Il raccapricciante video del “traffico organi sui malati Covid” – dalla Fake News alla Querela

di Bufale.net Team |

Il raccapricciante video del “traffico organi sui malati Covid” – dalla Fake News alla Querela Bufale.net

È stato segnalato anche a noi un presunto raccapricciante video del “traffico organi sui malati Covid”.

Video che premettiamo è una bufala, qualcuno è stato denunciato per averla diffusa, e proveremo del tutto falso nel suo protervo gettare fango sui medici che ogni giorno si impegnano per aiutarci.

Video che ci rifiutiamo di farvi vedere, mostreremo solo una screen censurata, tanto per farvi capire di cosa parliamo. E ci rifiutiamo per una serie di ragioni che riteniamo validissime.

Il raccapricciante video del "traffico organi sui malati Covid" - dalla Fake News alla Querela
Il raccapricciante video del “traffico organi sui malati Covid” – dalla Fake News alla Querela

Ma andiamo con ordine

Il raccapricciante video del “traffico organi sui malati Covid” – dalla Fake News alla Querela

Il video sostanzialmente raffigura delle figure umane, presumibilmente manichini, appesi per la testa in modo assai macabro, col logo “originale” di diffusione del video coperto da una didascalia che riguarda COVID19 e una voce concitata che ripete che quei cadaveri sono pazienti COVID19 che vengono uccisi negli ospedali per vendere gli organi al mercato nero “come in Cina”.

Abbiamo di tutto: dalla sinofobia al procurato allarme.

Era previsto, era prevedibile: più il vaccino si avvicina, più la “controinformazione” cerca di gettare fango sui medici.

Problema: ovviamente, tutto quello che la voce narrante dice è errato.

La parola al nostro esperto Jedi Luke Skywalker
La parola al nostro esperto Jedi Luke Skywalker

Le origini del video

Ripetiamo: chi diffonda un video non ci interessa troppo. Ci interessa solo che, ove sia una bufala, la smetta e subito.

Bufale.net, come l’Ipergenio Kingstar prima di lui odia il peccato, e non chi lo commette

Raffigurazione di Bufale.net

Altri comunque, come Open, hanno rintracciato la catena di provenienza del video, dalle sue origini fino a profili con loghi di QAnon, arrivando ad appurare che ovviamente non può trattarsi di un video italiano.

Ovviamente
Ovviamente

Nulla da aggiungere al certosino lavoro di ricerca, l’origine si rintraccia in un (attenzione: NSFW) video shock su Vkontakte, il social russo sovente rifugio dei bannati da Facebook prima che essi scoprissero nuovi social dal titolo

Obitorio Giapponese

E senza didascalia.

Sin qui, ovviamente, se è un obitorio giapponese non può essere una clinica italiana, come suggerisce la stessa logica.

Ma sorpresa: le didascalie mentono, e sempre da Open sappiamo che il video è stato usato come prova di esperimenti clonazione umana, rettiliani o di corpi donati alla scienza per le scuole di medicina.

Siamo così arrivati ai cloni alieni di Ilia Popinov decantati dal buon Dipré che minacciano gli esseri umani che spargono falsità e cattiverie di punizione mediante castrazione aliena

E in questo caso la punizione, come vedrete, si avvicina, per quanto più prosaica e meno bizzarra.

Prima di arrivarci, ci tocca ulteriormente precisare per coloro che davvero vorrebbero credere al raccapricciante video del “traffico organi sui malati Covid”

Perché il video non può raffigurare un espianto di organi

Anche l’espianto di organi è un qualcosa che riappare sovente nell’immaginario di chiunque voglia demonizzare la scienza medica.

Ci sembra solo ieri che un improbabile personaggio che si firmava come Catwoman, la ladra di appartamenti di Gotham City dei fumetti di Batman, farneticava cose sui trapianti.

È un lungo articolo e vi consigliamo di leggerlo per intero e poi tornare qui. La parte che ci riguarda è che non puoi semplicemente tenere un morto in frigorifero e poi espiantargli gli organi.

E non puoi uccidere persone a caso per gli organi.

Sapete perché in un espianto di organi sono presenti gli anestesisti? Non perché secondo alcune teorie del complotto non meno bizzarre di questa ti espiantino gli organi da vivi, ma perché è necessario che gli organi in qualche modo continuino a ricevere nutrimento e movimenti inconsulti non più legati alla vita rendano disagevole l’operazione di espianto.

Sostanzialmente, in condizioni ordinarie il cervello ha bisogno di sangue ricco di nutrienti e di ossigeno per vivere.

Il sangue glielo pompa il cuore, l’ossigeno ce lo mettono i polmoni.

Il cervello si procura l’ossigeno “ordinando” ai polmoni di continuare a respirare, ma non ha bisogno di dare “ordini diretti” al cuore. Il cuore continua a battere finché gli passa sangue ossigenato dentro, grazie all’attività del nodo senoatriale, il c.d. pacemaker naturale.

