Il caso della chef che non ha esattamente detto che “mangiare con le posate è da razzisti” e l’indignazione social

di Bufale.net Team |

Il caso della chef che non ha esattamente detto che “mangiare con le posate è da razzisti” e l’indignazione social Bufale.net

Il caso della chef che non ha esattamente detto che “mangiare con le posate è da razzisti” è l’ennesima polemica social nata dalle frasi di poche persone. In questo caso due persone.

Polemica che esplode fuori da ogni controllo diventando una guerra di religione nell’Internet. Come la storia del bacio di Biancaneve, la Torta di Mele Americana e gli spinotti audio gender: la polemica ormai è servita.

Nasce tutto da un articolo di chef e attivista nota per il suo lavoro sull’alimentazione in ospedali e carceri.

Autrice di un saggio dal titolo “Perché il modo in cui insegniamo ai bambini a stare a tavola è abbastanza razzista”.

La premessa, rispetto alle polemiche social cui siamo abituati, è alquanto blanda, e non assimilabile al concetto di “mangiare con le posate è da razzisti”.

È più simile a “insegnare ai bambini che se mangiano con le mani sono dei maleducati lo è”, in quanto, non vi spoileriamo la lettura del saggio, ci sono diversi alimenti fruibili con le mani. Nella cultura occidentale, Sandwich e tramezzini (del resto, nacquero apposta). Nella cultura giapponese, dove si usano le bacchette, un “gaijin” è più tollerato se afferra un boccone di sushi con le mani che non con le posate all’occidentale.

La chef ricorda che in alcune culture il cibo viene accompagnato da del pane sottile usato per afferrare i bocconi e mangiarli. Quindi dire a un bambino che non può mangiare con le mani “perché è da maleducati” le suona razzista, a volte grottesco come quella volta che portò degli amici ad un ristorante indiano e cercarono di usare le posate con alimenti pensati per essere presi con le mani facendo casino.

Tutto qui. Abbastanza “modesta” come polemica no? Ma la polemica va servita, tentata, cercata.

La polemica è servita: come si arriva a “mangiare con le posate è da razzisti”

Succede però che un politico inglese, Lee Anderson, conservatore, decide di rispondere al saggio con le parole

“Paesi diversi e culture diverse hanno diversi modi di mangiare il cibo. Bacchette, posate, dita… ho insegnato ai miei figli a mangiare con coltello e forchetta e non con le dita. Non ho mai pensato alla colonizzazione. Nel Regno Unito è buona educazione usare coltello e forchetta a tavola”

Detto nel paese che ha inventato il Sandwich, possiamo dire è un po’ dissonante.

Del resto il Fish&Chips è uno degli esempi primari nel mondo occidentale di “cibo da strada” che può essere mangiato sia con le posate che avvolto in un foglio di carta alimentare (un tempo carta da giornale) e mangiato con le mani.

Da questo dibattito è nato lo scontro giornalistico con titoli come “Chef dichiara che mangiare con le posate è da razzisti”.

Beh, leggete il saggio. E ricordate che non c’è niente di male a mangiare il sushi prendendone un pezzetto con le mani per pucciarlo nella tazzina con la salsa di soia (a parte le soluzioni richieste dal locale in sede pandemica), mangiare con le bacchette dove ti danno le bacchette o con le mani in un ristorante etiope o indiano.

“Chi va a Roma faccia come i Romani” significa anche che se sei un londinese il Fish&Chips te lo puoi anche mangiare nel foglio di giornale.

La polemica, ancora una volta, nasce da nulla.

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