DISINFORMAZIONE Scattano delle foto con un delfino spiaggiato in Perù e l’animale muore poco dopo – Bufale.net

di David Tyto Puente |

DISINFORMAZIONE Scattano delle foto con un delfino spiaggiato in Perù e l’animale muore poco dopo – Bufale.net Bufale.net

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Ci chiedono di verificare l’articolo del 25 maggio 2015 pubblicato dal sito Allon.it dal titolo “Perù: si scattano delle foto con un delfino spiaggiato, ma l’animale muore poco dopo“. Una notizia di questo genere ha senz’altro un alto tasso virale, confermato con oltre 10 mila condivisioni Facebook nel giro di pochi giorni.
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Ecco quanto riportato da Allon.it:

Ci troviamo a Lima, in Perù dove un uomo ed una donna hanno trovato un delfino spiaggiato ed hanno iniziato a scattarsi delle foto con l’animale, che è morto poco dopo.
Inutile dire che i due hanno scatenato un mare di polemiche nel mondo del web: potevano chiamare i soccorsi, che sicuramente avrebbero salvato il delfino, ma hanno preferito scattarsi delle “foto-ricordo”, mettendo in pericolo l’animale, già visibilmente esanime che, ovviamente, è deceduto pochi minuti dopo.
“Questi individui spietati e francamente demenziali devono essere trovati e perseguiti per crudeltà verso gli animali“, tali sono le parole di Elisa Allen, direttrice di Peta.
Ora è caccia ai due sul web: la loro foto circola già da ore e tutti sperano che i due possano essere trovati e puniti nel modo che meritano.

A parte l’ubicazione geografica completamente sbagliata, dobbiamo soffermarci prima di tutto su questa informazione scorretta: “Ora è caccia ai due sul web“. Una caccia inutile, siccome la foto venne diffusa nel 2014 e i protagonisti vennero subito individuati.
Loro sono Judith Maribel Uriol Silva e Jonathan Ramos Torres, la foto è stata scattata nel gennaio del 2014 nella “playa San Pedro” vicino a Chiclayo, una località a nord del Perù che dista circa 14 ore di macchina dalla capitale, Lima.

Le foto sarebbero state scattate mentre il delfino era già morto. Ciò desterebbe sospetto, visto che ad affermarlo sono i due protagonisti quando hanno chiesto pubblicamente scusa per il loro gesto. Anche i media locali affermano che, viste le foto, l’animale sarebbe già deceduto, al contrario del sito Allon.it. Lo stesso autore della petizione online contro i due protagonisti, l’americano Richard Gibbs, non sosteneva con sicurezza che l’animale fosse morto prima di arrivare in spiaggia o dopo aver scattato le fotografie.
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Tuttavia risulterebbe credibile la versione dei due ragazzi. Nelle spiagge vicino a Chiclayo, sempre nel mese di gennaio 2014, furono ritrovati più di 40 animali morti (soprattutto foche e delfini).
Se da una parte il sindaco di Puerto Eten sostiene che siano morti per cause naturali, il presidente dell’associazione dei pescatori di Puerto Eten (Chiclayo) parla di circa 47 animali morti, alcuni dei quali probabilmente uccisi e privati delle loro carni da alcuni pescatori in violazione delle leggi sulla pesca in Perù.  Quest’ultimo, inoltre, cita come ulteriore e probabile causa di alcune delle morti la presenza della stazione petrolifera di Petroperù a circa 7 km di distanza dalle coste: alcune foche erano molto strane, sembravano morte a causa di qualche infezione.
Non è l’unico caso avvenuto nel mese di gennaio 2014 nelle coste del Chiclayo. Il 20 gennaio 2014 vennero sotterrati molti animali ritrovati morti nelle spiagge di Pimentel, poco più a nord di Puerto Eten. Disastri simili vengono registrati anche nel 2013 nelle stesse zone, oltre al caso di due balene ritrovate morte di cui una nel mese di agosto 2014.
Ecco il video di scuse da parte della ragazza delle foto, la quale afferma che il delfino era già morto e lo stesso TG cita i casi dei delfini trovati morti nelle spiagge del Chiclayo:

CONCLUSIONI

Ci troviamo dinanzi ad un caso di disinformazione:

  • è una notizia vecchia di un anno;
  • è una notizia riportata in maniera incompleta;
  • si ritiene che sia in atto la “caccia” ai due protagonisti, che però vennero già all’epoca identificati.

AGGIORNAMENTO ore 19:15

Non solo il sito Allon.it, a scatenarsi sono stati anche i seguenti siti:

La fonte per i siti italiani è probabilmente l’Independent.co.uk che pubblica la notizia il 22 maggio 2015. Della serie “Se lo dice l’Indipendent…”, o “Se lo dice la BBC“, allora è sicuro.

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