Avellino-Ternana: pioggia di insulti sessisti alla guardalinee perché ha annullato il goal

di Redazione |

Nel calcio, si sa, può accadere di tutto. Errori di arbitri e guardalinee sono all’ordine del giorno (siamo esseri umani) così come il giudizio della gente che si contrappone: fallo o non fallo, regolare o fuorigioco, valido o non valido. Capita così che durante il match Avellino-Ternana valido per la qualificazione della Coppa Italia un goal annullato al 91esimo minuto perché in fuorigioco costi caro all’Avellino. Cosa accade dopo? Il linciaggio mediatico del guardalinee. Veronica Vettorel, guardalinee donna. Il linciaggio mediatico assume, ovviamente, connotati precisi: e via di insulti sessisti guardalinee.

Insulti sessisti guardalinee: dall’aspetto fisico alla professione i leoni da tastiera non fanno mancare nulla

La decisione della Vettorel non sono tardate le proteste dell’allenatore e di alcuni tesserati dell’Avellino, che non sono però sfociate in insulti a livello personale. La situazione si fa diversa quando ci si sposta sul web. I leoni da tastiera hanno attaccato la Vettorel su diversi fronti. Dai commenti sull’aspetto fisico a chi l’ha invitata a preferire altri tipi di “mestiere” fino a quelli che le consigliavano di fare un diverso utilizzo della bandierina da guardalinee. Tutta la stampa locale ha preso le dovute distanze da questo atteggiamento. La denigrazione umiliante che la donna ha dovuto subire sul web non è comunque passata inosservata.

L’episodio sessista non è che l’ennesima prova che, per quante giornate contro la violenza sulle donne possiamo organizzare, siamo ancora ben lontani dal trattare con rispetto le donne – e più in generale le persone – proprio a partire dal linguaggio. Questo episodio riporta a quanto avvenuto lo scorso maggio a Mestre, quando una giovane donna di 22 anni che stava arbitrando una partita di giovanissimi si è vista davanti un ragazzino di 14 anni che si è abbassato i pantaloni. Dopo questo gesto il 14enne ha invitato la giovane a espellerlo o a pratiche sessuali. In questo caso il provvedimento è stato esemplare; un anno di squalifica dal gioco (sei mesi se avesse accettato di partecipare a un percorso rieducativo insieme ai genitori).

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