DISINFORMAZIONE Orrore in centro profughi: nigeriani arrostiscono cagnolino – bufale.net

A volte basta poco per caricare un fatto di cronaca. Il mondo ha bisogno di cattivi, e se questi cattivi riescono ad incarnarsi nello straniero, nel diverso e nel freak, tanto meglio, si risveglia il bellicoso istinto dell’indinniato speciale alla base di fenomeni come la Bufala del Giustiziere, e non par vero ai nostri condivisori di poter fomentare così tanti click da ritrovarci, nella sola giornata di venerdì sedici una casella di posta inutilizzabile a cagione delle numerose segnalazioni al riguardo.

Quando VoxNews, riprendendo e caricando un pezzo di stampa locale (arrogandosi, nel farlo, l’icona di Fact Checker autoattribuita), ha quindi postato una notizia a base di immigrati, Nigeria e cagnolini arrostiti come nella gag di Fantozzi sapeva di aver colpito nel giusto

Quando noi ci siamo trovati una casella di posta inutilizzabile, sapevamo di dover invece attendere. Ma andiamo con ordine e analizziamo il brano di VoxNews:

Orrore nel centro profughi. Un povero cane di media taglia è finito sulla brace di un migrante nigeriano, all’interno del Centro di accoglienza di Briatico, in Calabria. Così scrive il giornale locale,dando notizia di altri casi che imperversano nella zona.

L’intenzione era quella di banchettare, insieme ad altri ospiti, con il povero animale, scuoiato per rimuoverne il pelo, cucinato e aromatizzato alle erbe.

Proposito fallito dopo l’intervento dei Carabinieri della locale stazione.

Il fatto è emerso solo grazie alla denuncia di una volontaria facente parte di un’associazione in difesa degli animali che ne ha divulgato la notizia per fermare l’eventuale morte cruenta di qualche altro cane.

Del giovane nigeriano, beccato mentre rigirava il povero bastardino sulle fiamme, si conoscono le iniziali, E.M., classe ‘88. Pare sia dedito a tali orrende abitudini.

Non è la prima volta, insomma, che qualcuno si accorge delle sconcertanti pratiche culinarie a cui si dedica il profugo. Ma questa volta gli è andata male, perché un dipendente della struttura briaticese ha avvisato i Carabinieri che hanno così potuto sorprenderlo in flagranza di reato. Di fronte allo sconcerto dei militari e del medico veterinario dell’Asp, che intanto si era portato sul posto, il nigeriano ha precisato che nel suo Paese d’origine uccidere i cani per cibarsene è una consuetudine normale e assai diffusa, e che comunque ignorava che nel Codice penale italiano esistesse una legge che condanna chi uccide un cane o un gatto.

L’extracomunitario ha comunque puntualizzato, nel tentativo di professare la sua innocenza, di aver rinvenuto già morto il povero cane, ai lati della strada, di averlo prelevato e portato nel Centro per cuocerlo e mangiarlo. Per inciso, sulle abitudini di cibarsi dei cani, pare che la nutrita comunità nigeriana di Rosarno pratichi sovente tale usanza.

I cani a finire nei loro piatti sono in genere dei cagnolini che ciondolano per strada, abbandonati a se stessi.

Tornando alla vicenda accorsa a Briatico, si è appreso che il nigeriano responsabile del cruento episodio narrato, sia stato trasferito presso il Cas (centro di accoglienza straordinaria) di Nicotera, allocato nel centralissimo Hotel Miragolfo.

Val la pena sottolineare che sarà impossibile tenere d’occhio tutti gli animali randagi del paese, affinchè non finiscano nella pentola di qualche ospite del Cas, in quanto Nicotera è ancora priva di videosorveglianza. Per il momento, dunque, non si possono tutelare gli esseri umani, figurarsi gli animali i quali si spera non facciano la fine dei cagnolini briaticesi, misteriosamente scomparsi dalle strade senza un apparente perché.

Una sorta di perversa cabala di pericolosi immigrati che rapiscono poveri bastardini per ucciderli e mangiarli, notare il plurale, fermata dall’intervento dei buoni, con una nota che insinua come, abitualmente, i cagnolini che ciondolano per strada siano vittime predestinate, accostate proditoriamente a “vittime umane” in una sorta di chiamata alle armi.

Del tutto infondata, dato che bastava aspettare un po’ per scoprire come le notizie sull’assassino del cagnolino erano di gran lunga esagerate, e l’ipotesi derubricata da Vox a mero tentativo fosse quella corretta

Scopriamo infatti, a seguito delle indagini dei carabinieri che tutto quello che fin’ora avete letto va seriamente ridimensionato, come ci ricorda Il Vibonese

Assume contorni più definiti la vicenda legata al tentativo di un migrante che, nel Centro di accoglienza di Briatico, avrebbe cercato di mangiare un cane dopo averne abbrustolito le carni su un fuoco improvvisato. I responsabili del centro fanno sapere che il giovane in questione, un nigeriano, soffrirebbe di evidenti problemi mentali, tanto da essere già stato ricoverato due volte in Tso (trattamento sanitario obbligatorio, a cui si ricorre di solito in caso di gravi disturbi psichici).

In passato l’uomo era ospitato nel centro di accoglienza Costabella, che sorge in prossimità della strada provinciale 522. Proprio la vicinanza all’arteria che si dipana lungo la costa vibonese lo ha indotto più volte a tentare di gettarsi sotto le auto in transito, sbucando all’improvviso dinnanzi agli ignari automobilisti. Segnali di un disagio mentale di una certa gravità che hanno indotto i responsabili a trasferirlo nel centro di Sant’Irene, più lontano delle principali vie di comunicazione, al fine di salvaguardare la sua incolumità e quella degli altri.

Con riferimento all’episodio venuto alla ribalta oggi ma, a quanto pare, verificatosi alcuni giorni fa, l’uomo avrebbe raccolto la carcassa di un cane trovata nei pressi del centro di accoglienza e l’avrebbe portata con sé all’interno della struttura, con l’intenzione di arrostire e mangiare l’animale.

Iniziativa anche questa da attribuire alle sue labili condizioni mentali, che è stata prontamente contrastata dagli addetti alla vigilanza, che gli hanno impedito di continuare, avvertendo i carabinieri. Ai militari il giovane avrebbe poi confessato l’intenzione di voler mangiare il cane, negando però con decisone di averlo ucciso.

Non quindi un banchetto con gli altri ospiti, ma l’inziativa estemporeanea di un malato di mente autolesionista già in passato sottoposto a Tso.

Non un gesto di violenza verso altri esseri viventi, ma l’ennesimo confuso atto autolesionista di un individuo che, all’evidente ricerca continua di mezzi per nuocersi aveva deciso di raccattare una carogna abbandonata e verosimilmente già putrefatta per nutrirsene, venendo nuovamente fermato.

Naturalmente però un malato di mente autolesionista non fa storia né viralizzazioni: un ricco banchetto a base del migliore amico dell’uomo si presenta più che sufficiente a fomentare viralità ed indinnazione.

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