Domani inizia la nuova regola di Facebook! Condividi lo Statuto di Roma!

di Shadow Ranger |

Domani inizia la nuova regola di Facebook! Condividi lo Statuto di Roma! Bufale.net

Domani inizia la nuova regola di Facebook sembra il grottesco incipit di un film post-Apocalittico dove all’improvviso un Lord Humungus annuncia un nuovo ordine nato dalle ceneri della distruzione, ma invece è il solito riciclo di una bufala che conosciamo ormai da diversi anni, ormai perpetua nell’eterno “domani” delle bufale.

"Domani inizia la nuova regola di Facebook! Condividi lo Statuto di Roma!"... ma anche no
“Domani inizia la nuova regola di Facebook! Condividi lo Statuto di Roma!”… ma anche no

Si tratta della bufala dello Statuto di Roma, recentemente ritornata nella sua primitiva formulazione che recita

Non dimenticare che domani inizia la nuova regola di Facebook dove possono usare la tua foto non dimenticare la scadenza domani!!! Tutto quello che hai mai postato diventa pubblico da domani. Anche i messaggi che sono stati cancellati o le foto non sono ammesse. Non costa nulla per una semplice copia e incolla, meglio sicuro che scusa. Non do a Facebook o a nessuna entità associata al permesso di Facebook di usare le mie foto, informazioni, messaggi o post, sia passato che futuro. Con questa dichiarazione, do avviso a Facebook è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, o prendere qualsiasi altra azione contro di me in base a questo profilo e / o ai suoi contenuti. Il contenuto di questo profilo è informazioni private e confidenziali. La violazione della privacy può essere punita per legge (UCC 1-308-1 1 308-103 e lo statuto di Roma). Nota: Facebook è ora un’entità pubblica. Tutti i membri devono pubblicare una nota come questa. Se preferisci, puoi copiare e incollare questa versione. Se non pubblicate una dichiarazione almeno una volta sarà tacitamente permettendo l’uso delle vostre foto, così come le informazioni contenute negli aggiornamenti dello stato del profilo. Non condividere. Copia e incolla.

Il linguaggio è l’abominevole e sgrammaticato risultato del prendere un testo in lingua inglese e passarlo ripetutamente attraverso Google Translate, e se è pure vero che un semplice copincolla non costa nulla, in realtà l’essere sfottuti e derisi come gli spammer che sarete diventati sembra una punizione ancora più severa.

Vieppiù che siete diventati vittime di un esperimento di profilazione: se siete infatti pronti a credere che “Domani inizia la nuova regola di Facebook!”, chi diffonde queste bufale sarà (purtroppo giustamente) indotto a credere di avere a che fare con un pubblico di abbocconi pronti ad ingoiare ogni bufala e ridiffonderla senza farsi domande alcune.

Con tutto quello che ne consegue.

Io stesso in passato, durante una delle iterazioni di questo testo (che ne ha avute parecchie e sempre più grottesche) riscontrai le origini della bufala in testo in lingua inglese non meno ingenuo apparso nel periodo immediatamente precedente negli USA

For those of you who do not understand the reasoning behind this posting, Facebook is now a publicly traded entity. Unless you state otherwise, anyone can infringe on your right to privacy once you post to this site. It is recommended that you and other members post a similar notice as this, or you may copy and paste this version. If you do not post such a statement once, then you are indirectly allowing public use of items such as your photos and the information contained in your status updates.
PRIVACY NOTICE: Warning – any person and/or institution and/or Agent and/or Agency of any governmental structure including but not limited to the United States Federal Government also using or monitoring/using this website or any of its associated websites, you do NOT have my permission to utilize any of my profile information nor any of the content contained herein including, but not limited to my photos, and/or the comments made about my photos or any other “picture” art posted on my profile.
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The contents of this profile are private and legally privileged and confidential information, and the violation of my personal privacy is punishable by law. UCC 1-103 1-308 ALL RIGHTS RESERVED WITHOUT PREJUDICE

Chi mastica un po’ della lingua di Albione avrà notato le differenze: il testo Italiano conserva sostanzialmente la struttura della bufala americana, interpolando la stessa con richiami allo “Statuto di Roma”, ma lasciando intatta la menzione allo Uniform Commercial Code, una normativa Americana, inapplicabile da noi, che disciplina i rapporti commerciali (pensatela, a grandissime linee, come le norme che disciplinano i contratti B2B, Business to Business, ovvero tra imprese e non tra impresa e consumatore), con alcune varianti che richiamano direttamente la Convenzione di Berna.
Il problema è che tale panoplia di norme non ha alcuna efficacia.

