Ignorate il file “Argentina lo sta facendo” su WhatsApp: il video dell’hacker è una bufala

di Redazione Bufale |

Argentina lo sta facendo
Ignorate il file “Argentina lo sta facendo” su WhatsApp: il video dell’hacker è una bufala Bufale.net

Ci state segnalando in queste ore il ritorno del file “Argentina lo sta facendo”, nell’ambito di un messaggio WhatsApp che ci parla del fantomatico video realizzato da un hacker. Esattamente come vi abbiamo detto la scorsa primavera, si tratta di una bufala che viene creata con il chiaro intento di generare apprensione tra gli utenti. La sua versione originale è in lingua spagnola e nasce da un testo che, evidentemente, potrebbe indurre in inganno soprattutto coloro che sono alle prime armi con le app di messaggistica.

Come ci appare il file “Argentina lo sta facendo” su WhatsApp: la bufala del video da hacker birichini

Esattamente come ad aprile, il file “Argentina lo sta facendo” viene veicolato tramite l’applicazione WhatsApp. Gli ideatori di questa catena hanno pensato ad un testo che, in piena ondata di contagi Covid, potrebbe attirare l’attenzione dei destinatari più sbadati. Vi illustriamo il testo del messaggio tradotto in italiano, visto l’elevato numero di segnalazioni che ci avete inoltrato in posta:

“Attenzione !!!!! Caricheranno un video su Whatsapp che mostra come la nostra curva si sta appiattendo in Argentina. Il file si chiama “Argentina lo sta facendo”, non aprirlo o vederlo, hackera il tuo telefono in 10 secondi e non può essere fermato in alcun modo. Passa le informazioni a familiari e amici. NON APRIRE … … Ora lo hanno anche detto in TV”.

Ve lo ripetiamo, una volta per tutte. Non esiste alcun file “Argentina lo sta facendo” che circola su WhatsApp in grado di formattare ed hackerare il nostro smartphone. Attenzione, però, perché questo non deve farci abbassare la guardia. Qualsiasi collegamento strano, come quello tornato di moda oggi 16 novembre, va ignorato, in quanto potrebbe nascondere insidie diverse rispetto a quelle che percepiamo.

Oggi come allora, vale la smentita riportata da Chequeado lo scorso 4 aprile 2020, con lo staff del sito che decise di contattare il procuratore argentino della cosiddetta “Specialized Cyber ​​Crime Tax Unit“, vale a dire Horacio Azzolin. Quest’ultimo, in quel frangente confermò di non essere a conoscenza di attacchi informatici di quel tipo. Se da un lato non esiste il video di un hacker associabile al suddetto messaggio, questo non vuol dire che ci si debba fidare di qualsiasi catena. Anzi, indipendentemente dal fatto che il file si chiami o meno “Argentina lo sta facendo”, vi rinnoviamo l’invito a diffidare di questi contenuti del tutto inaffidabili. Cestinateli subito.

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