BUFALA L’ultima del PD: fate sesso coi profughi per ri-conoscenza – bufale.net

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Esiste nella psicologia un test chiamato delle Macchie di Rorschach (da non confondersi col supereroe del film e fumetto Watchmen, folle complottista che un giorno, a furia di “pensar male”, si imbatte in un vero complotto di cui è l’unico a conoscenza) che sostanzialmente incarna il proverbio “La Malizia è negli occhi di chi guarda”

Mostrando a persone a caso delle macchie scure su un cartoncino bianco, ognuno vedrà cose normali, belle o ripugnanti a seconda di quello che ha in testa.

Il solito Voxnews, non pago di essersi attribuito il titolo di Fact Checker per deformare e mistificare, va oltre la macchina di Rorschach decidendo di trasformare lo scanzonato manifesto di una installazione artistica, una fiera ironica ed autoironica sin dalle sue origini in una specie di orgia gerontofila resa turpe da contaminazione della razza solo osservandone il manifesto (archiviato qui)

Il messaggio è piuttosto chiaro, quasi pornografico

La nuova perversione del PD è quella di dare, per ‘ri-conoscenza’, le vostre nonne o madri ai profughi africani. A dimostrazione che il buonismo politico è parente stretto delle perversioni sessuali e che, le politiche di ‘apertura’ di una parte politica, nascono da un latente desiderio di sottomissione sessuale.

Il festival, nella cittadina di Badolato, è ovviamente patrocinato dal comune e dal Governo

Del resto il suo sindaco, PD al terzo mandato, è stato rinviato a giudizio per mafia, subito dopo l’elezione. Subentrava ad un’altra amministrazione sciolta per mafia. Pd, Mafia e immigrazione: la stessa cosa.

E poco importa che nel tentativo di dare seguito ad un perverso canovaccio turpe di sesso, crimine, gerontofilia e malinchismo l’autore decida di randellarci a caso pure il PD postulando che un rinvio a giudizio per vicende del tutto slegate dal caso in esame non possa che concludersi con un verdetto di colpevolezza (qualcuno ha il dono della veggenza?) e spostando la paternità di una fiera dai suoi organizzatori ad una specie di Sindaco/Imperatore/Onnisciente col potere di organizzare orge di varia natura (quando, come tutti sanno, ovviamente ottenuto il patrocinio dell’amministrazione il loghetto viene attribuito per prassi altrettanto ovvia)

Poco importa che la paternità di questa scanzonata e lieta manifestazione sia da attribuirsi all’Associazione Culturale Elicriso, evidentemente apolitica, apartitica.

Poco importa che il progetto Insegui l’Arte, in cui il festival della Ri-Conoscenza è inquadrato preveda

L’associazione Culturale “Elicriso” ha promosso l’evento “Insegui l’arte”, giunto alla sua terza edizione, che si svolgerà nei borghi di Badolato e Sant’Andrea Apostolo dello Ionio fino al 27 agosto.

Insegui L’Arte nasce come itinerario artistico e culturale, con lo scopo di far conoscere i borghi ai tanti visitatori che durante il periodo estivo popolano le coste calabresi e di stimolare negli abitanti la voglia di riappropriarsi dei propri luoghi relegati, ormai, a luoghi della memoria.

L’itinerario artistico, lungo il quale vengono allestite le mostre e le installazioni, attraversa l’intero centro storico. Il visitatore, guidato da una mappa, si perde nel borgo e nelle sue caratteristiche “vinèhṛe” alla scoperta di ruderi, catoja, chiese, conventi, vecchie dimore e nobili palazzi che, per l’occasione, vengono prestati all’arte.

Attraverso le mostre si vuole dare spazio e visibilità ai nuovi talenti della scena artistica contemporanea, calabrese e nazionale; uno spazio alternativo al classico circuito delle gallerie, in un contesto libero e che esuli dalla visita fine a se stessa.

Il percorso artistico creativo, inoltre, diventa motivo di aggregazione e socializzazione grazie alla partecipazione attiva di tutti i giovani coinvolti e di tutte le realtà presenti sul territorio; la relazione, dunque, come elemento essenziale per la crescita socio-culturale delle Aree periferiche coinvolte.

Possiamo definire “Insegui L’Arte” Festival della ri-conoscenza, un progetto di “inclusione” in grado di accogliere le diversità, sostenendole attraverso un percorso teso a potenziare le capacità di ogni singolo individuo. Peculiarità principale è di essere itinerante: il Festival, ideato e creato nel borgo di Sant’Andrea, quest’ anno approda nel borgo medievale di Badolato, creando, quindi, un ponte di incontro e scambio culturale tra i due borghi che vivranno, per tutta la durata della manifestazione, questo gemellaggio artistico.

Le antiche vie dei due borghi verranno animate, non solo grazie alla presenza delle mostre e delle installazioni, ma anche e soprattutto alle innumerevoli attività che si susseguiranno durante l’intero arco della Kermesse.

Sono previsti tre laboratori, riguardanti l’arte della ceramica, l’etnomusicologia e le arti figurative. Numerosi sono i convegni/dibattiti che saranno utili come momento di riflessione su temi quali: l’accoglienza e l’integrazione dei migranti, l’operato dei volontari e missionari nei campi profughi e in Africa, la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e demo-etno-antropologico.

Ci saranno come sempre gli incontri letterari con gli autori che presenteranno i libri scelti per questa terza edizione. Ed infine, non mancheranno gli appuntamenti con la musica, il teatro, la danza e l’enogastronomia.

Un lungo viaggio visivo, sonoro ed olfattivo che, attraverso le corde di uno strumento ad arco, l’incontro tra i versi danteschi e shakespeariani, le armonie pucciniane, un’arabesque che si contrappone ai battiti di un cantastorie inebriato dal vino, sarà in grado di suggestionare anche i sensi più pigri.

E quindi non troverete un’oncia di gerontofilia e sesso multientico neppure a cercarla, ma solo musica, canto, teatro, danza ed enogastronomia.

Troverete peraltro, nella pagina dell’elenco, un elenco delle personalità, assolutamente bipartisan, coinvolte, assieme ad un evento-conferenza stampa riassuntivo finale che si terrà domenica.

Che siamo certi saranno contentissime, e lo diciamo con l’ironia ed il sarcasmo che è sfuggito evidentemente a chi ha voluto vedere perversione in un manifesto chiaramente ironico e volutamente scanzonato e scioccante, col patrimonio artistico di un antico borgo raffigurato da una nonnetta vivace, libertina e brilla che sparge sorrisi ed abbracci, di essere state definite sessualmente perverse, e potrebbero voler spendere due parole sulla risibile “rilettura” della loro creazione.