Quando infatti il nodo senoatriale smette di funzionare come si deve, un essere umano può subire l’impianto di un pacemaker artificiale e vivere felice per diversi anni, una vita intera, con una “scatoletta” che dice al cuore come deve battere pompando sangue ben ossigenato in tutto il suo corpo e tenendo quindi vivi e in salute tutti i suoi organi.

Succede quindi questo scenario

Il rapporto tra cuore, cervello e polmoni
Il rapporto tra cuore, cervello e polmoni

Si evidenzia che il cuore ha bisogno, per continuare a pompare nutrienti nel corpo e tenere ogni organo in perfetto funzionamento di sangue ben ossigenato e ricco di nutrienti, ed è perfettamente in grado di continuare a farlo anche in un corpo ormai morto, dove il cervello ha smesso di funzionare.

E come fa a farlo?

Lo fa perché grazie alle meraviglie della scienza moderna, una volta accertata la morte cerebrale, in presenza di un donatore di organi, subentra la medicina che fornisce ai polmoni (mediante un ventilatore meccanico) gli strumenti per continuare a funzionare, surrogandosi al cervello e dandogli “l’ordine di continuare a respirare” ed il cuore per questo “non si accorge” di essere in un corpo morto e finché gli arriva sangue ricco di nutrienti (forniti da una flebo) e ossigeno (fornito dai polmoni artatamente forzati a funzionare ancora) continua a fare il suo lavoro.

Semplicemente, staccando quel ventilatore, il cuore continuerebbe a battere fino ad aver portato ogni stilla di ossigeno e nutrienti in giro per il corpo, poi, all’improvviso, avendo finito ogni risorsa si fermerebbe non avendo più esso stesso il materiale per funzionare.

Ergo un corpo pronto per l’espianto è un corpo dove

  • il cervello ha smesso di funzionare, per sempre.
  • gli organi ricevono per mezzo di flebo e ventilazione artificiale i nutrimenti per restare forzatamente attivi, sotto la supervisione degli anestesisti
  • ogni anomalia in questo procedimento rende gli organi inutilizzabili.

E per anomalie parliamo di organi di soggetti affetti da altre malattie, le inevitabili condizioni di igiene precaria e il fatto che bastano 24 ore dalla morte per far insorgere danni permanenti agli organi.

Un’ipotetica “associazione di espiantatori di organi di falsi malati COVID19” sostanzialmente rischierebbe di vendere al famoso capo della Triade Cinese evocato troppe volte negli esempi un organo che nella migliore delle ipotesi sarebbe rigettato, nella peggiore lo renderebbe sieropositivo rispetto ad HIV o all’Epatite.

Figurarsi l’allegria in un business dove “soddisfatto o rimborsato” viene gestito dalle organizzazioni criminali.

Perché non fanno le autopsie allora?

Perché menti, ragazzo mio?

Come abbiamo fatto in questi mesi a raccogliere dati su COVID19? Pare assai brutto dirlo, ma da ogni morte, da ogni errore abbiamo imparato.

Non sappiamo ancora tutto di SARS-CoV-2, ogni dato che abbiamo nel lungo termine è letteralmente “Dalla nascita di SARS-CoV-2 a ieri”.

E infatti sono sempre state consentite autopsie per motivi di studio o per appurare le cause della morte, sia pur con le massime avvertenze per gli anatomopatologi. Ovviamente: far morire anche gli anatomopatologi non serve a niente.

Ai medici è sempre stato, giustamente, raccomandato di usare tutte le cautele possibili. Riceveranno le prime dosi di vaccino perché è giusto che sia così, perché se tuteliamo i medici che sono a contatto con COVID19 tutto il giorno, tutti i giorni, spezziamo un importante vettore di contagio e li aiutamo ad aiutarci in sicurezza.

Abbiamo sentito la storia più e più volte: e questa volta il finale ci piace

Abbiamo sentito questa storia troppe, molte volte.

E solitamente il finale non ci piace e non ci ha mai convinto: tranne questa volta.

A volte perché il male trionfi basta solo che i buoni si facciano da parte: questa volta Paolo TuttoTroppo ha annunciato una querela nei confronti di chi ha condiviso questo video.

Querela che approviamo: non è una forma di censura, ma di giustizia.

La querela rileva la violazione dell’art. 414 c.p. (istigazione a delinquere), 415 c.p. (istigazione alla violazione delle leggi), 656 c.p. (diffusione di notizie false), 658 c.p. (procurato allarme) e 661 c.p. (abuso della credulità popolare). Provvederò al deposito domani mattina. E’ sarà solo la prima di una lunga serie.
Questa è una delle azioni che ritengo indispensabili per contrastare la disinformazione dilagante; è una delle azioni che vorrei discutere insieme ai miei colleghi debunker e finanziare attraverso il nostro canale Patreon appena aperto, così da predisporre una struttura che sia in grado di segnalarci questi contenuti, rintracciare i proprietari delle pagine e procedere con denunce sistematiche di fronte alle autorità giudiziarie.

Ricorda il nostro collega, e noi raccogliamo l’invito. Siamo del tutto a favore.

Avevamo previsto che l’infodemia avrebbe alzato il tiro: dovremo farlo anche noi.

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