L’UCC è inapplicabile, la Convenzione di Berna si limita a tutelare il diritto d’autore dalle violazioni che esso può subire, armonizzando la normativa tra gli stati dell’Unione Europea… tutte le violazioni, tranne quelle, vere o presunte, cui il titolare dei diritti consente espressamente.

Peraltro, si parla in questo caso dell’inapplicabile Statuto di Roma, nel secondo caso della Convenzione di Berna, con una fortissima confusione quiddi tra il concetto di Privacy e di Diritto d’Autore.

Al concetto di privacy si richiama ai contenuti postati su Facebook, laddove, nel momento in cui ti iscrivi, accetti contestualmente i Termini e le Condizioni d’Uso, e la seguente Dichiarazione di Diritti e Responsabilità, ivi compresa:

  1. Privacy Per Facebook, la privacy degli utenti è molto importante. Abbiamo progettato la nostra Normativa sull’utilizzo dei dati in modo che fornisca indicazioni fondamentali su come usare Facebook per mettersi in contatto e condividere contenuti con altre persone e su come raccogliamo e usiamo i contenuti e le informazioni degli utenti. Invitiamo gli utenti a leggere la Normativa e a utilizzarla per prendere decisioni informate.
  2. Condivisione dei contenuti e delle informazioni L’utente è il proprietario di tutti i contenuti e le informazioni pubblicate su Facebook e può controllare in che modo possono essere condivise mediante le impostazioni sulla privacy e le impostazioni delle applicazioni. Inoltre:
    1. Per quanto riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà, ad esempio foto e video (“Contenuti IP”), l’utente concede a Facebook le seguenti autorizzazioni, soggette alle impostazioni sulla privacy e alle impostazioni delle applicazioni: l’utente concede a Facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, per l’utilizzo di qualsiasi Contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con Facebook (“Licenza IP”). La Licenza IP termina nel momento in cui l’utente elimina il suo account o i Contenuti IP presenti sul suo account, a meno che tali contenuti non siano stati condivisi con terzi e che questi non li abbiano eliminati.
    2. Quando l’utente elimina Contenuti IP, questi vengono eliminati in modo simile a quando si svuota il cestino del computer. Tuttavia, è possibile che i contenuti rimossi vengano conservati come copie di backup per un determinato periodo di tempo (pur non essendo visibili ad altri).
    3. Quando l’utente usa un’applicazione, questa può richiedere l’autorizzazione dell’utente per accedere a contenuti e informazioni condivise da altri.  Le applicazioni devono rispettare la privacy dell’utente, ed è l’accordo accettato al momento dell’aggiunta dell’applicazione che controlla il modo in cui l’applicazione può utilizzare, archiviare e trasferire i contenuti e le informazioni.  Maggiori informazioni sulla Piattaforma, incluse quelle riguardanti il controllo sulle informazioni che gli altri utenti possono condividere con le applicazioni, sono disponibili nella nostra Normativa sull’utilizzo dei dati e alla Pagina della Piattaforma.
    4. Quando l’utente pubblica contenuti o informazioni usando l’impostazione “Pubblica”, concede a tutti, anche alle persone che non sono iscritte a Facebook, di accedere e usare tali informazioni e di associarle al suo profilo (ovvero al suo nome e alla sua immagine).
    5. I commenti o i suggerimenti degli utenti relativi a Facebook sono sempre benvenuti. Tuttavia, l’utente deve essere al corrente del fatto che potremmo usarli senza alcun obbligo di compenso nei suoi confronti (allo stesso modo in cui l’utente non è obbligato a fornirli).

