DISINFORMAZIONE XENOFOBA La Svezia, gli stupri e Ingrid Carlqvist – Bufale.net

di Eleventh |

DISINFORMAZIONE XENOFOBA La Svezia, gli stupri e Ingrid Carlqvist – Bufale.net Bufale.net

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“Salve. Mi chiamo Ingrid Carlqvist e sono nata in Svezia nel 1960, quando il nostro paese era il più bello e il più sicuro e più progredito del mondo. Ora vivo in Absurdistan – un paese ceh ha il più alto numero di stupri denunciati in tutto il mondo, centinaia di cosiddette “zone di esclusione” (dove vivono solo immigrati), in cui le persone vivono al di fuori della società svedese. E dove i giornali nascondono tutti questi fatti orribili al popolo. In Svezia nessuno parla dei problemi legati all’immigrazione. Se lo fate sarete immediatamente chiamati razzisti, islamofobi o nazisti.”

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Scritto così, il meme alimenta solo la DISINFORMAZIONE DI STAMPO XENOFOBO. PERCHÉ?

Il testo riporta l’opinione di una presunta “giornalista indipendente”, Ingrid Carlqvist. Il testo completo, datato 15 luglio 2012 – che il meme riporta in traduzione sommaria – lo potete trovare qui. È essenzialmente una lunga accusa al sistema giornalistico svedese basata su esperienze personali e insinuazioni di collusione coi Socialdemocratici tuttora non dimostrate. Tutto questo per pubblicizzare il suo sito, il Dispatch International, di cui è caporedattrice e che mantiene con le donazioni degli utenti.

A parte questo,

  1. la Svezia è il paese con il più alto numero di stupri denunciati in Europa, NON in tutto il mondo. Al 2013, risultano 63 casi ogni 100.000 abitanti. Questo perché la legge svedese a riguardo è cambiata: dal 2005 è gender neutral – può riguardare ambo i sessi – e non vede necessariamente la resistenza da parte della vittima perché sia formulata l’accusa. Qualsiasi forma di violenza sessuale può essere catalogata come stupro.
  2. Come riporta anche il nostro amico maicolengel da Bufale un tanto al chilo, che ha già trattato il caso, “vale come denuncia ogni occasione in cui [la violenza sessuale] è avvenuta”. La sua affermazione viene da questo articolo della BBC, che aveva affrontato la questione già nel 2012.
  3. Non sempre si può parlare effettivamente di stupro. Come per qualsiasi accusa, vale sempre l’onere della prova. Due casi di false accuse di stupro, accaduti nel 2007 e nel 2008, confermano la cautela delle forze giuridiche a riguardo.
  4. l’aumento nelle statistiche non indica sempre l’inasprimento del crimine, quanto un cambio di atteggiamento a riguardo. La BBC aveva già affrontato il tema nel 2012 in questo articolo. Non è aumentato il crimine: è stata più efficace la sensibilizzazione a riguardo.

    The public debate about this sort of crime in Sweden over the past two decades has had the effect of raising awareness […] and encouraging women to go to the police if they have been attacked.

  5. non esiste alcuna statistica che trovi una correlazione fra gli stupri e l’immigrazione. Al contrario, a pagina 71 del rapporto stilato dalla Brottsförebyggande rådet (Brå) (Consiglio nazionale svedese per la prevenzione del crimine) si sottolinea come “la maggioranza delle aggressioni per stupro [sia] commessa da svedesi nati da genitori svedesi“. Questo perché la maggioranza del popolo svedese è della Svezia (scusate l’ovvietà). Sempre dallo stesso studio è emerso che le vittime conosceva il loro aguzzino, e che l’aumento è dovuto più all’alcool che all’essere “immigrato” o “musulmano”. (Si ringrazia Le Bufale del Mattino Leghista per l’assist).

Ricapitolando, il meme ha una forte valenza xenofoba. Fra l’altro, in piccolo e nell’angolo in alto a destra, si parla di scorribande di immigrati che “da giorni” mettono a ferro e fuoco la Svezia. Fonte? Nessuna, ovviamente. Una mossa furbesca per non essere colpiti nel vivo. Ma l’importante è alimentare la paura, perché genera la “giusta violenza” che fa bene alle tasche di qualcuno. Quelle di chi rema contro il multiculturalismo o l’integrazione “a ogni costo” per attaccare “la Sinistra” e che, come sciacalli, adoperano i casi di cronaca come megafono del loro vittimismo.

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