DISINFORMAZIONE In Italia ci sono dodici vaccini, in Europa no, svegliamoci! – bufale.net

di Shadow Ranger |

È da un bel po’ di tempo che ci segnalate la seguente immagine virale a spasso per i vostri profili

Vaccini obbligatori in Europa: Austria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Spagna, Regno Unito, Svezia Nessuno
Francia 4 vaccini
Grecia e Portogallo 3 vaccini
Belgio 1 Vaccino
Italia??? 12 Vaccini
SVEGLIAMOCI DAL TORPORE

I lettori di fumetti di lunga data ricorderanno come, un tempo ormai remoto, un del tutto accettabile gimmick, ovvero “trucchetto editoriale” per aumentare le vendite di un fumetto fosse inserire determinati contenuti nella copertina, a prescindere dalla loro rilevanza all’interno della storia.

Contenuti che, per motivi inesplicabili comprendevano gorilla o altre scene della jungla, l’eroe del fumetto spezzato dalle lacrime, l’eroe del fumetto in sella ad una possente motocicletta, dei dinosauri o dei bambini.

Il disinformatore medio ancora oggi funziona allo stesso modo: basta mettere un bambino urlante, scene a caso di brutalità poliziesca e/o personaggi in lacrime che il pubblico viene stimolato a ricondividere un contenuto a prescindere dal suo significato, senza farsi domande.

Andiamo con ordine: innanzitutto, nel piccolo elenco mancano i casi in cui i vaccini non sono “obbligatori”, ma di fatto è come lo fossero.

In Germania infatti

Dopo la Präventionsgesetz, ossia la “legge sulla prevenzione”, emanata nel 2015, devono essere verificati tutti gli esami di routine per bambini, adolescenti e adulti, e gli asili nido hanno il diritto legale di chiedere il parere di un medico prima di accettare un bambino. Infatti i bambini non vaccinati che abbiano contratto il morbillo possono essere esclusi dalla scuola temporaneamente. Inoltre, le autorità sanitarie possono emettere pareri inerenti l’assunzione di dipendenti, in base alle vaccinazioni richieste.

Ed una simile dottrina, fuori dalla Germania, ha contagiato anche stati americani come la California, dove è nella piena possibilità del singolo istituto scolastico “chiudere i battenti” al non vaccinato allo scopo di evitare epidemie.

Va inoltre resa una piccola disamina sul perché alcuni stati abbiano obblighi più cogenti degli altri.

Sostanzialmente l’intervento del diritto nella società non è mai ingerenza immotivata, ma è la resa d’atto che nel vivere sociale della collettività si è sviluppata una patologia da correggere.

I divieti e le sanzioni sono, sostanzialmente, i vaccini dell’ordinamento.

È un elementare criterio di sicurezza che chi guida strumenti potenzialmente pericolosi come autoveicoli debba essere in grado di risarcire i danni a cose e persone procurate da un sinistro, ma siccome non tutti sono così ligi al proprio dovere, allora si è resa necessaria l’introduzione di una polizza R.C.A. (Responsabilità Civile Autoveicoli) obbligatoria.

È un elementare criterio di sicurezza che il casco prevenga incidenti mortali, come anche le cinture di sicurezza, ma siccome non tutti sono così ligi al proprio dovere, allora si è reso necessario multare e sanzionare automobilisti e centauri indisciplinati.

È un elementare criterio di sicurezza e di civiltà il fatto che derubare, ammazzare e picchiare il prossimo non siano comportamenti socialmente apprezzabili né utili, ma siccome non tutti sono cittadini probi ed onesti, ecco che dobbiamo introdurre specifici reati nel nostro ordinamento per sanzionare furto, omicidio e lesioni.

Analizziamo ora il dato vaccinale secondo OECD degli stati membri dell’Unione (e non) al 2014

Noterete che ancora prima del recente calo delle vaccinazioni dovuto alle contestazioni degli ultimi anni, una importantissima vaccinazione pediatrica come quella contro il morbillo di vedeva fanalino di coda in Europa, secondi solo all’Austria e ad economie emergenti come il Sud Africa, l’Indonesia e l’India.

E meglio non va per le altre malattie pediatriche non esaminate nel diagramma, in quanto

“La copertura per l’esavalente nei bambini nati nel 2013, infatti – rileva – è del 93,4%, contro una soglia minima necessaria fissata sopra il 95%; quella per il meningococco C è al 76%, mentre per il ceppo B non ci sono ancora dati poichè la vaccinazione è stata introdotta da un paio d’anni”. Ma “il maggior problema – conclude – si ha per parotite, morbillo, varicella e rosolia che, complessivamente, registrano una copertura di appena l’85%”.

Uscendo fuori dagli angusti confini dell’Europa, scopriamo che non siamo soli: sin dal 2015 i genitori Australiani “beccati” in violazione dell’obbligo vaccinale rischiano di trovare la loro prole tagliata fuori dal welfare e dai benefici fiscali ad esso relativi, in una politica di “se esponi i tuoi figli e i figli di altri ad un danno alla loro salute, allora pagherai le conseguenze di tua tasca”

Inoltre, la situazione Italiana al momento è abbastanza grave perché non solo noi, ma anche cittadini esteri che si trovino a viaggiare in Italia sono caldamente incoraggiati a vaccinarsi prima di entrare sul nostro suolo.

Sostanzialmente, un maggiore obbligo, che peraltro riguarda non dodici vaccini, ma l’immunizzazione per dodici malattie.

In realtà il meme gioca anche sulla confusione tra malattie e “vaccini” inoculando nel lettore il terrore irrazionale di un bambino sottoposto a dodici iniezioni quando,

In realtà, però, le iniezioni da fare sono quattro, poichè molti vaccini sono combinati. Le prime 6 vaccinazioni rese obbligatorie sono anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti Haemophilus influenzae tipo B. Queste, spiega l’esperto, “sono tutte raggruppate in un unico vaccino esavalente che viene fatto dal 60/mo giorno di vita in 3 dosi: a 3, 5 e 11-12 mesi di vita”.

Sostanzialmente quindi una disciplina sanzionatoria rafforzata si giustifica con l’irresponsabilità dimostrata da una fetta crescente della popolazione, col conseguente calo dell’immunizzazione sotto le soglie necessarie affinché la c.d. immunità di gregge renda i vaccini veramente utili, col rischio di avere sacche di popolazione ad agire da inconsapevoli untori e incubatrici di virus e morbi altrimenti sconfitti per tutti coloro che per immunodepressione o altri motivi non hanno potuto immunizzarsi o sacche incubatrici per ulteriori mutazioni degli agenti infettivi (rischio fortunatamente ancora teorico per molte delle malattie indicate, ma non un motivo per sfidare la sorte impunemente).

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