La mega bufala del MES approvato: Salvini e Meloni attaccano, ma nulla è stato firmato da Conte

di Redazione Bufale |

MES approvato
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Proveremo a spiegarlo nel modo più semplice possibile, in quanto l’argomento è complesso e delicato, al punto da chiarire prima di ogni altra che parlare di MES approvato da Conte oggi 10 aprile equivalga ad alimentare una bufala clamorosa. Il motivo? Che l’approccio dell’Italia piaccia o meno dopo gli accordi di ieri sera, nulla è stato firmato. Per intenderci ancora meglio, qualora decisioni evidentemente poco gradite agli italiani (stando a quanto si legge stamane sui social) fossero state prese dal nostro governo, non sarebbe stato possibile attuarle.

Questo, dunque, il presupposto dal quale partire nell’affermare che quella del MES approvato sia una fake news. Senza se e senza ma. Subito dopo il confronto tra i ministri delle Finanze che si è avuto ieri, infatti, abbiamo assistito a post social di Meloni e Salvini (quest’ultimo, protagonista di un buffo episodio in diretta Instagram poche ore prima, come vi abbiamo raccontato praticamente in tempo reale), con cui a conti fatti sono stati fomentati in modo ingiustificato i peggiori istinti dei sovranisti in Italia.

La bufala di Salvini e Meloni sul MES approvato

In particolare, Matteo Salvini ha esordito su Facebook parlando di “MES APPROVATO: FUORI DALLA LEGGE, DITTATURA NEL NOME DEL VIRUS”. Addirittura in stampatello, quasi a voler mettere subito le cose in chiaro coi propri sostenitori. A suo dire, in sostanza, nell’accordo non sono presenti gli Eurobond, obiettivo principale di Conte, ma c’è il MES, definito dal diretto interessato “una drammatica ipoteca sul futuro” dei nostri figli. Di carattere militare, invece, il post di Giorgia Meloni, con una grafica nella quale si parla addirittura di “alto tradimento“.

Nulla è stato firmato, la bufala del MES approvato

Una spiegazione più completa su quanto avvenuto ieri sera ci arriva da Next Quotidiano. In sostanza, il Premier Giuseppe Conte ieri non ha firmato il MES, né il cosiddetto ESM, in quanto il 9 aprile c’è stata semplicemente la convocazione dell’eurogruppo dei ministri delle Finanze. E, volendo approfondire i contenuti dell’incontro di ieri, l’accordo di massima (non ancora firmato), prevede semplicemente la possibilità di utilizzare il Fondo Salva-Stati con alcune condizionalità. Fondi sostanzialmente accessibili a tutti gli Stati, con una misura ed in limite preciso, ovvero il 2% del loro Pil.

Allo stesso tempo, gli Stati potranno accedervi esclusivamente per finanziare i costi sanitari, escludendo a conti fatti qualsiasi altra spesa indirettamente legate all’emergenza. Ad oggi, premesso che sarà Conte a prendere le decisioni finali, l’Italia non intende sfruttare questi fondi, auspicando ancora nell’accordo per gli European Recovery Bond.  Insomma, un quadro differente rispetto alla storia del MES approvato.

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