93°C.

 

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