Si prega di rileggere i punti 1 e 4: quando pubblicate qualcosa su Facebook con lo status “pubblico” consentite a tutti gli altri di usare quei contenuti in connessione con Facebook (quindi di ricondividere, taggare, eccetera), e, contemporaneamente, concedete a tutti libero accesso alle informazioni ivi contenute.

Nessuno status di questo mondo potrà impedire questo: sarebbe sostanzialmente come se voi invocaste il diritto di immagine per ordinare alle persone che non conoscete di distogliere lo sguardo quando camminate sulla pubblica piazza, oppure minacciaste di inoltrare segnalazioni al Garante dichiarando di aver subito un grave Data Breach perché mentre urlavate dalla finestra cose alla vicina di casa, la signora del terzo piano si è rifiutata di tapparsi le orecchie.

Vieppiù che Facebook stesso fornisce un modo sicuro per liberarsi da tale condizione d’uso qualora diventi scomoda. Cancellarsi da Facebook stesso.

Volete essere meno radicali? Impostate la “Privacy” a “Solo amici”. Ciò è ammesso, anzi incoraggiato per molti dati sensibili, e della quale già in passato vi fornii una breve guida che di seguito riporterò

Cosa facilissima da fare messaggio per messaggio: basta notare il piccolo tastino in fondo ai messaggi, del quale riportiamo screen illustrativo per computer e cellulare.

Screenshot 2016-05-04 19.45.39Su computer premerete il tasto accanto a “Pubblica”, premurandovi di impostare la privacy ad “Amici”.

Su cellulare troverete quel menù nella barra superiore:

2016-05-04 18.02.482016-05-04-18.02.44Potreste però voler modificare retroattivamente le impostazioni di tutti i messaggi sulla vostra bacheca.

Anche questo è possibile: andrete nel menù impostazioni

Screenshot 2016-05-04 20.42.14E poi dal menù Privacy potrete limitare retroattivamente la visibilità di tutti i messaggi

Screenshot 2016-05-04 20.42.52E questo è tutto quello che potete e dovete fare per essere sicuri di tutelare la vostra privacy.

Non certo ricorrere a formule quasi mistiche dal sapore di antichi scongiuri e dallo stesso valore.

Ricordiamo inoltre che, per quel che riguarda eventuali abusi, ad esempio messaggi ingiuriosi rivolti in vostro danno, screenshot alterate per danneggiarvi oppure, per chi tra voi fosse un creativo che pubblicizza le sue opere su Facebook e non vuole correre il rischio che le stesse siano appropriate da altri, Facebook consente di segnalare eventuali abusi, dalle violazioni del diritto d’autore ai contenuti ingiuriosi o razzisti.

E questa segnalazione non esclude che eventuali reati possano essere perseguiti. La situazione non è mutata rispetto alla prima “edizione della bufala” potete tutelarvi liberamente da ogni abuso compiuto nei confronti della vostra immagine, ma non potete ordinare a Facebook cosa di voi sarà divulgato e condiviso, se non settando idoneamente la privacy: ciò che lasciate in “Pubblico” viene rilasciato al pubblico, sostanzialmente.

Parimenti è la stessa Facebook ad offrire, per coloro che, disegnatori o creativi, divulgassero “vetrine” della propria arte a mezzo Facebook, strumenti per evitare che la condivisione diventi appropriazione. Strumenti che non escludono il ricorso all’autorità giudiziaria, peraltro.
E tutto questo avviene senza il ricorso a bizzarre “formule magiche in legalese”.

Riassumendo: ora come ora potete tutelarvi liberamente da ogni abuso compiuto nei confronti della vostra immagine, ma non potete ordinare a Facebook cosa di voi sarà divulgato e condiviso, se non settando idoneamente la privacy: ciò che lasciate in “Pubblico” viene rilasciato al pubblico, sostanzialmente.

Esaurita questa breve narrazione, possiamo rimandarvi ad un excursus storico sulle infinite varianti di questa bufala, perlopiù difformi per l’aggiunta di improbabili enti che si sarebbero prestati a certificare la bufala stessa. Avvocati, finanzieri, Lord Humungus… tutti, naturalmente, inventati.

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